Costruiamo assieme una sala del museo dedicata alla Scuola!

Posted Inserito da antonio in Blog     Comments 2 commenti
mag
30

Ricordi quante cose c’erano nella tua classe? Cominciamo con il proporre uno
o più oggetti cercando di rispondere ad alcune domande che potranno essere
arricchite da tutti i partecipanti attraverso il blog:

Quale oggetto hai scelto e perché?

…………….

Quali relazioni interdisciplinari si sviluppare in collegamento ad esso?

…………..

Quali di competenze chiave potrebbero essere attivate attraverso
l’uso di questo oggetto? Prova in breve a raccontare una attività di educazione al patrimonio
culturale facendo riferimento alle seguenti competenze:

– imparare a imparare

…………………

– competenze sociali e civiche

…………….

– spirito di iniziativa e di imprenditorialità

……………

– consapevolezza ed espressione culturali

……………

2 Commenti to “Costruiamo assieme una sala del museo dedicata alla Scuola!”

  • Leggendo tutte le testimonianze e addentrandomi in questo museo virtuale mi sono domandata quale fosse stato l’elemento, l’oggetto con più connotazioni educative nella mia infanzia scolastica. Un tavolo. L’immagine è nitida e posso tranquillamente affermare che le competenze sociali, civiche, culturale, le maggiori iniziative educative insomma, si sono svolte attorno ad esso. Mi ricordo ancora i primi giorni della scuola elementare e i due suoni delle campanelle che scandivano l’inizio e la fine della ricreazione, il tavolo era al centro dei nostri pensieri di bambini, il tavolo faceva da mamma ai nostri giocattoli che mettevamo in comunità affinchè tutti potessimo imparare a utilizzare con rispetto le cose altrui. Nessuno portava i giochi a scuola e se li portavamo li lasciavamo in custodia al tavolo. Ci sentivamo protetti lì sotto, quando ancora eravamo così piccoli e ricchi di fantasia che bastava andare sotto a un tavolo per sentirsi esclusi dal resto della classe, per sentirsi padroni della propria immaginazione. In realtà eravamo solo sotto a un tavolo, in fondo alla classe. E’ rimasto lì lui, per tutti e cinque gli anni. Ogni qual volta facessimo un disegno che necessitava di tempo per l’asciugatura lo riponevamo lì, in sua custodia e ci piaceva guardare anche i disegni degli altri e confrontarli, ma su quel tavolo i disegni c’erano tutti, quel tavolo non era come il muro, discriminatorio, su di lui voleva solo i disegni più belli! Il tavolo amava i lavori di tutti, era grandissimo ai miei occhi. Solo ora riesco a pensare che era solo un tavolo, in fondo a una classe. Non è stato solo questo però, ci ha permesso di fare tanti esperimenti…ricordo con particolare affetto quando abbiamo fatto crescere le piante di fagiolo. Ognuno di noi aveva, se non ricordo male a piccoli gruppi, adottato un seme e avevamo il compito di custodirlo e di farlo cresce. Ad un certo punto la maestra ha visto quel tavolo coi nostri occhi. Non ho mai saputo se se n’è accorta, e non lo saprò mai, ma quello che importa è che ha puntato il tavolo e ha pensato che non potesse esserci un custode migliore di lui per le nostre piante. Ha fatto anche da genitore… quel tavolo custodiva tante regole ma a noi andavano bene, attorno a quel tavolo non c’era il più o il meno bravo, attorno a quel tavolo tutti gli esperimenti erano possibili, attorno a quel tavolo dovevamo essere civili sennò ci saremmo fatti male ma non siamo mai stati ripresi per questo, non volevamo che fosse lui il responsabile di qualche bernoccolo, forse perchè sapevamo, nel nostro inconscio, che quel tavolo così solo in fondo alla classe ci aveva fatto crescere. Tramite le attività svolte su di lui, tramite le regole sociali che anche da soli (ma sollecitati dalla maestra)applicavamo per vivere bene attorno a lui, siamo cresciuti e ci siamo formati. Questa riflessione mi ha dato modo di pensare che non fosse solo un tavolo, solo, in fondo a una classe.