4 Commenti to “Dopo il 18 novembre: considerazioni e riflessioni a margine del convegno “Musei ed educazione. Il contributo delle arti e delle scienze””

  • Il 18 Novembre 2011 ho partecipato, in qualità di uditrice, al convegno “Musei ed educazione. Il contributo delle arti e delle scienze” che si è tenuto presso l’Aula Prodi in Piazza San Giovanni in Monte 2, Bologna.
    Il convegno è stato molto interessante e ricco di spunti di riflessione in quanto ho ritrovato delle assonanze molto accentuate con le tematiche approfondite nella mia tesi di laurea, in Didattica Museale, realizzata presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Bologna; in particolare sullo stretto rapporto che intercorre tra il museo, strumento educativo di primaria importanza nella società contemporanea attuale e la necessità di avvicinare e “affascinare” i pubblici di tutte le età, estrazioni sociali, gusti e aspettative in modo permanente.
    Durante la prima parte della mattinata è emersa la volontà, da parte dei relatori, di valorizzare l’importanza di una educazione che può diventare all’interno del museo, attiva, partecipata e democratica, un lavoro di ricerca e sperimentazione per trasformare il museo in un contesto “multiforme” intrecciando canali formali, non formali e informali. Credo che questo aspetto sia da considerarsi focale, in quanto apre il dibattito sulla possibilità che il museo diventi un luogo di cittadinanza attiva, di diffusione culturale, dove la diversità dei punti di vista può costituire una risorsa per tutte le utenze (bambini, adolescenti, anziani, diversamente abili, stranieri, visitatori assidui, occasionali o addirittura esclusi) ; uno spazio terzo dove incontrarsi vicendevolmente per scoprirsi e comprendersi.
    A questo proposito, la seconda parte del convegno è stata, per quanto riguarda questo aspetto, molto chiarificatrice in quanto sono stati tracciati numerosi esempi di buone pratiche messi in atto da alcuni musei all’interno del panorama nazionale; si pensi alle attività che il Museo di Arte Contemporanea MAMBO di Bologna, il Museo di Arte Contemporanea MACRO di Roma o i Musei Vaticani ed altri ancora, hanno realizzato con le differenti utenze. Dalla descrizione delle esperienze, molto diverse tra loro, dalle visite guidate alle esperienze laboratoriali e ludiche, emerge, secondo il mio punto di vista, una condivisione di intenti, ovvero la necessità del museo di aprire le porte al pubblico per diffondere una educazione al patrimonio culturale, rendendo le collezioni sempre più accessibili e comprensibili attraverso apprendimenti che mettono in gioco aspetti emotivi e cognitivi che, intrecciandosi con le esperienze dei partecipanti, ampliano i rispettivi patrimoni culturali.
    Il museo può quindi divenire uno strumento per comprendere il mondo che ci circonda, una riscoperta degli antichi valori, una consapevolezza di quelli presenti, una risorsa per le generazioni dell’oggi e del domani.

  • Apreciadas Sandra, Chiara y Milena:

    Enhorabuena para vosotras y para el resto de los organizadores del
    encuentro “comunità di pratica” del pasado 18 de noviembre en Bologna.
    Espero poder continuar participando en vuestras actividades.
    Ahora mismo me encuentro como investigador invitado en la Universidad
    Complutense de Madrid.
    Para vuestro espacio MOdE os propongo la experiencia que estamos
    desarrollando, la investigación se titula: “Expectativas:
    universitarios en el museo de arte”
    Os animo a consultar nuestro blog. Y también podeis participar
    contestando la encuesta:
    http://expectativasuniversitarias.wordpress.com/

    El texto explicativo que me pide Sandra de esta actividad sería el
    siguiente:

    “Con motivo de la estancia de investigación como profesor invitado de
    Ricard Huerta (profesor de la Universidad de Valencia), desde el
    MuPAI de la Universidad Complutense de Madrid estamos realizando un
    proyecto de investigación sobre los intereses del personal
    universitario con respecto a los museos de artes visuales y las
    visitas a los mismos. Este proyecto tiene como objetivos:
    • Valorar las necesidades del público universitario en sus
    visitas a museos de arte.
    • Aportar criterios de análisis para acercarse a las
    inquietudes del público universitario antes, durante y después de una
    visita a museo.
    • Establecer prioridades a la hora de programar visitas
    culturales entre público con formación universitaria.
    • Observar la evolución de los intereses de las personas
    implicadas en la visita en cada una de las fases previstas.
    • Fundamentar la necesidad o no de guías de museo cuando se
    preparan visitas con público universitario.

    Este proyecto finalizará con la organización de diferentes visitas a
    exposiciones de museos de Madrid capital a lo largo del próximo
    trimestre.
    Como parte de este proyecto y para preparar las visitas, solicitamos
    tu colaboración rellenando el siguiente formulario. Los datos
    personales se utilizarán únicamente para cuestiones estadísticas,
    publicándose, únicamente y si fuera necesario, el sector al que
    pertenece cada uno, sin indicar centro ni ningún otro dato que pueda
    identificarle.

    Para el proyecto hemos habilitado un blog virtual en el que iremos
    colgando información interesante relacionada con la temática del
    proyecto: propuestas de exposiciones a visitar, información sobre los
    artistas,… Para poder acceder al campus virtual, podéis acceder a
    través de la dirección:
    http://expectativasuniversitarias.wordpress.com/


    Ricard Huerta
    Universitat de València
    http://www.academia.edu
    http://artemaestrosymuseos.wordpress.com/
    http://www.uv.es/icie/
    http://www.facebook.com/ricardhuerta

  • Feliz lucha por nuestros derechos!
    Y espero que te guste mi libro “Ciudadana Letra”, donde defiendo el
    patrimonio público como valor educativo del espacio urbano.


    Ricard Huerta
    http://www.facebook.com/ricardhuerta

  • Ho partecipato al convegno “Educazione e Musei. Il contributo delle Arti e delle Scienze”, tenutosi il 18 novembre presso l’Aula Prodi, in San Giovanni in Monte. Si è rivelato particolarmente interessante non solo per il tema generale relativo all’EDUCAZIONE nel MUSEO, ma soprattutto perché erano presenti molti esperti del settore, nonché di professori universitari che sono intervenuti su questo problema così attuale. Durante la mattinata ha presieduto la Prof.ssa Manini, che ha introdotto il tema del convegno, focalizzandosi in particolare sulla didattica museale come strumento per l’educazione attraverso l’opera d’arte. Auspica all’apertura reale di un museo educativo basato su prospettive di RICERCA e SPERIMENTAZIONE che siano: ATTIVE, PARTECIPATE e DEMOCRATICHE.
    In seguito ha dato il suo contributo Lanzinger, Direttore del Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento, il quale mostra la nuova realtà museale che aprirà nel 2013, il “Science Center”, che si baserà su un rapporto originale e moderno rispetto l’architettura del museo e l’ambiente. Inoltre, ha evidenziato come tale spazio si baserà sulla CULTURA, CONSERVAZIONE, INNOVAZIONE e RICERCA, con la partecipazione attiva del pubblico. Sono proposte diverse attività e laboratori per ogni utenza, dal teatro scientifico a vere e proprie gite presso il territorio circostante.
    Un intervento particolarmente coinvolgente è stato quello del Professor Dallari che ha trattato dell’arte come una risorsa per imparare e conoscere. Ha messo in evidenza il ruolo dell’uomo come animale simbolico perché, esso utilizza competenze simboliche e tra queste ci sono i linguaggi, base per il pensiero razionale, ma nello stesso tempo metodo creativo di espressione. Ha messo in luce come i linguaggi possono essere verbali e non verbali e hanno un forte legame con la dimensione estetica, che crea equilibrio tra natura e cultura, rivelando FLESSIBILITA’, ARTE e GIOCO. Un metodo che predilige tutto questo e che crea rivoluzione artistica è il COLLAGE: questa tecnica creata dai Dadaisti permette di estrapolare un elemento dal suo contesto per inserirlo in un altro modificandone anche il significato. Il collage è quindi una tecnica che lo stesso essere umano utilizza ogni giorno quando apprende qualcosa e lo fa suo. E’ questo lo scopo della nuova didattica museale, far integrare le conoscenze individuali con quelle museali.
    Infine, il convegno si è concluso nella sua prima parte con il contributo della Prof.ssa Panciroli, che ha mostrato l’esempio virtuale del museo Museo Officina dell’Educazione, MODE creato dall’Università di Bologna. L’Officina come metodologia di lavoro in cui vi sono risorse economiche, materiali e strumenti che portano al dialogo. Nello stesso tempo, educazione, come laboratorio educativo: luogo dove si apprende, si negozia e s’interpreta la conoscenza, creando oggetti originali. Il museo è importante perché, nasce come COMUNITA’ di PRATICA, in cui si condividono conoscenze e si costruiscono. Non è solo un sito virtuale, ma è anche spazio reale, perché s’incontrano e collaborano a questo progetto persone di diverse realtà, per una continua riflessione. Funzione principale del MODE è l’attività di conservazione ed esposizione attraverso l’utilizzo delle SALE BIANCHE, documentate e continuamente aggiornate. Con questo tipo di sale si vuole promuovere l’attività didattica per incontrate il pubblico e renderlo attivo, ma nello stesso tempo si vuole rinnovare le opere in quanto, è il pubblico stesso che può decidere quali opere scegliere e creare un percorso personalizzato da condividere con altri utenti. Il modello di base di queste esperienze è di tipo OLISTICO, ossia come continua commistione tra le discipline. Concludendo, vorrei affermare come il convegno si sia rivelato interessate e pieno di nuove iniziative che sicuramente avranno grosso riflesso nel mondo della didattica museale.