Pellicano Paradiso, Depero

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Titolo: Pellicano Paradiso

Autore: Fortunato Depero

Anno: 1923

Tecnica di realizzazione: Stoffa di lana applicata su canovaccio di cotone

Provenienza: Galleria il Castello, Trento

Collegamenti:

Centro Internazionale di Studi sul Futurismo (CISF)

Casa d’Arte Depero – Mart(Trento)

Percorso didattico proposto

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Approfondimento

Inesauribile creatore di immagini e di oggetti, Fortunato Depero è una figura di primo piano del movimento futurista. Nel 1915 redige insieme a Giacomo Balla il manifesto  Ricostruzione futurista dell’universo che enuncia le premesse teoriche per la rivitalizzazione del  Futurismo che si concretizzeranno dopo la prima guerra mondiale. La nuova filosofia di vita futurista vuole raggiungere definitivamente tutti gli ambiti non solo dell’arte ma anche della quotidianità. Nel perseguire questo obiettivo, Depero si dimostra decisamente poliedrico: è pittore, designer, scultore, grafico, illustratore, architetto d’interni, scenografo, ceramista e scrittore. A Rovereto, nel 1919, fonda con la moglie la Casa dell’Arte Futurista: si tratta di un particolarissimo laboratorio di oggetti di arte applicata, da cui escono mobili, giocattoli, vestiti e arazzi, come nell’opera sopra roportata Pellicano Paradiso del 1923. Gli arazzi sono composizioni di forme di panno di lana, dai colori netti, cucite insieme su un canovaccio di cotone. Depero li chiamava quadri cuciti ed ebbero un grande successo, anche commerciale, per la loro raffinata modernità. Depero esalta in tutta la sua attività la relazione delle forme, soprattutto geometriche, trovando negli arazzi, nelle sculture, nella grafica, soluzioni decisamente innovative. Forme colorate, ludiche che si rifanno volutamente ad una estetica del mondo infantile dove il rapporto tra la composizione e assemblaggio è un gioco per scoprire continuamente nuove immagini, nuove invenzioni.

Tag (parole chiave)
giochi – giocattoli – collage – educazione tattile

Mostre

FuturDepero. Un aspetto del secondo futurismo, Museo Cart, Falconara Marittima, giugno-agosto 2010

A+B+C/F=Futurismo. 100 anni di parole in libertà, Palazzo del MonferratoMuseo del Cappello, Alessandria, giugno-luglio 2009

La mostra è stata presentanta anche:

National Art Museum of China (NAMOC), Pechino, Cina,  settembre-ottobre 2010

Guandong Museum of Art, Canton, Cina, dicembre 2010-febbraio 2011

Bibliografia

Belli G. (a cura di), La casa del Mago. Le arti applicate nell’opera di Fortunato Depero. 1920-1942, catalogo a cura del Museo d’arte di Trento e Rovereto (MART), Charta, Milano, 1992

G. Belli, B. Avanzi (a cura di), Deperopubblicitario. Dall’auto-réclame all’architettura pubblicitaria, catalogo a cura del Museo d’arte di Trento e Rovereto (MART) ottobre 2007- febbraio 2008, Skira, Milano, 2007

Scudiero M., Depero. L’uomo e l’artista, Egon, Firenze, 2009

Fonte
Scudiero M. (a cura di), Depero, Collana Dossier/art, Giunti, Firenze, 2009

5 Commenti to “Pellicano Paradiso, Depero”

  • Quest’ opera mi ha subito affascinata, innanzitutto per la geometricità e per l’accostamento dei colori, provocano armonia e non so bene per quale ragione anche curiosità. Sono andata a ricercare quale significato potesse avere questa immagine in ambito educativo. Il pellicano è simbolo di carità, infatti per nutrire i propri figli questo animale appoggia il becco pieno di pesci sul petto e le credenze popolari affermano che in quel modo la madre nutre il piccolo con il proprio sangue. Questa allegoria può essere accostata anche alla figura dell’educatore, infatti può essere incisivo nella crescita dei bambini solo chi riesce a donare un po’ di sé e non ha paura di perdere nulla nel rapporto con l’altro.

  • Ho scelto l’opera Pellicano Paradiso perchè ad una prima impressione, osservando la forma circolare e geometrica, mi ricordava i “Mandala” che l’ insegnante della scuola primaria ci proponeva molto spesso. Il pellicano rappresentato sembra proprio un collage di varie forme colorate che sovrapposte e incastrate tra loro fanno emergere la figura, tante parti che da sole non significano nulla, ma nel loro insieme trasmettono il messaggio dell’autore. In questo senso si può pensare ad una vera e propria orchestra dove ognuno svolge il proprio ruolo per produrre la giusta sinfonia che permette all’ascoltatore di rimanere attonito davanti a tanta grazia; in questo caso sbalordito di fronte a qualcosa di così singolare. I colori utilizzati sono sgargianti, vivaci ed esprimono la solarità e la beatitudine che i bambini infondono con i loro sguardi e i loro sorrisi.

  • Depero, “Pellicano Paradiso”
    Fortunato Depero, autore dell’opera, appartiene al movimento futurista. Il Futurismo è un movimento artistico e culturale sorto in Italia nel XX secolo che si impegna affinché l’Arte permei ogni ambito della vita: il secondo futurismo realizza pienamente questo proposito. Depero è uno degli esponenti di spicco del secondo Futurismo, infatti oltre ad essere pittore, è anche scultore, grafico, illustratore, scrittore e lavora in ambiti come pubblicità, arredamento, allestimenti teatrali, moda, architettura.
    L’opera “Pellicano Paradiso” non è un quadro, come a prima vista può sembrare, ma un arazzo. Una cornice circolare racchiude un pellicano, realizzato con forme di lana per lo più geometriche e dai contorni netti. I colori sono privi di sfumature e per questo il disegno appare piatto e statico; le uniche zone di movimento sono la cornice, in cui delle figure in successione disegnano un vortice, e i pennacchi della coda.
    Come si deduce dal titolo dell’arazzo, l’essere raffigurato è un irreale incrocio tra un pellicano e un uccello del paradiso: il ricco ciuffo di penne della coda ricorda la coda del secondo, mentre la forma del corpo, del becco e delle zampe appartengono al primo. E’ difficile stabilire la ragione di questa unione, ma indubbiamente la coda dona all’intera figura un movimento particolare e il movimento è uno dei canoni del Futurismo.
    Una possibile attività in classe potrebbe essere quella di creare figure di animali fantastiche utilizzando lo stesso stile di Depero. Partendo da riproduzioni stampate dell’arazzo, si può chiedere ai bambini di tagliare le forme e assemblarle a loro piacimento, creando così nuovi “animali”. Altre forme possono essere anche reinventate dai bambini o “regalate” loro dall’insegnante per ampliare le possibilità di creazioni.

  • Fortunato Depero è un futurista e la sua attività artistica non si limita quindi ad un solo ambito, ma spazia tra diverse tecniche, con lo scopo di comprendere l’intera quotidianeità; egli nasce infatti come scultore, poi decide di servirsi delle arti applicate per far arrivare l’idea futurista nella vita di tutti i giorni delle persone. Realizza anche quest’opera, “Pellicano Paradiso”, nella sua “Casa d’arte Futurista”, utilizzando stoffe di lana e di cotone all’interno di uno spazio laboratoriale. La composizione risulta equilibrata, grazie anche alle forme geometriche utilizzate; la scelta dei colori, prevalentemente tinte fredde nettamente distinte l’una dall’altra, è coerente con l’intenzione di Depero di inneggiare ad un mondo gioioso e colorato, espressa nella “Ricostruzione futurista dell’universo”. L’attività laboratoriale da cui nascono, l’utilizzo di materiali diversi che le compongono, la possibilità di giocare con le forme e i colori, fanno sì che le opere di Depero possano essere utilizzate facilmente in percorsi di educazione all’arte e al linguaggio figurativo per i bambini, che potrebbero così creare nuovi soggetti provenienti dalla loro immaginazione.

  • L’opera “Pellicano Paradiso” non è un quadro, come a prima vista può sembrare, ma un arazzo. Una cornice circolare racchiude un pellicano, realizzato con forme di lana per lo più geometriche e dai contorni netti. Gli elementi dell’opera sono perfettamente equilibrati visivamente. Non sono previste sfumature e per questo il disegno appare piatto e statico; le uniche zone di movimento sono la cornice, in cui delle figure in successione disegnano un vortice, e i pennacchi della coda. Quest’ opera mi ha subito affascinata, prima di tutto per la geometricità e per l’accostamento dei colori, provocano armonia e anche curiosità. Proprio per questo ho ritenuto opportuno andare a ricercare quale significato potesse avere questa immagine in ambito educativo. Il pellicano è simbolo di carità, infatti per nutrire i propri figli questo animale appoggia il becco pieno di pesci sul petto e le credenze popolari affermano che in quel modo la madre nutre il piccolo con il proprio sangue. Questa allegoria può essere accostata anche alla figura dell’educatore, infatti può essere incisivo nella crescita dei bambini solo chi riesce a donare un po’ di sé e non ha paura di perdere nulla nel rapporto con l’altro. Per quanto riguarda la situazionalità, Depero non è solo pittore ma anche designer, scultore, grafico, illustratore, architetto d’interni, scenografo, ceramista e scrittore; Insomma un uomo davvero poliedrico! Nel 1919 fonda con la moglie la Casa dell’Arte Futurista: si tratta di un laboratorio di oggetti di arte applicata, in cui vengono realizzati mobili, vestiti e arazzi. Gli arazzi venivano chiamati da Depero “quadri cuciti” che ebbero un grandissimo successo per la loro modernità. Egli esalta la relazione delle forme, soprattutto quelle geometriche. Si tratta di forme colorate, ludiche che si rifanno ad un’estetica del mondo infantile. In riferimento all’ambiguità, si tratta di un’opera che mi ha fatto immediatamente pensare alla mia infanzia: innanzi tutto per i colori, ma anche per la regolarità delle forme e per il tessuto con cui è stato realizzato.

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