Presentazione

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L’EDUCAZIONE NEGLI ARTISTI

“Alla funzione dell’arte è stata data nel passato un’ importanza formale che la scindeva dalla nostra esperienza giornaliera, mentre invece l’arte è sempre presente quando un popolo sincero e sano, vive.
Il nostro compito è peciò d’inventare un nuovo sitema di educazione che possa condurre, mediante un nuovo insegnamento specializzato di scienza e tecnica, ad una completa conoscenza dei bisogni umani, e ad una universale percezione di essi.
Così il nostro compito è formare un nuovo tipo di artista creatore e capace di intendere qualunque genere di bisogno: non perchè sia un prodigio, ma perchè sappia avvicinarsi alle necessità umane secondo un metodo preciso. Noi desideriamo renderlo cosciente del suo potere creativo, non timorso di fatti nuovi, nel propriolavoro indipendente da formule.”

Walter Gropius fondatore del Bauhaus a Weimar 1919
tratto da: Munari B., Arte come mestiere, 1966

La varietà delle immagini riportate in questa sezione non intende riproporre un concetto di bellezza, puramente riferita alle arti belle, che da sempre tenta di risolvere il dualismo fra equilibrio e forma. Ogni epoca ha le sue veneri o apolli che dir si voglia. Si intende proporre un principio estetico che consideri l’intera dimensione del sensibile[1], cioè del rapporto di se stessi con il mondo e di come esso viene percepito, come una dimensione educativa.  Non a caso le immagini scelte riguardano opere di artisti  in cui sono rappresentate  situazioni che rimandano ad un contesto educativo. Nello specifico riportano  situazioni di insegnamento/apprendimento o  mostrano elementi propri dell’educazione (libri, materiali didattico) oppure rappresentano momenti di gioco fra fanciulli.

Proponiamo inoltre l’approfondimento:  quale libro scegliere per progettare un laboratorio artistico?

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[1] Dallari M. La dimensione estetica della Paideia. Fenomenologia arte e narratività, Erickson, Trento, 2005

2 Commenti to “Presentazione”

  • Nel percorso “Educazione negli artisti” mi ha colpito in modo particolare la sala “Lezioni dell’arte” perché a primo impatto possono piacere le opere singolarmente ma non si riesce a capire chiaramente che legame abbiano una con l’altra. Infatti, appartenendo tutte a epoche, correnti artistiche e contesti differenti, è necessario fare un lavoro di riflessione e osservazione per comprendere ciò che le accomuna. Rubens, Magritte, Raffaello, Degas e Rembrandt sono sicuramente artisti molto diversi e in qualche modo lontani sia a livello cronologico che artistico(poiché hanno sensibilità differenti), tuttavia le opere qui illustrate hanno un tema che emerge distintamente: l’educazione. In ogni opera vediamo scene di contesti educativi che vanno da figure mitologiche che simboleggiano le Arti nel classicismo quindi volte al bello e alla grazia (“L’educazione di Maria” Rubens), allo scenario scolastico paradossale di Magritte ne “La chiave dei sogni” che invita a rivedere e a mettere in gioco le proprie idee e convinzioni, all’esplicito connubio tra scienza e filosofia (quindi anche ciò che appartiene al mondo sensibile e ciò che invece è frutto del nostro spirito e delle nostre idee) attraverso le figure di Platone ed Aristotele ne “La scuola di Atene” di Raffaello, alla descrizione di una scena quotidiana di alcune ragazze che danzano in “Classe di danza” di Degas ed infine alla rappresentazione di una dissezione anatomica ne “La lezione di anatomia del Dr. Nicolaes Tulp” di Rembrandt. In conclusione, tutte queste opere ci illustrano scene o ambiti educativi diversi tra loro che però, insieme, rappresentano l’educazione nella sua complessità e completezza.

  • Dopo aver svolto il percorso ”Educazione degli artisti”, rileggendo questa presentazione ho voluto ripensare al concetto di bellezza, in particolare al fatto che ho voluto commentare quattro opere che mi hanno trasmesso un senso di estraneità, di straniamento, di malessere anche, e di dubbio. Ed ho riflettuto se il concetto di bellezza abbia in sé anche tutto questo: estraneità, straniamento, malessere, dubbio, e se anche l’estetica sia connessa a ciò, visto che è connesso col ”sentire”. Estetica e disagio, attrazione verso ciò che percepisci come lontano, lontano da te, che quasi non ”ti piace” eppure trovi così affascinante…

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