La persona

Bruno Munari (Milano 1907/1998) artista e designer.

È stato uno dei massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del XX secolo, apportando contributi fondamentali in diversi campi dell’espressione visiva (pittura, scultura, cinematografia, design industriale, grafica) e non visiva (scrittura, poesia, didattica) con una ricerca poliedrica sul tema del movimento, della luce e dello sviluppo della creatività e della fantasia nell’infanzia attraverso il gioco.

Nel 1977 crea i primi laboratori per bambini nei musei.

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3 Commenti to “La persona”

  • Nei suoi laboratori Munari faceva sperimentare e conoscere più linguaggi espressivi.
    La cosa più interessante, che è la base del suo insegnamento, è che cercava di abituare i suoi studenti all’osservazione, a dare loro “la conoscenza” per essere in grado di farsi domande, trarre conclusioni, produrre idee da ciò che osservavano.
    Influenzato dagli studi di Piaget, li aiutava a formare una mentalità creativa ed elastica.
    La sua metodologia didattica era basata sul “fare per capire” e sul “dire come fare”; arricchiva la conoscenza attraverso esperimenti, osservazioni sul campo, processi creativi; basava tutto sull’osservazione della natura.
    Ogni bambino, per lui, ha in se l’arte della conoscenza e gli adulti devono aiutarli a stimolare e far vivere la conoscenza nella maniera più appropriata.
    Artisti come Munari ti fanno venire voglia di studiare arte, di riiniziare a prendere in mano i colori, assemblare gli oggetti per creare qualcosa, informarti ancora di più sulle varie tecniche da proporre in classe o in sezione, farti una passeggiata all’aria aperta e osservare la natura o i colori del mare.

  • Bruno Munari è stato in un qualche modo un visionario: proporre già negli anni ’70 laboratori in cui al posto di un solo linguaggio venivano offerte molteplici possibilità espressive anticipa di una decina d’anni l’innovativa concezione gardneriana delle intelligenze multiple. Il bambino, come già per il pensiero montessoriano, è protagonista e soggetto creativo. L’esperienza messa a sua disposizione lo accompagna, lo sostiene e soprattutto non lo vincola, lasciandogli la possibilità di trovare il più giusto abito a quelle che sono le sue idee e le sue necessità espressive.
    Leggere di professionisti poliedrici come Munari porta ad addentrarsi in una necessaria riflessione sul ruolo della figura adulta in un rapporto dinamico e biunivoco come è quello educativo. Il maestro è qui colui che offre possibilità, ma non lasciando gli alunni “allo stato brado”, quanto piuttosto dando loro le cornici di riferimento per svilupparsi in armonia con le proprie doti e peculiarità.

  • L’idea di creare laboratori creativi nei musei è sorprendente se pensiamo che di solito il museo ci viene presentato come un luogo non sempre adatto ai più piccoli. Questo non è assolutamente vero se ci rifacciamo all’esperienza di Munari.
    Munari creava anche nel museo uno spazio a misura di bambino. Facendoli sedere per terra ad osservare una qualsiasi opera, lasciava che i bambini fossero catturati dalla luce, dai colori dei dipinti per poi porre domande all’insegnante che si pone sempre come intermediario tra i suoi allievi e l’artista del quadro.
    L’osservazione è il punto di partenza per capire il mondo che ci circonda e attraverso le domande che ci pongono i bambini, noi possiamo anche capire in che modo questi si rappresentano il mondo che di solito è molto più bello e colorito rispetto a ciò che pensa l’adulto.
    Munari dava valore a qualsiasi arte, sia che questa fosse pittura sia scultura perchè tutto è espressione della bellezza dell’uomo.
    Per questo motivo il maestro ci da, a mio avviso, dei consigli preziosi : valutare sempre positivamente le opere dei bambini e mai catalogarli o valutarli secondo nostri parametri da “adulti”.
    Il laboratorio artistico si pone ai tempi di Munari come una grande innovazione sia nell’insegnamento sia nella pratica dell’arte che in seguito è stata ampiamente sviluppata e studiata per la sua potenza evocativa e sociale.

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