Le bambine che fanno le signore, Lega

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Titolo: Le bambine che fanno le signore

Autore: Silvestro Lega

Anno: 1872

Tecnica di realizzazione: Olio su tela

Provenienza: Istituto Matteucci, Viareggio

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Approfondimento

La carriera di Silvestro Lega matura nella corrente dei Macchiaioli, un gruppo di artisti italiani attivo dagli anni sessanta dell’Ottocento che si distinse per una pittura definita “a macchie”. Questa pratica permise loro di avviare una sorta di Impressionismo nostrano, capace di cogliere scorci di realtà quotidiane tramite abili sintesi di colori stesi a maglie larghe, in aperto contrasto con i colleghi francesi che preferivano affondare le loro scene in un cromatismo crepitante. Nei suoi quadri si coglie una dimensione isolata e raccolta, che descrive stati d’animo intimi, lontani dalla vivace dinamicità dei centri urbani e dei cambiamenti di una società sempre più moderna a cui il pittore non riusciva ad uniformarsi. La scena richiama un tenero momento di gioco di fanciulle, complici della balia che sorride da dietro la porta. Lo spazio dell’ambiente domestico è scandito dalla carta da parati color oro dello sfondo e dai motivi a bande sul pavimento. Come è noto, ogni gioco che si rispetti richiede un tempo adeguato, si tratti di un tempo “di posa” o di preparazione dello scherzo. Lega rende alla perfezione questa atmosfera, inserendo tra i colori accesi delle vesti delle bambine e i panni bianchi della madre, la pausa narrativa della carta da parati, che scandisce il ritmo lento del gioco e consente allo spettatore di seguire l’innocente bravata aderendo alle sue regole.

Tag (parole chiave)
gioco – infanzia – travestimento – macchiaioli

Mostre
Silvestro Lega, i macchiaioli e il quattrocento, Museo di San Domenico, Forlì, gennaio-giugno 2007

Bibliografia
Barilli R., Silvestro Lega tra antico e moderno, estr. da “Studi Romagnoli”, n. 28, 1977

Dali S., Chun D. (a cura di), Antonio Vacca, Silvestro Lega, Spirali, Milano, 2008

De Vecchi P., Vergani G. A. (a cura di),  La natura e il paesaggio nella pittura italiana, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2002

Graziani N. (a cura di), Romagna toscana. Storia e civiltà di una terra di confine, Le lettere Firenze,  2001

Lepri T., Osser E. (a cura di ), Silvestro Lega. I Macchiaioli e il Quattrocento, Videouno, Matera, 2007

Rossi G. (a cura di), Amedeo Modigliani ed il segno di Silvestro Lega, Litografia Fabbri, Modigliana,  2008. Catalogo della mostra tenuta a Modigliana nel 2008

Fonte
Matteucci G., Mazzocca F., Paolucci A. (a cura di), Silvestro Lega, i macchiaioli e il Quattrocento, Silvana Editoriale, Cinesello Balsamo, Milano, 2007

37 Commenti to “Le bambine che fanno le signore, Lega”

  • Di questo quadro mi piaciono la delicatezza e la lentezza. Un momento di gioco sereno e naturale per due bambine che vogliono sembrare come la loro mamma, magari inun pomeriggio di pioggia. È un quadro in cui si coglie la complicità al femminile, tra donne grandi e piccole, si vede che si capiscono con uno sguardo. È un quadro silenzioso: se la scena fosse reale, non immagino nessun suono e nessuno scambio di parola. Ma solo sorrisi e sguardi complici. Emerge la reale bellezza del gioco…

  • L’arte è un gioco : i giochi fanno parte della quotidianità, sono universali ed eterni

  • In questo quadro è illustrato un gioco che chiunque abbia avuto a che fare con delle bambine molto probabilmente ha avuto modo di osservarlo direttamente: è il gioco del “facciamo finta”, in questo caso le bambine rivestono i panni dell’adulto e impersonano due perfette dame dell’Ottocento.
    La tecnica pittorica utlilizzata permette di dare un estremo realismo al quadro, la scena è illustrata nel dettaglio e in particolare si riscontra molta cura nella realizzazione della carta da parati alle pareti e nella trama dei vestiti delle bambine.
    La scena è legata alla contemporaneità dell’artista però non è difficile immaginare, osservando questo quadro, di vedere due bambine dei giorni nostri che si travestono e giocano a “fare le grandi”. Gli atteggiamenti, i costumi, le ambientazioni sono sicuramente diverse però il modo di giocare, l’idea di trasformarsi in qualcosa di diverso è presente in tutte le generazioni di bambini.
    Dal punto di vista tecnico questo quadro appartiene alla corrente italiana dei Macchiaioli, si distingue profondamente dall’Impressionismo francese : i colori sono più tenui, più “quotidiani, anche le scene rappresentate sono principalmente quelle di vita domestica, o scene della realtà rurale italiana, invece l’arte impressionista è incentrata sulla potenza del colore e sulla suggestione che crea in chi osserva questi quadri. A mio avviso le emozioni che suscitano sono profondamente diverse: questo è molto più rassicurante e famigliare rispetto alla potenza visiva di molti quadri impressionisti.

  • Questo dipinto mi ha rimandato a ricordi nostalgici della mia infanzia e ha mi ha provocato un piccolo sorriso: l’orgoglio delle due bambine che si mostrano alla propria madre “vestite da adulte”, la balia, probabile complice di queste e la madre che vede già in quel gioco il cambiamento futuro delle figlie.
    Queste bambine si prestano ad uno dei giochi che ancora persistono nella nostra generazione, quello del travestimento e dell’imitazione.
    Un quadro molto attuale e di una grande semplicità.

  • Ho scelto questo dipinto in quanto descrive sinteticamente e chiaramente il gioco delle bambine. Nonostante all’apparenza possa sembrare un momento formale, il sorriso complice della balia e quello della madre fanno si che la dolcezza venga fuori dal quadro.
    Pur risalendo a circa 150 anni fa, rappresenta una comune scena contemporanea. Le bambine di qualsiasi epoca e paese si divertono a “fare le donne”, camminando goffamente in scarpe più grandi, rischiando di incimparsi nei lunghi abiti delle proprie madri.
    Questo dipinto fa da ponte tra diverse epoche e vuol mostrare un momento tipico di tenerezza e gioco.

  • Chi di noi ragazze non ha mai rovistato nell’armadio della mamma per indossare le sue scarpe col tacco, i suoi gioielli e mettere il rossetto più sgargiante?
    Almeno una volta sarà capitato! Che divertimento e che emozione guardarsi allo specchio e vedersi “grandi”, “diverse”, ma allo stesso tempo così più vicine alla mamma, così più simili a lei.
    E’ passato più di un secolo dal dipinto di Lega, ma certe abitudini non sono cambiate, proprio come questa: il far finta di essere qualcos’ altro, qualcun altro. Non c’è stato bisogno di altro, tranne che di un salotto immerso nella tranquillità quotidiana, ma ciò che colpisce di più sono il volto e i gesti dei personaggi: lo sguardo sorpreso della madre che improvvisamente blocca il suo ricamo, il divertimento e la posizione fiera della bambine, probabilmente orgogliose di aver ottenuto un buon risultato e la complicità della domestica che osserva incuriosita da dietro alla porta, come se volesse verificare con i suoi stessi occhi che il gioco delle bambine sia ben riuscito, gioco in cui sicuramente lei ha partecipato.

  • Il quadro mi ha portato con la mente, a fare un viaggio nel passato. Quest ultimo all’apparenza molto diverso dal nostro presente: per gli abiti, gli arredamenti della casa, l’atmosfera.
    Nonostante tutte queste differenze sicuramente una cosa è collegabile al nostro presente ed è la scena rappresentata: le bambine che giocano a travestirsi da donne.
    Questo gioco può essere vissuto al giorno d’oggi come un piacere, la voglia di vedersi e sentirsi già grandi, pronte ad affrontare una società che chiede di apparire più che di essere. Invece all’epoca del quadro il tutto era visto quasi come un dovere più che un piacere, in quanto era la società che imponeva tutto questo. Considerava delle ragazzine come donne pronte a sposarsi e ad assumersi tutti i diritti e doveri imposti dal mondo degli adulti.

  • In quest’immagine, anche se ambientato in contesto differente dal nostro, vedo una parte della nostra infanzia, in quanto tutti, quand’eravamo bambini abbiamo imitato o ci siamo immedesimati in qualcuno.
    Dal punto di vista estetico è possibile notare l’accuratezza nella riproduzione dei particolari della scena.

  • Nonostante comunque il primo commento che mi viene da fare sia che l’atmosfera (a livello di luminosità) sia piuttosto cupa e anche lenta, in generale mi piace. I colori usati non sono scuri (specialmente se si guardano i vestiti), ma mi sembra la luce sia molto soffusa. Quello che salta agli occhi è la naturalezza che hanno figure, la ricerca del particolare e del dettaglio in tutta la composizione, quasi fosse una fotografia; la spontaneità del momento mi colpisce, è una scena quotidiana, di un gioco comune a gran parte dei bambini. Ritrae un momento intimo, ma comune a molti, in cui molti si possono identificare.

  • Le prime impressioni che questo famoso quadro suscita in me sono tranquillità e serenità. L’atmosfera raccolta ed intima è resa molto bene non solo dal contesto casalingo e dagli sguardi delle protagoniste, ma anche dai colori utilizzati e dai i numerosi particolari presenti.
    In seconda battuta ricordo le volte che nella mia infanzia in compagnia di mia sorella ho giocato ad imitare i grandi, del resto chi di noi non l’ ha fatto? Ciò mi fa riflettere quindi come questa abitudine si “tramandi” in maniera naturale e spontanea nel corso del tempo e dei secoli, quasi espressione di un desiderio universale comune a tutti i bambini: sperimentare l’ esser grandi, dirigere una situazione e avere responsabilità delle proprie azioni, il bisogno di governare su un mondo immaginario.
    Riconosco in particolare lo sguardo della madre, un misto tra sorriso e sguardo di rimprovero, come quando ci si trova nella situazione in cui si vorrebbe/dovrebbe rimproverare un bambino per ciò che sta facendo ma in realtà siamo noi stessi troppo divertiti ed inteneriti dal suo modo di essere. Essa svolge le sue faccende ma in realtà partecipa come spettatrice al gioco delle bambine e questo per loro è molto importante.

  • Ho scelto di commentare questa tela perchè guardandola ho rivisto nella mia mente molte immagini simili, ricordi di esperienze vissute o osservate in prima persona, e raramente mi era capitato di riuscire ad immedesimarmi così bene in un’opera d’arte! Il Gioco, però, ha il potere di farci tornare sempre un po’ bambini, di farci entrare nel mondo infantile senza invaderlo, come fa la balia nel dipinto. Credo che Silvestro Lega sia riuscito a catturare in modo molto realistico, grazie anche alla precisione dei dettagli e alla scelta dei colori, un momento importante nella vita quotidiana di una famiglia, in cui le bambine riescono a relazionarsi in modo complice con la madre e le altre donne, pur essendone forse “estraneo” in quanto uomo.

  • Di questo quadro mi ha colpita la semplicità della scena raffigurata, un momento intimo di vita quotidiana, di realtà nell’interno domestico che può essere riportato sicuramente ai giorni nostri.
    L’autore riesce a calarsi completamente nella scena mostrandoci gli stati d’animo di ogni personaggio raffigurato: la sorpresa della madre, il divertimento delle bambine e la complicità della balia.
    La naturalità delle figure rappresentate e l’ambiente essenziale ma ricco di dettagli, contribuiscono a creare un’atmosfera rassicurante e a far apparire questo quadro come reale.

  • Quest’opera rappresenta il gioco del “far finta”, il gioco simbolico. Il gioco di finzione compare nel bambino intorno ai due anni, tra la fine dello stadio sensomotorio e l’inizio di quello preoperatorio. A questa età si verifica uno straordinario incremento nell’attività simbolica, e il bambino comincia a mostrare la capacità di capire il mondo attraverso l’uso di simboli. Il gioco simbolico inizia quando azioni di routine e oggetti sono distaccati dai loro ruoli tipici e dalle loro funzioni e usati in una maniera atipica, giocosa.
    Inoltre ricerche recenti dimostrano che la gestualità nel gioco simbolico si sviluppa di pari passo con gli inizi del linguaggio ed é legata, a quanto pare, al desiderio di comunicazione.
    Il gioco simbolico è fondamentale nello sviluppo del bambino e deve essere incentivato e motivato. Nella scuola dell’infanzia è per questo che troviamo sempre l’angolo della sezione destinato al gioco simbolico.

  • Ho scelto questo quadro per alcuni semplici motivi. Mi piace il fatto che l’artista abbia scelto come oggetto della sua rappresentazione un momento così semplice e quotidiano come il gioco tra due sorelle. Questo mi ricorda che l’arte nasce proprio dal vivere di ogni giorno. Mi piacciono i panni bianchi raggomitolati e appoggiati sul tavolino vicino alla madre. Contribuiscono a rendere ancora più domestico e familiare l’ambiente. In questo quadro ogni personaggio assume un proprio ruolo e occupa un proprio spazio, come in una scena teatrale ben costruita. L’artista non ha fatto altro che rendere visibile a tutti che il gioco tra queste due sorelle è già in sè, senza dover modificare nulla, uno spettacolo.

  • In questo quadro è rappresentato uno dei giochi più popolari dei bambini l’imitazione. Le bambine si divertono a far finta di essere già grandi, delle signore come la loro mamma. Inoltre vogliono mostrarsi davanti alla madre come per cercare un’approvazione o comunque sia un commento a riguardo.

  • “Le bambine che fanno le signore” rappresenta un gioco mai passato di moda per le bambine ovvero travestirsi, mettersi nei panni di qualcun’ altro, sentirsi più grandi imitando le persone che loro vorrebbero essere. Questo incarna il mondo del teatro dove si cela il doppio-gioco, dove ognuno ha una maschera e non vuole essere scoperto, dove il far finta di essere qualcun’altro diventa il compito principale di ogni attore, simulando gli atteggiamenti, il comportamento, le voci, gli accenti, le posture. Le bambine si divertono a giocare perchè in questo modo possono uscire dalla quotidianità di tutti i giorni, possono immaginare di essere delle principesse, delle dame, delle signore di corte; insomma chiunque loro vogliano. Il gioco deve essere considerato un importante fattore di sviluppo in quanto permette al bambino di sperimentare prima e consolidare poi nuove competenze sia cognitive sia socio-affettive .

  • Ho scelto questo quadro perchè comunica qualcosa di molto vicino alla vita quotidiana: ovvero il divertimento dei bambini, in questo caso delle bambine, a travestirsi e ad imitare gli adulti della loro sfera relazionale.
    La minuziosità con cui Lega ha creato quest’opera, i sorrisi delle bambine, il volto sorpreso della madre, lo sguardo complice della governante, fanno “respirare” un’ aria allegra e spensierata, tipica della fanciullezza.
    La luce poi, catturata soprattutto sui volti dei personaggi, fa avvertire il profondo affetto che lega le protagoniste di questa opera.

  • questo quadro rappresenta un momento di gioco, lontano dai soliti attimi impressi nelle tele. Un semplice gioco infantile. Mi ricorda quando anche io giocavo a travestirmi, con i vestiti di mia madre. Mi piaceva addobbarmi con i suoi vestiti per immedesimarmi nella persona che ammiro molto. Da piccoli si tende ad emulare le persone a noi vicine. Queste bambine stanno facendo lo stesso. Aiutate dalla balia che sorride divertita improvvisano una sfilata davanti alla madre intenta nel ricamo. Anche se il quadro è stato dipinto nell’ottocento, risulta attuale. Una scena come questa si potrebbe tranquillamente trovare in qualsiasi casa di oggi.

  • Il quadro di Silvestro Lega “Le bambine che fanno le signore” rappresenta una tipica scena di gioco femminile, in cui molte persone si identificano o per avervi partecipato o solo per aver assistito da spettatori.
    L’opera sicuramente mi trasmette prima di tutto un sentimento di rispetto e ammirazione, da parte delle bambine verso la madre. Esse vogliono diventare come lei. Quindi partono dal travestimento e dai modi di fare tipici di una signora di quel tempo.
    In secondo luogo mi infonde un senso di complicità tra la balia e le bambine, mi fa pensare all’affinità che ci deve essere tra di loro per realizzare quella scena, così divertente che la balia non riesce a non sorridere.
    Il terzo sentimento che mi suscita è la nostalgia per i tempi andati, da parte della madre e della balia, queste guardando le bambine forse ripensano a quando anche loro da piccole creavano quelle bravate.

  • Quest’opera riflessa il principale gioco dei bambini, il gioco simolico. Nell’opera si può vedere tre elementi importanti dei gioco dei bambini. Il gioco come tale, (le due bambine con i suoi vestiti e la sua postra, propia persone maggiore) la supervisone della persona adulta, (la camariera in un posizione d’observazione per controlare lo sviluppo del gioco, come adesso dovrebbe fare un buon professore/ssa) e il reconoiscimento della persona adulta (la mama guardando lo che le bambine le mostrano). Vermente credo che l’autore ha riflesso perfettamente una scena di gioco simbolico e gli loro elementi.

  • Quest’opera, viene presentata nel Novembre 1856
    Nei quadri di Lega, come anche in quelli di molti macchiaioli, l’elemento da sottolineare è quello strettamente domestico. Raccontare episodi non grandi, ma semplici.
    L’opera ha come tema una scena intima della vita quotidiana: due bambine entrano nella stanza dove la madre sta ricamando vestite con abiti da adulte, fingendo di essere “due signore”. Il pittore rappresenta la scena cogliendo un momento di realtà dell’interno domestico, indagando il carattere di ognuno dei personaggi. è riuscito infatti a cogliere la sorpresa della madre, il divertimento, l’orgoglio delle bambine per il travestimento riuscito e la complicità della domestica. Grazie a un meticoloso studio e al gusto per i dettagli, Lega è riuscito a ricostruire alla perfezione l’interno in tutti i suoi particolari come le piastrelle del pavimento o il tavolinetto da lavoro.

  • Quest’opera appartiene alla corrente dei Macchiaioli, diffusasi in Italia nella seconda metà dell’Ottocento, alcuni tratti caratteristici di questa corrente sono la rappresentazione del vero, quindi di numerose scene di vita quotidiana, e l’utilizzo di una tecnica pittorica “a macchie” che in qualche modo si ricollega all’ipressionismo francese pur presentando numerose differenze.
    La scena è molto armonica ed equilibrata: a sinistra è rappresentata la madre intenta a ricamare e a osservare le figlie con sguardo divertito, al centro vi sono le due bambine, vestite come la madre e con il corpo proteso verso di essa quasi a cercare una sorta di contatto fisico, di legame, con lei, dietro lo stipite della porta vi è invece la balia che assiste alla scena senza parteciparvi direttamente, rimane complice delle due bambine da dietro le quinte. La caratteristica principale di questo quadro sono i dettagli: nelle vesti delle bambine, così ricche e colorate, nell’abito bianco e semplice della madre, nella trama della tappezzeria e nel motivo della moquette. La prima cosa che colpisce per me non è tanto la scena di gioco ma i colori vivaci e brillanti delle vesti che risaltano sui colori opachi e più tenui dello sfondo. Per me di questo quadro ciò che mi ricorderò sarà l’azzurro brillante della veste e non la scena in se.
    Nonostante questo nel quadro aleggia un’atmosfera rilassata e divertente, si vede che sia le piccole protagoniste che la madre e la balia in qualche modo partecipano al gioco.
    E’ una scena che trasmette un senso di complicità femminile e calore familiare.

  • Silvestro Lega(1826-1895) si forma all’Accademia delle Belle Arti di Firenze ed è costantemente ispirato al disegno nitido e preciso tipico del ‘400 fiorentino, per poi avvicinarsi sempre più alla tecnica della “macchia”, alla quale si convertirà definitivamente nel 1861.
    I suoi soggetti sono tutti rappresentati in tipiche scene di vita quotidiana per lo più della piccola borghesia ottocentesca: attraverso le piccole e quasi insignificanti cose di tutti i giorni, Lega è in grado di fornirci un quadro generale della società dell’epoca, nella difficile fase di transizione da una realtà ancora agricola a quella industriale.
    Questo più che mai attuale estratto di vita quotidiana che Lega ci fornisce rappresenta pienamente lo stile e le intenzioni del pittore:le due bambine in vesti da adulto che con fierezza di mostrano alla madre anch’essa ripresa in un momento di quotidiano relax, il tutto accade sotto l’occhio vigile della balia spettatrice come noi della scena.
    Questo dipinto è la nostra attuale fotografia istantanea, il che lo rende ancora più speciale.
    Attraverso una semplicissima scena del quotidiano come questa è possibile cogliere importanti dettagli dell’epoca e questo sottolinea ancora più la meticolosità e attenzione al dettaglio di Silvestro Lega.

  • Questo quadro è realizzato da Silvestro Lega uno tra i maggiori esponenti del movimento dei macchiaroli, un movimento pittorico nato a cavallo dell’ottocento e nel novecento con una poetica verista che si opponeva al romanticismo, al neoclassicismo e al purismo accademico.
    Una scuola che,*” rifiutandosi di ritrarre re, nobili, generali, alti funzionari e cardinali, si volgeva al paesaggio, alla vita contadina e ai proprietari di quelle terre ai quali credeva dovessero affidarsi i destini economici e politici di una nuova e migliore Italia: proprietari benestanti ma non necessariamente ben pensanti, attenti ai loro interessi e amanti dell’ordine, ma aperti alle novità e consapevoli della necessità di una nuova moralità e di un nuovo ordine.”
    Infatti in questo quadro viene rappresentata una tranquilla scena di vita quotidiana di una famiglia benestante, in cui due bambine giocano in casa travestite da adulte mentre la madre ricama seduta su un divano e la balia osserva la scena nascosta dietro la porta d’ingresso della stanza.
    Nel quadro si susseguono giochi di colore e ombre che fanno risaltare le azioni di ogni personaggio della scena, infatti i colori caldi dello sfondo trasportano subito il lettore in una dimensione accogliente e raccolta, le pareti della stanza sono di colore oro e il pavimento a strisce bordeaux, verdi con motivi neri. Lo sfondo della stanza contribuisce a far risaltare i personaggi come la madre che è vestita di bianco come il tessuto che ricama, il quale è raggomitolato anche su un tavolino marrone contribuendo a dare un senso di movimento alla scena. Le bambine dipinte sulla destra hanno in dosso abiti grandi per la loro età, dai colori accesi in contrasto con quelli della madre e della balia che è vestita di nero e si trova dietro la porta semi aperta al buio.
    I volti dei personaggi sono molto espressivi, la balia complice del gioco sorride guardando l’intera scena, la madre sorride ed ha lo sguardo rivolto verso le bambine mentre con le mani sembra continui a ricamare, le bambine guardano la madre concentrate nel gioco continuando con aria seria e altezzosa ad imitare due signore.
    Nel quadro emerge sicuramente il tema del gioco e della famiglia dai quali possono nascere numerose attività e dibattiti in classe ma si potrebbero proporre anche percorsi sui colori in cui ogni bambino diventi un artista e imitando i macchiaroli può insieme hai suoi compagni realizzare un quadro di una scena di classe, di gioco, utilizzando colori contrastanti.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Silvestro_Lega

  • “Le bambine che fanno le signore”, Silvestro Lega
    In questo quadro di Silvestro Lega l’artista sembra allontanarsi dalla corrente dei Macchiaioli italiani, perchè sceglie di rappresentare le sue figure con colori molto più definiti e omogenei. Tra questi ce ne sono alcuni più intensi e accesi che attirano il nostro sguardo: l’azzurro e il rosso indossati dalla bambina in ginocchio, ma anche il bianco dell’abito della madre che risalta sullo sfondo neutro della carta da parati. La parte centrale del dipinto, dove si trovano la madre e le due bambine, è più illuminata, mentre ai lati la scena è più scura, quasi a significare che il nucleo più importante sia proprio la presentazione del gioco. Con quest’opera Lega vuole trasmettere una grande senso di tranquillità, scegliendo come oggetto di rappresentazione uno scorcio di vita quotidiana intima. Personalmente, ciò che mi colpisce di più è proprio l’attenzione a questo momento di sintonia tra la madre e le sue figlie.Le due sorelle mi sembrano emozionate per quell’incontro e mi viene da pensare all’attimo prima di entrare dalla porta, quando insieme alla balia si preparano e si vestono sistemando ogni dettaglio per fare una bella sorpresa alla loro mamma.

  • Le bambine che fanno le signore è un’opera creata da Silvestro Lega. Egli voleva trasmettere un episodio
    di realtà quotidiana e intima. Un momento di gioco di due bambine che vogliono imitare la loro mamma con la complicità della balia che osserva di nascosto quello che accade.
    Lega è riuscito pienamente ad evidenziare tutti i particolari della stanza e dei personaggi attraverso un gioco di colori,luci ed ombre. Il quadro trasmette pienamente l’episodio raccontato, compresa l’atmosfera che ci poteva essere e le emozioni di ogni personaggio.

  • Ho scelto di inserire nella mia sala bianca “le bambine che fanno le signore” di Silvestro Lega. L’autore è uno dei maggiori esponenti della corrente dei Macchiaioli che si distingue per l’utilizzo di una tecnica pittorica a macchie; la forma delle persone e degli oggetti si crea dunque da macchie di colore distinte o sovrapposte tra loro.
    Nel quadro in questione è rappresentata una scena di vita domestica, casalinga piuttosto attuale nonostante il quadro sia stato realizzato nell’Ottocento. Al centro di esso vi sono due bambine che si sono divertite a vestirsi (con abiti e copricapo “importanti” e colorati) e ad assumere le movenze tipiche delle signore. Alla sinistra del quadro la madre osserva le bambine e sembra accennare un sorriso pur continuando il suo lavoro di cucito mentre la balia fa capolino da dietro la porta della stanza e osserva la scena.
    La luce soffusa, i colori caldi e le linee morbide utilizzate conferiscono all’opera un’ atmosfera di tranquillità, serenità, armonia. A mio parere nella composizione vi sono un equilibrio, una sintonia e una fluidità perfetti; i tre personaggi si guardano e in particolare l’autore riesce a cogliere lo sguardo emozionato delle due bambine, la madre che le osserva e abbozza un piccolo sorriso e lo sguardo complice della balia che probabilmente ha aiutato le due bambine a vestirsi.
    Cio che mi colpisce maggiormente di quest’opera è la sua scrupolosa attenzione ai dettagli degli abiti e degli oggetti della stanza e il suo attenersi fortemente alla realtà, rappresentando ottimamente un salone di una tipica casa benestante ottocentesca.
    Sarebbe interessante presentare questo quadro ad una classe di bambini di scuola primaria e fare un confronto tra gli stili di vita, i costumi di ieri e quelli di oggi.

  • Ho inserito “Le bambine che fanno le signore”, S. Lega, nella mia sala Bianca,

    Silvestro Lega rientra nella corrente dei Macchiaioli, un gruppo di artisti italiani attivo dopo il 1856. Questi pittori erano chiamati così perchè usavano dipingere “a macchie”. Essi volevano cogliere la realtà tramite macchie di colore distinte o sovrammesse ad altre macchie di colore perchè la luce stessa viene rinviata all’occhio come colore; questo colore che ci appare come una macchia è la nostra prima impressione.
    La composizione è equilibrata in quanto lo sfondo della carta da parati e i motivi a bande del pavimento sono pacati rispetto alla vivacità data dalle vesti delle bimbe e della madre. Il gioco cromatico del chiaroscuro e la luce danno una parvenza reale alla scena.
    La scena è intima e molto vicina alla quotidianità di una famiglia qualsiasi, questo viene dato appunto dalla studiato equilibrio del colore e dalla luce.
    I collegamenti che nascono dalla visione di quest’opera è che l’educazione e la cura dei bambini era affidata alle balie e alle donne in casa, infatti si nota la mancanza di una figura maschile nella rappresentazione.
    Personalmente mi rivedo nell’opera, soprattutto nella dimensione isolata e intima poichè anche noi, da bimbe, quando giocavamo a travestirci, lo facevamo in una stanza senza che nessun’altro potesse accedervi.

  • Nel novembre del 1865, il pittole Silvestro Lega presenta a Genova il quadro “Due bambine che fanno le signore”: viene raffigurata una scena di vita quotidiana e di ingenuità infantile.
    Il quadro è estremamente equilibrato sia nella posizione delle varie figure umane rappresentate: il focus dell’opera non è rappresentato dalle due figure delle fanciulle, ma dall’interazione silenziosa tra queste e la madre, sottolineando, a mio parere, l’amore e la serenità che questa scena suscita. All’estremità di destra, “sbuca” poi la figura della balia: questo essere mezza nascosta dietro la porta, sottolinea la sua complicità con le bambine, forse il non voler essere scoperta dalla “madre (padrona” come tale, o forse il non volersi intromettere in questo gioco/scherzo familiare.
    Anche i colori permettono di focalizzarsi bene sulle figure umane: la madre vestita di bianco che risalta sullo sfondo colorato; le due bambini, vestite con diversi colori, ma che comunque di riescono a distinguere dallo sfondo di un tono “pacato”.
    Quest’opera mi riporta bene indietro nel tempo, quando anche io adorato indossare i vestiti della mamma, i vestiti di un grande, per i giochi che permettono di volare con la fantasia, pur restando in situazioni realistiche e concrete.

  • CONTESTUALIZZAZIONE E ANALISI FORMALE.
    Insieme a Fattori e Signorini, Lega è uno dei maggiori esponenti della corrente italiana dei macchiaioli. Lega ritrae nelle sue opere scene di vita quotidiana della borghesia di provincia dell’epoca, in questo caso la situazione riaffigura un momento di gioco di due bambine, sorvegliate dalla balia, mentre entrano nella stanza dove la donna, presumibilmente la madre delle due, sta lavorando al ricamo. Il pittore si concentra sulle espressioni dei personaggi: dal volto sorpreso della madre al divertimento delle bambine alla complicità della balia. Ogni elemento del quadro è raffigurato in maniera realistica e ricca di particolari. La parte centrale dell’opera rimane vuota, quasi a dividere due grandi sezioni, una dove domina il lavoro della donna, quella opposta dove si trovano invece il gioco, il divertimento, la finzione e il travestimento, la complicità, l’infanzia. Il colore dello sfondo rimane monotono e ripetitivo, sia nella fantasia della carta da parati che nelle righe del pavimento. Rompono e catturano l’attenzione i colori delle vesti: di bianco è la donna al lavoro, di grigio e nero la balia, mentre le due bambine al centro spiccano per la vivacità dei loro indumenti. La luce tenue ma diffusa dona ancor più armonia al quadro e da unità scena. Curioso notare che le bambine si travestono da adulte per gioco ma utilizzano indumenti del tutto dissimili da quelli indossati dalle due donne del quadro. Evidentemente le donne che le bambine immaginano di essere sono diverse dalla madre e dalla balia che hanno come modello quotidiano.

  • Silvestro Lega rappresenta una delle figure più complesse all’interno del panorama artistico ottocentesco e del gruppo toscano dei macchiaioli. Dopo alcuni anni sente la necessità di dedicarsi con più rigore agli studi dal vero. Si ritira allora in campagna ed è proprio da questo momento che predilige l’uso della macchia come strumento ideale per indagare la realtà insieme a temi quotidiani legati alla vita domestica e ai più schietti sentimenti umani.
    Le bambine che fanno le signore, del 1872, rappresenta una scena intima della vita quotidiana: guardando l’opera, infatti, si possono osservare due bambine, al centro della stanza vestite con abiti da adulte, e fingono di essere “due signore”. Sulla sinistra si trova la madre delle bambine che sta ricamando e alla vista delle bambine accenna un leggero sorriso e mostra un’espressione sorpresa. Dal lato sinistro della stanza possiamo vedere la domestica, complice delle bambine, che osservando con atteggiamento curioso sta sulla soglia della porta per non lasciarsi sfuggire la divertente “sfilata” delle bambine e la reazione della madre alla loro vista.
    Grazie alla sua bravura e alla tecnica delle macchie, Lega è riuscito a evidenziare tutto ciò, riuscendo a cogliere un momento di realtà nell’interno domestico.
    Da notare i colori e la ricchezza delle vesti delle bambine che “spiccano” nella stanza e che si contraddistinguono rispetto ai colori spenti dell’interno, che Lega è riuscito a ricostruire alla perfezione in tutti in suoi particolari.
    La vera protagonista è però la luce, riportata da Lega con grande realismo, capace di dare vera unità alla scena raccordando colore tonalità e figure e creando un prezioso capolavoro.
    Il quadro mette in evidenza il tema del gioco infantile, in particolare del travestimento, come modalità per assumere, anche per pochi istanti, l’identità di qualcun altro, che potrebbe essere affrontato all’interno di una sezione di scuola dell’infanzia.

  • Trovo il quadro di Lega lineare anche dal punto di vista temporale, in quanto le figure umane sono disposte in modo da dare l’idea della successione di eventi.
    Il titolo, “Le bambine che fanno le signore”, descrive effettivamente la scena rappresentata e le espressioni dipinte alle protagoniste rispecchiano i loro sentimenti realisticamente (la dolce sorpresa provata dalla madre, i sorrisi sbarazzini delle bambine e la complicità divertita della balia). La differenza nell’uso del colore mette in risalto punti di luce e punti di ombra che si possono notare molto bene nelle pieghe dell’abito azzurro della bambina, ma anche in quello della madre e della balia), inoltre la luce si concentra al centro dell’immagine risaltando i personaggi.
    Oggi a distanza di centocinquanta anni la situazione rappresentata da Lega ha dei riscontri attuali, per quanto riguarda il gioco del travestimento, ma anche anacronistici (la presenza della balia).

  • CONTESTUALIZZAZIONE:
    L’opera “Le bambine che fanno le signore” di Silvestro Lega appartiene al movimento pittorico dei macchiaioli che si trova a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento.
    In questo movimento appartengono i pittori che intorno al 1855 avevano dato origine ad un rinnovamento antiaccademico della pittura italiana in senso verista.
    Lo scopo del movimento è quello di rinnovare la cultura pittorica nazionale.
    I Macchiaioli sono considerati gli iniziatori della pittura moderna italiana.
    La poetica macchiaiola è verista opponendosi al Romanticismo, al Neoclassicismo e al Purismo accademico, e sostiene che l’immagine del vero è un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro, ottenuti tramite una tecnica chiamata dello specchio nero, utilizzando uno specchio annerito col fumo permettendo di esaltare i contrasti chiaroscurali all’interno del dipinto. L’arte di questi pittori consisteva “nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di scuri”.
    Il movimento è composto da giovani pittori provenienti dalle esperienze della guerra che gli italiani avevano combattuto per l’Unità d’Italia. Essi avvertivano l’impellente necessità di confrontare il loro lavoro artistico con i cambiamenti artistici in ambito europeo, soprattutto con quanto stavano facendo i pittori in Francia.

    ANALISI FORMALE:

    Coesione: La composizione mostra notevole equilibrio per quanto riguarda gli spazi, le forme e le persone. L’unico contrasto che si avverte è tra gli abiti colorati delle bambine, per dargli toni vivaci e quelli bianchi della madre, per renderla più solenne.

    Coerenza:
    Il significato dell’opera è molto coerente il dipinto: una scena di vita di ingenua, semplice e quotidiana.

    Situazionalità:
    L’opera che rappresenta una scena quotidiana sembra quasi voler fermare il mondo per un attimo, per concentrarsi solo sui bambini senza pensare ai problemi di tutti i giorni.

    Ambiguità: (esperienze culturali/personali della persona)
    Lega mostrò fin dalla più tenera età un’ottima propensione al disegno che gli permise di iscriversi a facoltose accademie e vincere numerosi concorsi che gli diedero ottime basi di stampo purista che abbandonò intorno agli anni 50 del 1800 per avvicinarsi al realismo.
    La vita di Lega dopo la morte di Virginia Batelli, alla quale era legato sentimentalmente, fu in declino a causa di una crisi depressiva aggravata dal manifestarsi di una malattia agli occhi che lo rese quasi cieco.

    Laboratorio:
    L’opera mi trasmette vari tipi di sentimenti: rispetto e ammirazione, da parte delle bambine verso la madre. Esse vogliono diventare come lei. Quindi partono dal travestimento e dai modi di fare tipici di una signora di quel tempo. Mi infonde un senso di complicità tra la balia e le bambine, mi fa pensare all’affinità che ci deve essere tra di loro per realizzare quella scena, così divertente che la balia non riesce a non sorridere.
    Il terzo sentimento che mi suscita è la nostalgia per i tempi andati, da parte della madre e della balia, queste guardando le bambine forse ripensano a quando anche loro da piccole creavano quelle bravate.

    Fonti: wikipedia

  • L’opera presenta una composizione armonica: gli elementi hanno un peso equilibrato, le figure sarebbero del tutto centrali se non fosse per lo scorcio della balia dietro la porta, alla destra della tela. Il tappeto e la parete di sfondo sono un realistico contesto della scena (vedi la prospettiva del tappeto) e anche i colori, caldi e sfumati, trovano equilibrio, in contrasto con il bianco e l’azzurro degli abiti. Quello che succede è un tipico avvenimento domestico, un gioco delle bambine, che si travestono con abiti adulti. La balia è complice, la sua presenza relegata alle quinte del gioco è ben resa dalla collocazione, dalla posizione e lo sguardo curioso. A parer mio sono rese con estrema abilità le espressioni del viso e dei corpi, come fosse una fotografia: la madre “catturata” mentre alza gli occhi dal lavoro di cucito e le bambine in mostra, in attesa di una reazione, di una risata della madre (soprattutto la bambina più piccola). Se cerchiamo di ricordare, rimembriamo bene la piacevole sensazione del travestimento da bambini, anzi, credo sia proprio questo quadro a suscitarne il ricordo.

  • Lega-Le bambine che fanno le signore.
    Quest’opera mi ha colpita per l’utilizzo dei colori. Infatti all’interno del dipinto ci sono colori vivaci come quelli dei vestiti delle bambine e colori più tenui come il pavimento che è scuro e la carta da parati. Sembra quasi come se il pittore volesse dare importanza ai soggetti dell’opera, mentre lo sfondo e il pavimento costituissero l’elemento di sfondo. Questo tipo di impressione è coerente con il gruppo di cui faceva parte Lega, ovvero “i macchiaioli” che giocavano molto con la tecnica del chiaro-scuro.
    La disposizione dei soggetti e degli elementi nell’opera è equilibrata.
    Il dipinto è coerente con l’intento dell’autore di mostrare una scena di vita quotidiana intima contrapposta ad una realtà sempre più industriale e moderna. E’ come se l’autore volesse mostrarci una semplicità, tranquillità ed intimità che nei nuovi centri urbani industrializzati si stava andando perdendo. Lega infatti faceva rivivere nelle sue opere i valori della classe sociali dei proprietari benestanti, di cui lui era un cantore, aperti ad una nuova moralità.
    Personalmente trovo quest’opera molto interessante perchè ritrae da una parte una semplicità ed un contesto che nella società odierna si sono perse, ma allo stesso tempo un’attività che ancora oggi fanno le bambine, ovvero “giocano a fare le signore”.

  • Il quadro di Lega si dimostra perfettamente inserito nel suo tempo: il fatto che sia espressione di un “impressionismo nostrano”, puramente italiano, è quanto di più auspicabile c’è in un paese che da un decennio circa è finalmente divenuto Paese unito, che sta cercando di emergere con una propria autonomia e specificità anche in campo artistico oltre che in campo politico.
    Il titolo si dimostra decisamente coerente con quello che è il soggetto dell’opera, che nel complesso mostra un equilibrio sicuramente frutto di uno studio approfondito e ricercato: vi è completa simmetria tra le figure, due nel mezzo e una su ogni lato, e il centro della scena sembra quasi illuminato ad hoc grazie all’effetto prodotto dal color oro della carta da parati e dai colori vivaci dei vestiti delle bambine che risaltano sulla penombra che avvolge gli estremi, quasi a voler sottolineare che quello è il “luogo dell’azione”.
    La seduzione di cui sono stata vittima alla vista del quadro è di carattere positivo, come se l’intima atmosfera che l’autore ha voluto rappresentare avesse risvegliato l’innocenza e la semplicità di quei pomeriggi in cui io stessa ero solita dilettarmi in giochi di finzione di questo genere con la mia gemella; erano situazioni in cui, come si scorge da quest’opera, il tempo non aveva una dimensione netta e definita, tutto si svolgeva secondo ritmi lentissimi, e ciò che importava davvero non era tanto la messa in atto della piccola recita, quanto il tempo dedicato alla preparazione.

  • Nel dipinto “Le bambine che fanno le signore” di Lega si può cogliere tutta la semplicità di due bambine che giocano con quella che potrebbe essere la loro mamma.
    Come si può notare non vi sono giocattoli o materiali particolari, ma solo diverse presenze femminili.
    Tali donne sono racchiuse in una parete di una stanza, da cui è possibile scorgere un’altra grazie ad una porta aperta che rende l’idea di profondità.
    Interessante è il gioco di colori e di caratteri posto dall’artista, come ad esempio il tema rigato del divano che quasi sconfina in quello del tappeto.

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