La scuola di Bornaccino

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14 Commenti to “La scuola di Bornaccino”

  • Che bellissima sorpresa trovare il maestro Federico Moroni!

  • Questa sala mi aiuta a spiegare quello che io, visitatrice, provo nel visitare questi luoghi virtuali. Ammetto che inizialmente non ero molto convinta di questo nuovo mondo a me poco conosciuto di museo virtuale. ma leggendo, “girando”, esplorando, le sale sono rimasta sorprendentemente stupita da questa arte virtuale. Sfondo bianco,che permette lo sviluppo e l’insediarsi della fantasia, parole scritte che vagano, immagini, video,il tutto che si amalgama nello schermo formando un vero e proprio museo virtuale dei sensi; Il visitatore si puo sentire parte del patrimonio, dell’arte capendola e apprezzandola attraverso sale organizzate a misura di visitatore, dove tutti si possono orientare e dove con un click conosci ed apprendi, il tutto in un contesto di democrazia partecipe, dove sia ha la possibilità di commentare approfondire e osservare cio che si vede. Questa sala mi ha piacevolmente colpito in quanto conosco la storia del maestro Federico Moroni. Pittura libera, gioco del colore e della forma, magia sensoriale, sono tutti aspetti a me cari, e in questo video, sono esplicati in maniera superba. Sentire e capire cio che facciamo, toccare quello che vediamo, facendolo proprio, uscendo dalle classiche righe scolastiche per provare l’esperienze sensoriali, affidandosi alle sensazioni. ascoltare la poesia delle parole di Moroni, vedere l’arte della sua quotidianità è un esperienza didattica nell’esperienza didattica. Ripercorrere le sue logiche, le sue teorie, il suo modo di rendere grande ogni aspetto della quotidianità, facendoci capire che, con gli occhi della curiosità ogni esperienza è didattica.
    Grazie per questa possibilità.

  • “Nella mia scuola l’attività principale è la pittura libera, il gioco della forma del e del colore”. Quetsa frase riportata dal maestro Moroni nel video mi sembra esplicativa della sua metodologia. Risulta chiaro a mio avviso la differenza tra un’educazione all’arte vista in maniera limitata diretta ad un prodotto ben preciso secondo delle aspettative che non devono essere tradite per non cadere nell’errore e invece un tipo di educazione che pur offrendo delle tecniche precise, lascia il bambino libero di esprimersi e di scegliere. “Ogni conoscenza ha una base sensoriale, AFFIDARSI ALLE SENSAZIONI E’ UNA GIOIOSA INTRODUZIONE ALLA CONOSCENZA INTELLETTUALE DEL MONDO”. Queste sono le altre parole che hanno catturato la mia attenzione, penso che esprimano benissimo la potenza di tale metodologia e di una educazione alla creatività. Le sensazioni, la multisensorialità, come detto più volte anche a lezione, sono elementi fondamentali affinchè l’esperienza sia davvero significativa ed estetica. Dalla frase sopra riportata emrge, a mio avviso, che la sensorialità è uno strumento per conoscere il mondo, dal “sentire” le cose possono nascere degli agganci che ci portano alla scoperta del mondo ed anche alla crescita intellettuale.

  • Non riuscendo a lasciare un commento nella sezione “RICORDI E PRESENZE” aggiungo quì un concetto che nel testo riportato nell’area citata, mi ha colpito. Moroni distingue tra metodo didattico e metodo pedagogico ed in questa distinzione ritrovo personalmente l’imporatanza di questo tipo di educazione che pone attenzione alla formazione del fanciullo nella sua totalità (pedagogico), non solo agli apprendimenti di nozioni (didattico). Quindi mi fa pensare ad un’educazione all’arte che ha i suoi risvolti non solo nell’ambito artistico, ma appunto anche nella vita del bambino. La definizione di metodo pedagogico, i video e le immagini visionate mi fanno pensare al bambino attivo e protagonista nella scoperta, nell’osservazione e consapevole nelle scelte.

  • Questo video mi ha colpito particolarmente, in quanto è la testimonianza diretta del maestro, che attraverso le sue parole trasmette la sua idea di bambino, di arte e di scuola.
    Il bambino è considerato nella sua interezza, con dei vissuti, delle esperienze, degli interessi e una ricca “memoria sensoriale”.
    Rispetto a quanto è emerso nel corso delle lezioni, ritrovo nelle parole del maestro il principio della multisensorialità delle esperienze che ciascuno di noi vive, il nostro essere sollecitati attraverso molteplici canali sensoriali. E’ proprio grazie a questa conoscenza che ha una base sensoriale, riconosciuta e supportata dal maestro Moroni, che i bambini creano arte, e lo fanno in un modo che personalmente mi ha stupito.
    Il maestro spiega precisamente come ciò possa avvenire, e cioè attraverso il vivere esperienze concrete e profonde con oggetti, persone, animali, fiori, piante, da cui i bambini si sentono attratti.
    Grande attenzione è data al processo, a ciò che viene prima della realizzazione e durante essa, e questo fa sì che anche l’elaborato finale sia stupefacente.
    Ciò che avviene nella scuola di Bornaccino è un gioco creativo che prende avvio da una memoria fisica: i bambini infatti non creano dal nulla, cosa che avviene molto spesso nelle nostre scuole, ma si esprimono tenendo in mano l’oggetto, avendolo osservato attentamente, avendolo “vissuto”.
    Nel testo presente nella sezione “Il maestro”, Moroni denuncia infatti quelle “forme di entità scolastica che son lontane da lui come fanciullo, dalla sua vita di fanciullo e dall’ambiente” che lo circonda, ricordando ai suoi colleghi “tu sai quel che li attrae”.
    Durante le lezioni è emerso il dubbio: “disegno libero o guidato?” , apparentemente potrebbe sembrare che l’espressione libera come metodo vincente nella concezione del maestro Moroni, sia “troppo” libera. Credo invece che quella che emerge dal video e negli altri documenti di questa sezione sia una libertà guidata dal metodo che il maestro utilizza, dai suoi principi pedagogici.
    Nessun aspetto è lasciato al caso: vediamo come il maestro affianchi i bambini nell’uso degli strumenti e della tecnica, invita i bambini a tenere nella mano (che non disegna) l’oggetto, affinchè se ne colgano tutte le caratteristiche fisiche ed emotive che questo suscita.
    Ritrovo inoltre, in questa testimonianza, sia l’aspetto emotivo quando ad esempio vediamo il bambino che sceglie di rappresentare il suo nonno e il gatto, sia l’aspetto cognitivo del fare arte, un gioco in cui avviene anche la “conoscenza intellettuale del mondo”.

  • La testimonianza fornita direttamente dal maestro Federico Moroni mi è piaciuta molto, in quanto ha esposto in quegli anni un metodo innovativo di fare scuola.
    Attraverso questo video si può notare come i bambini sappiano realizzare e praticare dell’arte senza che sia necessario l’intervento degli adulti, infatti lasciandoli liberi di esplorare il mondo e di manipolare oggetti di diverso tipo, riescono a realizzare delle opere d’arte molto affascinanti ed interessati.
    Rilevando attraverso l’osservazione le predisposizioni innate e naturali dei bambini, è possibile realizzare una didattica partendo dall’arte, ovvero lasciare gli alunni liberi di disegnare ciò che più interessa, e man mano ampliarla collegandola con le diverse discipline presenti nel contesto scolastico, in questo modo gli apprendimenti che ne deriveranno risulteranno piacevoli e più duraturi, in quanto basati sui reali bisogni e sulle curiosità espressi dai bambini.
    Questo video e la testimonianza che riporta fanno molto riflettere su come la didattica impartita agli studenti possa determinare un maggiore o minore livello di partecipazione in classe.

  • Ho visitato questa sala con molto interesse e questo video mi ha colpito moltissimo poiché è la testimonianza diretta del maestro e la forza della sua voce accostata alle immagini dei bambini intenti nei loro impegni è ancora più suggestiva. Credo che questo museo virtuale sia un’occasione fantastica per imparare e approfondire argomenti nuovi, in quanto da casa si possono esplorare tanti ambienti che, se pur virtuali, trasmettono tutta la loro forza e conoscenza. Ringrazio la prof.ssa Panciroli che mi ha fatto scoprire questo luogo e credo che dovrebbe essere utilizzato di più anche dagli altri professori, per arricchirlo e inglobare ancora più aspetti dell’ambiente educativo.

  • Trovo che la testimonia di questo maestro sia molto interessante, in particolar modo pensando che operò intorno agli anni 60′. Propone infatti, come si evince dal video, un metodo di insegnare l’arte a scuola molto innovativo, portando avanti l’idea che si può creare arte a partire da qualsiasi cosa, anche oggetti semplici come cocci di vetro. Dimostra che a partire dall’esperienza sensoriale (toccare, manipolare, vedere, odorare) i bambini, ma anche noi adulti, possiamo farci un’idea molto più chiara della realtà ed essere in grado successivamente di rappresentarla, a nostro piacimento molto più facilmente ed in modo spontaneo. Denigrando quindi la metodologia a cui tutti siamo stati abituati a scuola (cornicette, disegni inquadrati in fogli a quadretti ecc…) il maestro porta avanti l’idea di arte in senso più ampio, un arte che segue le attitudini di ognuno e che accompagna il bambino nella crescita e nella conoscenza del mondo in modo più profondo.

  • Questo video mi ha aiutato molto a conoscere meglio la figura del maestro Moroni: un maestro vicino al mondo dei bambini, che organizza le loro esperienze partendo dalle piccole cose che costituiscono il mondo che li circonda.
    Un maestro che, partendo dalla sua esperienza personale di alunno, non ripropone quello che a lui “stava stretto”(colorare schede preconfezionate) ma cerca di dare ai suoi alunni quello di cui lui stesso aveva bisogno e desiderava fare (pittura libera gioco del colore e della forma).
    Vede l’educazione artistica come libera espressione della soggettività, ed è quindi per questo che permette ai bambini di scegliere l’attività creativa che vogliono fare e che molte attività didattiche partono proprio dalle proposte dei bambini, dai loro vissuti personali; infatti per lui ogni conoscenza ha una base sensoriale ed è affidandosi a questa che si può costruire una conoscenza (sensoriale) del mondo: “la memoria fisica viene trasformata in arte e vengono raccontate favole con la magia dei loro pennelli”.
    Ecco quindi che in lui si intravede una figura di maestro innovativa per il tempo: un maestro che guida i suoi alunni senza imporre nulla o lasciare niente al caso.
    Sentire le sue parole, leggere testimonianze e poter ammirare alcune opere prodotte da lui e dai suoi ragazzi ha reso la figura del maestro Moroni più concreta ai miei occhi.

  • Il video mostra un’ambientazione rurale. La prima cosa evidente è la presenza di una scuola in ambito campestre. Un vecchio casolare che il maestro Moroni, attraverso l’arte, ha fatto in modo evidente diventare scuola per bimbi provenienti dai campi.
    Per Moroni sembra fondamentale dal video che i bambini potessero usare materiale adeguato (cosa che ritengo molto importante perché evidenza un metodo che prevede una ricerca rigorosa su tecniche e materiali), e che il materiale fosse a disposizione del bambino in modo da favorirne l’autonomia senza rischiare di farsi del male, ad esempio con i cocci di vetro visibili all’inizio del filmato.
    Il maestro porta a far comprendere come l’osservazione degli alunni sia importante, guardando attentamente il modo di procedere che essi hanno nel loro libero gioco creativo. In questo modo egli osserva la bellezza, la gioia della scoperta, l’apprendimento attraverso la sensorialità, l’amore per la natura (visibile da alcuni disegni che scorrono nel filmato), fonte inesauribile di ispirazione.
    Nel video si vedono bambini che dipingono ma allo stesso tempo giocano e si divertono, questo è molto importante perché riporta alla dimensione del giocare bene come esperienza profonda e necessaria al bambino il quale deve apprendere, ma deve anche poter crescere sviluppando la propria fantasia e creatività in modo autonomo, interpretando il mondo secondo la propria esperienza sensoriale (cosa messa in risalto dall’esempio della biglia di acciaio).
    Il maestro mette in luce la linea guida per l’educazione del bambino: la fantasia quindi sarà più o meno fervida se l’individuo avrà più o meno possibilità di fare relazioni. Il bambino deve diventare una persona creativa, dotata di fantasia sviluppata e non soffocata (come in molti adulti).
    Ritengo che sia importante l’insegnamento del maestro perché permette di far comprendere che il bambino compie operazioni fondamentali del conoscere: selezionare, interpretare, rimodellare, plasmando la realtà e i suoi oggetti e dando forma contemporaneamente al suo modo di vedere e conoscere.
    In Moroni si vede l’esplosione della bellezza, laddove può risultare non vista, inesplorata: nei barattoli vecchi, nelle bottiglie di vetro rotte… riportando questo insegnamento ad oggi, in cui in molte attività di progetto si vuole insegnare ai bambini come trasformare oggetti di recupero (facilmente trovabili anche in casa), in oggetti d’arte o di musica (si pensi a come dei semplici bicchieri di plastica possano essere trasformati in campanelle di natale con un po’ di creatività).

  • “Con la penna e un foglio di carta si può ricostruire il mondo”. Questa è una delle tante piacevoli provocazioni che il maestro Moroni propone a noi futuri insegnanti.
    Grazie a questo video, però, ho capito che il mondo prima di tutto deve essere sperimentato dal bambino, grazie all’esperienza senso-motoria.
    Varie scene del filmato mostrano bambini che, con grande autonomia e senza il costante controllo del maestro, sperimentano vari oggetti; questi sono sia naturali sia non strutturati sia di riciclo. Gli alunni fanno esperienza degli oggetti attraverso tutti i sensi: toccano, manipolano, sentono i suoni degli oggetti in movimento (la campana o il fischietto costruito dal maestro), annusano (i fiori nel prato), osservano attentamente e parlano tra loro per raccontare ciò che stanno compiendo.
    A lezione abbiamo parlato della dimensione estetica come esperienza plurisensoriale, che permette di conoscere il mondo e quindi anche la bellezza attraverso i sensi. È questo tipo di esperienza che può portare, allora, alla rappresentazione di quella parte del mondo già conosciuto con il proprio corpo. Per esempio un alunno del filmato, se non avesse vissuto in prima persona un’esperienza plurisensoriale con il gatto del nonno, non avrebbe avuto conoscenze in merito per poi rappresentarlo graficamente.
    Il maestro Moroni ci invita a lasciare i bambini liberi di scegliere l’attività creativa che vogliono. Grazie a questo video, come abbiamo anche detto durante le lezioni, ho capito che permettere al bambino di essere creativo a scuola non vuol dire abbandonarlo a se stesso e lasciare che compia un’attività senza regole e criteri per eseguire e valutare il lavoro. Ho visto con piacere come Moroni stesso si è affiancato ad un suo alunno e ha osservato per dare consigli, per esempio, sulla quantità di acqua nella tempera, ha invitato a intingere i polpastrelli per controllare se era granulosa (invitando quindi a fare ancora una volta esperienza sensoriale del materiale che stavano usando).
    Moroni ci dà testimonianza di come l’alunno, per essere creativo, necessita sia di tecnica sia di esperienza plurisensoriale. Sarà così possibile a scuola trasformare una memoria fisica in arte, imparando la scienza per gioco e per tenerezza.

  • I lezioni di Moroni sono molto vicino dal mondo dei bambini. Penso che sia importante per socializzare in un soggetto come l’arte, dove i bambini sono: nella loro vita quotidiana.

    I bambini hanno anche la possibilità di un’esperienza quotidiana per l’elaborazione e la visualizzazione. Su vidio sono rimasto colpito con quanta materia di corso e piacevole che hanno lavorato per i bambini.
    Probabilmente solo per questo motivo, perché sono molto stessi possono decidere e non molto è pre dice. Moroni aiuta i bambini, soprattutto il fatto che essa fornisce il materiale per lo smaltimento e li sostiene.

    Morini crea un luogo di fantasia e di tentativi ed errori.

  • Non so davvero da dove cominciare, non ci sono parole per descrivere questo video a parte STUPENDO. Ho dovuto riguardarlo 3 volte per riuscire a capire tutto quello che dicevano perchè l’audio si sentiva poco però ne è valsa la pena perchè ogni volta che lo riguardavo e riascoltavo mi sembrava di cogliere qualcosa di nuovo.
    MI ha colpito particolarmente quando il maestro Moroni ha mostrato i disegni che faceva quando lui andava a scuola: perfettamente geometrici, precisi, stessi colori, stesse dimensioni. Sembrano disegni fatti da automi, sono tutti uguali e non permettono di esprimersi liberamente. Dico ciò perchè gli stesi disegni li facevo anche io quando andavo a scuola e capisco perchè lui abbia deciso di non riproporre lo stesso tipo di attività nelle sue classi. E’ è un tipo di arte dove la creatività e le emozioni sono tenute alla larga perchè “lasciare liberi di esprimersi” richiede un impegno maggiore da parte dell’insegnante.
    Rispetto a quanto è emerso nel corso delle lezioni, ritrovo nelle parole del maestro l’idea della multisensorialità delle esperienze che ciascuno di noi vive, il nostro essere sollecitati attraverso molteplici canali sensoriali. Infatti il maestro proponeva metodologie diverse, strumenti diversi, materiali diversi, spingeva i bambini a fare esperienza e a “cercare il proprio modo di fare arte”.
    Ho capito però che lasciare i bambini liberi di fare arte e liberi di esprimersi, non significa “lasciarli fare quello che vogliono. Le lezioni e anche la visione di questo video mi hanno fatto capire che bisogna fare in modo che “il bambino lavori liberamente in un ambiente altamente progettato”.
    Questo significa che l’insegnante deve affincare i bambini, deve guidarli e aiutarli nelle scelte delle metodologie e degli strumenti da utilizzare. Nessun aspetto è lasciato al caso. Ciò è calzante nel video quando il maestro invita i bambini a tenere nella mano (che non disegna) l’oggetto, affinchè se ne colgano tutte le caratteristiche fisiche ed emotive che questo suscita.

  • Per i bambini più piccoli è importante impostare l’attività come un gioco, così da creare un ambiente di sicurezza e tranquilità, senza la pressione dei giudiuzi altrui. In più, e anche importante favorire il rispetto verso il lavoro degli altri, così i bambini si sentiranno liberi di fare e disegnare quello che vogliono e mostreranno le loro vere emozioni.

    D’altra parte, il pensiero di Federico Monori sull’esplorazione attiva del bambino sull’oggetto da disegnare, viene influenzata dall’ideologia montessoriana. Secondo Maria Montessori i bambini hanno bisogno di esperienze e di esplorare gli oggetti per averne una completa percezione.

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