Re Crin (Colline del Po)

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Titolo: Re Crin (Colline del Po)
Autore:
Yan Nascimbene
Anno:
2011
Tecnica di realizzazione:
inchiostro di china nero e acquerello su carta Arches 300 grammi

Riflessioni

Le fiabe popolari, come Re Crin, «offrono nomi per oggetti della mente che di solito sono destinati ad essere rimossi o, nei casi meno fortunati, a esplodere […] I protagonisti delle fiabe si allontanano da casa, ed esplorano il mondo, facendo esperienza e imparando da tutto ciò che incontrano lungo il cammino, attraversando fatica, persecuzione, lutto, abbandono. Nel loro tempo senza tempo, nel loro reame lontano, ci donano il sogno collettivo del dolore e del riscatto, dell’animale che diventa uomo, della principessa che per ritrovare lo sposo piange sette fiasche di lacrime, di Cenerentola che si trasforma con grazia lunare[1]».

Per statuto la fiaba e la letteratura per l’infanzia, nella loro accezione più ampia, si occupano di metamorfosi: al loro interno tutto si modifica, si trasforma, cambia aspetto e natura. Ogni confine, compreso quello apparentemente invalicabile tra organico e inorganico, tra ciò che vive e ciò che è inerte, tra animale e umano, tra “bella” e “bestia” diviene sfumato, e quasi scompare per lasciare spazio a mondi metaforici e altamente significativi.

Rimandi:

–       Il principe ranocchio o Enrico di ferro, in Jacob Grimm, Wilhelm Grimm, Fiabe, Torino, Einaudi

–       Leprince de Beaumont Jeanne-Marie, La bella e la bestia, Milano, Nord-Sud

–       Principi e principesse, film a episodi di Michel Ocelot, 1999

–       Roald Dahl, Le streghe, Milano, Salani

Approfondimenti

–       AA.VV., La crescita misconosciuta, Pisa, ETS

–       Lavinia Zoffoli, a cura di, Percorsi incantati,  Trieste, Einaudi Ragazzi


[1] Adalinda Gasparini, Re porco e i bambini narratori, in AA.VV., La crescita misconosciuta, Pisa, ETS, 1997, p. 243

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