Percorso Didattico “Giochi di Bambini”

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Titolo
I giochi dei bambini

Finalità

  • Far conoscere le modalità di gioco dei bambini in un tempo passato
  • Far osservare i giocattoli più diffusi
  • Comparare l’attività ludica passata con quella odierna

Utenza

II° ciclo scuola primaria, LaBo Carpi, 2009

Attività

  1. I bambini osservano con attenzione il quadro, dando nome a tutti i giochi che conoscono e fanno abitualmente, altri li scoprono per la prima volta e subito provano a giocarli.
  2. piccoli gruppi organizzano i giochi visti nel quadro, li mostrano ai compagni che li fotografano da diversi punti di vista
  3. Le foto realizzate vengono stampate in bianco e nero su carta semplice in formato A4
  4. I bambini identificano i colori utilizzati dal pittore per realizzare il quadro: bianco, nero, rosso, giallo.
  5. Ogni bambino con la sua “tavolozza” dipinge le foto realizzate sperimentando su ogni foglio diverse miscelature del colore e se nei primi tentativi le figure sono “rispettate “ e lasciate evidenti nelle prove finali tutto il foglio diventa colore con effetti espressionisti.

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1 Commento to “Percorso Didattico “Giochi di Bambini””

  • Bruegel reinterpreta in questa opera in modo originale il tema dei giochi dei bambini che già nel Medioevo animava i codici miniati. Nel dipinto sono raccontati circa ottanta giochi riconoscibili, compiuti da bambini con il volto da adulti. Lo sguardo di Bruegel, il più influente pittore fiammingo del Cinquecento, è quello di un antropologo che osserva difetti, miserie, gioie e fatiche degli uomini con cosciente razionalità intellettuale. Le comunità brulicanti che Bruegel disegna, nelle piazze o nelle campagne, sono indaffarate a rappresentare allegorie, proverbi, giochi, immerse in una natura potente che le sommerge e le deforma. Anche I bambini dipinti da Bruegel non nascondono la loro “bestialità”. I loro volti grottescamente adulti rivelano la consapevolezza di doversi giocare con drammatica allegria la vita. L’amore per il dettaglio, tipico dei fiamminghi, ci permette di partecipare, di entrare in un mondo passato ma vivissimo. La storia diventa cronaca, attimo, istante in cui riconoscersi.Il tema fondamentale dell’opera di Bruegel è sicuramente la meditazione sull’umanità, soprattutto contadina, ritratta in episodi quotidiani. Si tratta di una cronaca dalla precisione lenticolare e priva di qualsiasi idealizzazione. Portato in primo piano e spesso ritratto nei suoi istinti più bassi, l’uomo di Bruegel è una creatura goffa e viziosa, calata in un universo per niente idilliaco in cui neanche la fede offre un sicuro riparo, ma anzi è spesso derisa o ridotta a semplice superstizione. Paure, vizi, deformazioni fisiche e morali sono riprodotte con occhio lucido e, per quanto possibile, oggettivo, privo di compiacenze verso quel mondo, ma esente anche dal disprezzo del medesimo. Il grottesco e la caricatura appaiono usati in maniera non fine a se stessa, ma come simbolo di peccati e debolezze umane, spesso conditi da una garbata ironia.
    Quello che emerge è un caos brulicante senza via di scampo, alleggerito però da un’attenzione rivolta spesso ai risvolti più comici che tragici. L’ironia, la riflessione intellettuale, la decantazione dei valori popolari riscatta le sue opere da una semplice cronaca di costume.
    La brulicante veduta della piazza di un paese ospita gruppi di bambini che mettono in scena circa ottanta giochi dell’infanzia. Il soggetto, già praticato nella miniatura medievale, viene qui per la prima volta riunito in un’unica scena. La veduta è infatti ottenuta tramite l’applicazione geometrica della prospettiva quattrocentesca, popolata da gruppi di figure e personaggi singoli equilibratamente sparpagliati, con un’organizzazione per zone facilitata dalla presenza di macchie colorate sul terreno, ora polveroso, ora fangoso, ora erboso, in piena luce oppure in ombra.
    I volti da adulti dei fanciulli, privi di qualsiasi allegria nell’atto giocoso, sono stati letti come un richiamo all’inutilità delle azioni umane, svolte in maniera meccanica e senza alcuna soddisfazione. I giochi sarebbero quindi un’imitazione della vita degli adulti. Lo stesso fanciullo che si vede alla finestra in alto a sinistra indossa una maschera da adulto per spaventare i passanti. La bellezza degli scorci contrasta spesso con la bassezza degli esseri che popolano quei mondi, nel lato sinistro del dipinto infatti, dove oltre un’abitazione dalla parete rossa si vede un giardino e, più lontano, un’oasi sulle rive di un fiume, offre un punto di sosta e riposo per la mente dell’osservatore, con la veduta delle lontane case del villaggio.
    A partire dal testo figurativo, potrebbero essere proposti percorsi relativi alla sperimentazione dei giochi osservati nel quadro di Bruegel, oppure alla costruzione dei medesimi. Potrebbe, inoltre, essere chiesto ai bambini di creare una storia partendo dall’osservazione di uno dei personaggi scelto tra quelli rappresentati nel quadro.
    Personalmente, ritengo sia un’opera che fa riflettere sul mondo sommerso di comportamenti, costumi, etica condivisa in un determinato contesto ed epoca, ma anche sull’atteggiamento ludico nella vita di tutti, che permette sia pieno coinvolgimento ed impegno, sia considerarne la dimensione relativa (per cui è sempre possibile uscire da determinate situazioni).

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