Claude Renoir mentre gioca, Renoir

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Titolo: Claude Renoir mentre gioca

Autore: Pierre-Auguste Renoir

Anno: 1906

Tecnica di realizzazione: Olio su tela

Provenienza: Musée de L’Orangerie, Parigi

Collegamenti:

L’Accedemia Carrara Bergamo presenta un gioco inteattivo rivolto a bambini di età compresa tra i 6 e 9 anni che è stato realizzato per la mostra su Cezanne e Renoir presso l’Accademia da marzo a luglio 2005

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Approfondimento

II quadro, datato 1906, ritrae Claude Renoir, terzogenito del pittore, all’età di cinque anni mentre gioca con dei pupazzetti. Renoir nel periodo in cui dipinge il quadro ha 65 anni è decisamente un pittore affermato e vive ormai da tempo, per motivi di salute, lontano da Parigi a Cagnes Sur Mer nella Costa Azzurra. Renoir è uno dei padri fondatori dell’impressionismo; memorabile la sua esposizione presso lo studio del fotografo Nadar (1847) dove espone ‘La loge’ (il palco), in cui dimostra di essere anche un eccellente ritrattista, particolarmente felice nella rappresentazione di giovani donne e bambini. Il suo modo di dipingere i volti è molto caratteristico, con una luce splendente che accentua lo sguardo e le labbra, lasciando quasi neutro il trattamento del resto del viso. Nell’ultima parte della sua vita dipinge con interesse i suoi figli. Li osserva mentre imparano a scrivere o giocano con animali di pezza, mentre dipingono, leggono o fanno musica. Bambini sereni concentrati nel gioco di esprimersi. Renoir ama vedere i sui figli fare quello che lui, affrontando anche serie difficoltà, ha cercato di fare per tutta la vita.

Tag (parole chiave)
gioco – giocattoli – bambini – impressionismo – infanzia

Mostre

Cézanne-Renoir, Accademia Carrara, Bergamo, 22 Marzo-3 luglio 2005

Renoir. La maturità tra classico e moderno, Complesso del Vittoriano, Roma, 8 Marzo-29 Giugno 2008

Bibliografia
Benedetti M. T., Renoir, Dossier d’art, Giunti, Milano, 2008

De Poli F. (a cura di), Guida alla pittura di Renoir, Mondadori, Milano, 1980

Merberg J., Bober S., Un giorno con Renoir, Banda larga – Mini Cooper, Roma, 2008

Fonte
Daulte F., Renoir, Fabbri, Milano, 1972

43 Commenti to “Claude Renoir mentre gioca, Renoir”

  • ……….

  • Cio’ che mi ha colpito di questo dipinto è il tratto caratteristico della pittura impressionista: Renoir dipingeva i volti di donne e bambini con una luce splendente che accentuava lo sguardo e le labbra, lasciando neutro il trattamento del resto del viso. Nell’opera è raffigurato il terzo figlio dell’artista mentre gioca con dei pupazzetti.
    Dal dipinto emerge il bisogno naturale del bambino di esprimersi attraverso il gioco, un gioco simbolico, del far finta di, attraverso cui il bambino rappresenta il proprio mondo interiore.

  • Questo quadro mi ha fatto ricordare il mio passato. Questo sfondo senza definizioni fa ben capire che attraverso il gioco il bambino entra in una dimensione alternativa, di colori propri, dove la stanza dove ci si trova si disperde, non esiste più, e lascia spazio a un mondo proprio. Ora siamo tra i pelle rossa e il momento dopo nella giungla, e infine a trovarsi a combattere con un leone nell’arena dei gladiatori…..

  • Questo quadro mi trasmette tanta spensieratezza, il bambino sembra non vedere altro che i suoi giochi, ignorando la presenza del padre, quasi come se fosse un momento di scoperta e sperimentazione per esso.
    Le guance paffute, il delicato colorito,i lunghi capelli legati con un fiocco e i colori caldi usati dal pittore mi fanno percepire lo stato di serenità e di tranquillità che il bambino sta vivendo.

  • L’atmosfera è distesa e serena e la pennelate impressioniste sullo sfondo azzurro, oltre a fare da cornice al soggetto dell’opera, collocano la scena in un dimensione quasi atemporale. L’artista raffigura suo figlio in un momento di gioco libero del quale emergono innanzi tutto l’estrema cura con cui il bambino ritratto sposta le piccole statuette e la sua concentrazione nell’atto di giocare. Come tutti i bambini, Claude, è totalmente assorto nei suoi pensieri nel momento del gioco, il suo sguardo infatti non è rivolto al papà che lo sta ritraendo ma è attento ad accompagnare i sui giocattoli in chissà quale magica avventura creata dalla sua stessa fantasia. La grazia e la delicatezza della scena sono palpabili e se ci si ferma ad osservare l’opera viene evocato un lieve senso di premura e tenerezza.

  • Il quadro di Renoir attrae la mia attenzione in primo luogo perché tocca la mia sensibilità di mamma: è un tenero sguardo su di un figlio, in un momento di intimità domestica. L’occhio del genitore che si posa silenziosamente sul proprio bambino è sicuramente carico di affetto e di dolcezza e il pittore, a mio avviso, trasmette questa sensazione attraverso l’uso del colore e delle linee: i colori caldi usati per ritrarre il bambino, messi in rilievo dallo sfondo freddo, sicuramente trasmettono parte del calore paterno; anche le forme della figura umana così arrotondate, dalle linee curve e dolci, ci trasmettono un senso di serenità, di dolcezza e tenerezza. Il tema del quadro è stato per me l’elemento di attrazione principale, ma non si può non apprezzare anche lo stile, la tecnica con cui la tela è stata realizzata: le pennellate cariche di colore, le diverse tonalità, l’intensità delle tinte, lasciano a mio avviso una traccia molto profonda, una voglia di andare a vedere di presenza il quadro per poterne apprezzare meglio ogni singola sfumatura…

  • Questo quadro mi colpisce perchè, nella sua semplicità, riesce a trasmettere una sensazione di distacco dalla realtà che è tipica dei bambini che, immersi nei loro giochi, non fanno caso a ciò che gli sta attorno. La tranquillità della scena e la sua serenità fanno comprendere il pieno coinvolgimento del bambino nel mondo fantastico da lui stesso creato.

  • Un tipico quadro di pittura impressionista che ritrae in modo amorevole il figlio di Renoir mentre gioca. E’ interessante vedere rappresentato il momento del gioco, si immortala così sulla tela la spensieratezza infantile, l’attenzione e la concentrazione dedita a questa attività. Inoltre prima di leggere l’approfondimento, ad uno primo sguardo, il figlio mi era sembrato una bella bambina, probabilmente ciò è dovuto ai capelli lunghi raccolti con quel nastro azzurro. Mi fa molta tenerezza pensare che un padre ritragga il proprio figlio in questi momenti, l’opera mi esprime semplicità, allegria e spensieratezza.

  • Il quadro di Renoir mi ha colpito perchè l’accento viene posto esclusivamente sul bambino intento a svolgere attività ludiche; infatti egli è unico soggetto del quadro e lo sfondo è composto soltanto da pennellate e tocchi di colore. Il bambino è concentrato unicamente sul gioco quasi ad estraniarsi dal contesto circostante. I particolari realistici del quadro trasmettono veridicità e freschezza tipici della purezza dell’infanzia.
    Tutto questo mi rimanda alla mia esperienza di tirocinio nella scuola dell’infanzia dove mi sono più volte trovata in situazioni simili: bamibini talmente assorti nelle loro attività di gioco e di disegno quasi come fossero in un mondo tutto loro.

  • L’ opera di Renoir mi ha colpito in quanto riesce a trasmettere a chi l’ ammira tutta la dolcezza e l’ amore di un padre che osserva ritraendo il figlio in uno dei momenti più sereni per lui, quello del gioco. Lo rappresenta con una veste rossa e i capelli dorati legati da un nastrino. Il viso è dolce, paffuto e arrossato sulle guance. Viene raffigurato con molta tenerezza dal padre.
    Sono state utilizzate tonalità calde: un rosso per la veste e un bel dorato per i capelli illuminati da pennellate più chiare. Per lo sfondo, colori freddi.
    Sul tavolo piccoli soldatini in divisa e pelle rossa, protagonisti delle storie inventate dal piccolo Claude Renoir. Il bambino è talmente assorto nel gioco che sembra dimentico del padre e inconsapevole di essere da lui ritratto su questa tela.
    Il tema del gioco è quindi centrale in quest’ opera. Ogni bambino giocando si rifugia in un mondo nuovo,da lui creato e pronto a essere stravolto attraverso la fantasia, l’ immaginazione. Il gioco è la vita stessa dei bambini, è il loro modo di essere e di fare esperienza. Attraverso di esso ogni bambino, dal piccolo Claude a quelli di oggi, si esprime con la propria personalità, mescolando elementi fantastici e magici a quelli reali.

  • Ho scelto di commentare quest’opera perché credo rappresenti assai efficacemente l’Infanzia – età a me molto cara – e il suo sguardo totalmente immerso in un Altrove lontano e comunque indefinibile e infinito, che potrebbe essere sostanziato e simboleggiato dallo sfondo del dipinto in questione.
    Gli omini che Claude sta muovendo – infatti le pennellate veloci e precise del pittore impressionista rendono la scena davvero verosimile e dinamica – all’interno di uno scenario di gioco simbolico che permette di intessere via via una storia di combattimenti e foreste (non a caso l’Avventura e la Natura sono tematiche alle quali l’Infanzia si dimostra particolarmente incline), non è altro che un canale di espressione del suo Io Bambino e, quindi, del suo assoluto tendere al viaggio della fantasia.
    Questo, secondo me, è dimostrato, in primo luogo, dall’espressione estatica di serenità e gioia diffuse di Claude che non possono riguardare banalmente la realtà o comunque non quella realtà vista con gli occhi pigri e abitudinari dell’adulto ma attraverso la specialissima capacità infantile di modellare e di trasfigurare gli oggetti del quotidiano in qualcosa di più e di oltre. In secondo luogo, l’Altrove sta nel magico miscuglio di colori dello sfondo: il marrone chiarissimo del tavolo lo ritroviamo all’estrema sinistra della tela (forse una calda spiaggia?) e poi tanto azzurro e rosa e punti di giallo (forse il cielo e il mare che si fondono nel momento dell’aurora?).
    Aggiungo che, se non avessi letto il titolo dell’opera, non avrei mai detto che il soggetto del quadro fosse un bambino: infatti, la lunghezza dei capelli e il fiocco rosa che li lega mi avevano fatto dare per scontato che si trattasse di una bambina. Lo sottolineo perché quest’aspetto forse può essere importante per riflettere sull’importanza dell’ambiente oggettistico e umano in cui il bambino (maschio o femmina che sia) viene socializzato (in tutti gli ambienti di tutte le epoche a un bambino verrebbero lasciati crescere tanto i capelli e verrebbero legati con dei fiocchi???) e le diverse rappresentazioni artistiche dell’infanzia (più o meno stereotipate. E che vuol dire stereotipo? E com’è riscontrabile?).

  • Questa foto mi dà serenità e la gioia del bambino durante il gioco.
    È interessante notare che il contrasto tra l’innocenza della ragazza e la scena di lotta con i giocattoli che rappresentano.
    Lo stile di Renoir, con colori tenui, fanno pensare che la ragazza è in un’atmosfera rilassata.

  • Claude Renoir mentre gioca, Renoir.
    Renoir ritrae suo figlio immerso in una delle attività principali e fondamentali per un bambino: il gioco.
    Il grande pittore come ogni genitore é innamorato dei suoi figli e come ogni genitore cerca di immortalare,
    per sempre, istanti di vita.

  • Scorgo in quest’opera una serenità idilliaca che sembra prendere forma dall’attività del gioco. Ciò che essa mi trasmette è come un senso di pace profonda scaturita dalla concentrazione dell’ azione, del “fare giocando”, sembra esprimere un ricongiungimento con quella che è la natura più intima dell’ uomo e che nell’infanzia sembra affiorare nella sua più pura autenticità.
    Nel gioco il bambino ha la mente libera, attraverso l’avventura e l’immaginazione esprime tutto se stesso senza sconti, impegna al massimo le sue energie e facendo ciò partecipa attivamente al processo di creazione mediante il quale egli crea e reinventa se stesso.
    Questo quadro sembra voler comunicare ed esaltare la spontaneità, la naturalità e l’ essenza vitale che è propria dei bambini, i quali, differentemente dagli adulti, vivono in un’altra dimensione, la dimensione dell’anima, dove il pensiero è il grande assente e a dominare è una forza primordiale che si avvicina quasi al divino.
    Ricollego inoltre questo quadro e il mio commento a Froebel, il quale sosteneva che il gioco, in quanto attività spontanea, anomica e fine a se stessa, fosse espressione dello svolgimento e del continuo divenire dell’assoluto.

  • Questa opera mi fa recordare il meraviglioso e fantastico mondo del gioco e dell’infanza. È un bello quadro dove Il bambino è concentrato unicamente in i suoi giochi. Lui sembra essere molto sereno e tranquillo.
    Il magnifico pittore Renoir mi fa sentire il grande amore per i loro figli. Se tratta di un’immagine molto tenera. Mi piace, troppo bella.

  • Ho scelto questo quadro perché vedendolo mi vengono in mente i bambini quando sono molto concentrati a giocare. In quel momento sono in un loro mondo fantastico e nulla può distogliere lo sguardo. I colori e le pennellate dello sfondo danno un senso di pace e tranquillità.

  • La prima cosa che mi ha colpito guardando questo dipinto è stato lo sguardo del bambino, totalmente immerso nel gioco. Leggendo l’approfondimento ho poi scoperto che è proprio una caratteristica di questo artista quella di porre molta attenzione sullo sguardo, e a mio avviso questo si coglie molto bene.
    L’atmosfera mi trasmette serenità e spensieratezza, credo che appositamente l’artista raffiguri il bambino in compagnia soltanto dei propri giocattoli, come se in quel preciso momento il bambino si trovasse nel proprio mondo di fantasia, lontano da tutto ciò che appartiene alla realtà.

  • Personalmente questo quadro non mi trasmette particolari sensazioni, ma non posso negare di avere notato il forte contrasto che il pittore ha voluto rappresentare: la bambina che gioca serenamente in una calda atmosfera con dei soldatini, tipico gioco maschile e per di più simboleggiante la guerra.

  • Ho scelto questo quadro per la serenità che esprime l’espressione della bambina. Persa nel suo mondo, nel quale spesso gli adulti non riescono a entrare; infatti solo lei imprime significato a questa nuova avventura. Lo sfondo, a mio parere esprime la fantasia bambina che pervade ogni gioco.
    Guardando il viso della piccola, viene voglia di giocare anche a me.

  • Contestualizzazione:

    l’opera ‘Claude Renoir mentre gioca’ è stata realizzata nel 1906, quando l’autore Pierre-Auguste Renoir aveva sessantacinque anni. Era gìà un pittore affermato, ormai ritiratosi a vita privata da tempo per problemi di salute. Considerato il padre fondatore dell’impressionismo, in questo ultimo periodo della sua vita si concentra nel dipingere i suoi figli in azioni quotidiane come il gioco.

    Analisi formale:

    L’atmosfera grazie allo sfondo azzurro e alle pennellate leggere e sfumate, tipiche dello stile impressionista,richiamano serenità. Proprio le pennellate sullo sfondo collocano la scena in un dimensione quasi astratta fuori dal tempo. Renoir ritrae suo figlio nel momento di gioco libero, si può notare l’estrema cura con cui il bambino sposta le statuette sul tavolo e la sua concentrazione.Claude,il soggetto del dipinto, è totalmente assorto nei suoi pensieri nel momento del gioco,la sua attenzione non è rivolta al padre che lo sta ritraendo ma è assorto totalmente nei suoi pensieri nei quali starà immaginando una storia per le sue statuette . La grazia e la delicatezza di questo olio su tela sono palpabili, se ci si sofferma ad osservare l’opera viene subito evocato alla mente un senso di dolcezza di premura e di tenerezza, tipica di un pade che ammira il suo bambino.

    Laboratorio:

    Sarebbe interessante realizzare un laboratorio per i bambini di fascia di età superiore ai 9 anni, nel quale si può sperimentare l’uso della tecnica del pennello sullo stile impressionista; ovvero nn delineare la figura marcata che si vuole realizzare, ma crearla attraverso tante piccole e delicate pennellate così da creare una figura più dolce e delicata che sembra quasi frutto della fantasia.

  • Per quanto riguarda la coesione, il dipinto segue le linee di tendenza dell’Impressionismo. Infatti si notano “superfici” irregolari, dove il colore fa da padrone, dove la forma è data proprio dal contrasto dei colori, senza l’utilizzo delle linee di contorno. La luminosità del dipinto è data sia dai colori pastello utilizzati per lo sfondo sia della luce che arriva direttamente sul viso del fanciullo, dando a questi un’aria beata.
    Con questa opera Renoir esprime ciò che amava fare, ovvero osservare i bambini impegnati in quello che adorano fare: GIOCARE. In questo modo infatti esprime anche l’amore verso i bambini e soprattutto verso il figlio. L’opera esprime emozione: uno dei cardini dell’impressionismo è infatti quello di lasciar straparire le emozioni e le sensazioni attraverso il colore e le forme.
    Guardando il dipinto è impossibile non fare riferimento all’infanzia. Chiunque si concentri un momento sulle manine impegnate del bambino fa un tuffo nel passato, tra i giochi preferiti e i divertimenti semplici. Anche la semplicità è protagonista dell’opera: si nota infatti come il fanciullo, con pochissimi e semplicissimi giochi, riesca a divertirsi.
    Per quanto riguarda l’ambiguità non si può far riferimento alla corrente artistica dell’impressionismo, che viene chiaramente “descritta” da tutte le caratteristiche del quadro. L’opera infatti rappresenta, senza nascondere, le esperienze culturali dell’autore in relazione alla corrente dell’impressionismo.

  • Questo quadro di Pierre-Auguste Renoir fu fatto quando il pittore aveva 65 anni e ritrae suo figlio di cinque anni, Claude Renoir, mentre gioca con dei pupazzetti. Pierre-Auguste in questo periodo era un pittore già affermato e massimo esponente dell’impressionismo. A causa di frequenti attacchi di reumatismi si trasferì da Parigi (in cui viveva dall’età di 3 anni) nel sul della Francia dove era presente un clima più mite. La residenza Cagnes-sur-Mer è oggi un museo.
    In quest’ultimo periodo della sua vita (morirà a 78 anni a seguito di una polmonite) ritrae spesso e volentieri i suoi figli, mentre giocano, leggono, dipingono o fanno musica. Probabilmente si dedica a ritratti di vita familiare anche perchè a seguito dell’aritrite è costretto a stare seduto su una poltrona in quanto ha difficoltà a camminare.
    In questa tela notiamo appunto Claude che gioca con dei pupazzetti, o meglio, dei soldatini. Ad una prima analisi superficiale il bambino ritratto nella tela sembrerebbe una bambina: ha la veste rossa, lunghi capelli dorati tenuti insieme da un nastrino di seta. Capiamo che è un bambino solo dal fatto che sta giocando con dei soldatini (giochi non consoni in quegli anni per una bambina).
    Osservando meglio il quadro si può notare che i soldatini si trovano su una specie di “palco”: in quegli anni infatti i bambini spesso creavano giochi con quello che avevano in casa: in questo caso Claude ha creato, con quello che probabilmente è cartone, una piccola scenografia per i suoi soldati.
    Il quadro è coerente con ciò che l’autore vuole rappresentare: si capisce fin da subito che il bambino sta giocando e che probabilmente ha creato una storia attraverso la quale dar vita ai suoi giocattoli.
    Se osserviamo lo sfondo in cui Claude è inserito notiamo che esso non è definito: questa tecnica di creare sfondi in cui i colori vengono mischiati è spesso utilizzata da Renoir e si può osservare anche nella tela “Jeunes Filles au piano”.
    Il modo di dipingere i volti è poi molto caratteristico: Renoir accentua gli occhi e le labbra, i quali vengono risaltati da molta luce.
    In questo quadro c’è anche un contrasto tra colori caldi (es. la veste, i capelli) e freddi (lo sfondo realizzato con larghe pennellate di azzurro e viola).
    Questo quadro sarebbe perfetto per fare un laboratorio con bambini tra i 6 e i 9 anni: si potrebbero fare considerazioni sui giochi di un tempo, le mode e le tradizioni e uno studio sui colori caldi e freddi. In questo modo si potrebbe promuovere la conoscenza artistica partendo da ciò che i bambini conoscono meglio ovvero il gioco.

  • L’opera “Claude Renoir mentre gioca” è stata realizzata da Renoir nel 1906, all’età di 65 anni, ormai pittore affermato e di grande successo, ma che decise di ritirarsi a vita privata a causa di problemi di salute e si dedicò principalmente alla rappresentazione di scene di vita quotidiana dei suoi figli.
    Ho scelto di commentare l’opera di Renoir perché amo moltissimo la pittura impressionista e ritengo che in questo dipinto si rappresenti perfettamente l’età dell’infanzia, in cui ogni bambino ama giocare: i colori chiari, leggeri e la luce che sembra sfiorare il volto del bambino creano un.atmosfera di pace e serenità, uno sfondo azzurro e rosa, simile ai colori di cui il cielo si dipinge all’aurora, momento di grande tranquillità che viene riprodotto nel quadro.
    Le pennellate sono veloci, immediate, ma leggere, tipici tratti dell’impressionismo che danno l’idea dell’evanescenza, quasi come se l’immagine rappresentata si espandesse sempre più, verso i mondi dell’immaginario che solo il bambino, intento al gioco, può varcare con la fantasia. Le pennellate veloci e curve conferiscono movimento al dipinto, creando tale effetto anche nel bambino che sembra muoversi realmente, all’interno del quadro. I toni caldi scelti dall’artista sono assolutamente adatti all’idea di pace che Renoir ha voluto proporre rappresentando il figlio, scelta che rivela il suo grande amore di padre, attento all’attività del bambino e desideroso di catturare tutta la sua innocenza infantile. Si tratta, a mio avviso, di una perfetta rappresentazione dell’infanzia: età di innocenza, semplicità e purezza, in cui il bambino, nel suo meravigliarsi per le cose semplici, simile al “fanciullino” pascoliano, ama giocare perchè il gioco gli permette di varcare le soglie del reale, entrare in un mondo magico, dove tutto è possibile grazie agli occhi della mente: la fantasia.
    Ad un primo sguardo del quadro pensavo che Renoir avesse rappresentato una bambina, data la lunghezza dei capelli del piccolo Claude, dalle guance paffute e rosee e dal nastrino per i capelli rosa: l’unico tratto che, invece, rivela che si tratta di un bambino, è il gioco in cui egli è impegnato: i soldatini. Si tratta di un’attività ricreativa tipicamente maschile che, ad inizio ‘900, era molto amato dai bambini. Ciò può far riflettere sulle attività di gioco prevalentemente maschili e su quelle femminili che si può riscontrare anche oggi, nella nostra realtà culturale e in quelle del passato, in un confronto che potrebbe essere molto interessante trattare anche con i bambini stessi.
    L’aspetto che più mi ha colpita del dipinto è lo sguardo del bambino: completamente assorto nel gioco, come “catturato” dall’immaginazione e portato nel mondo della fantasia: tanto forte è il suo coinvolgimento che egli sembra non accorgersi nemmeno del padre che lo sta ritraendo. I suoi occhi e la sua mente sono altrove, nel mondo infinito, senza confini, dell’immaginazione che sembra ricrearsi nelle sfumature dello sfondo in cui il bambino è inserito, simile ad un cielo in cui “volare” liberi.

  • Come prima analisi formale voglio provare su questa opera perchè mi appare con pochi e semplici elementi. Premettendo che non sono un\’esperta di arte posso provare a seguire i punti chiave dati a lezione. Per quanto riguarda la coesione posso solo dire che nella sua semplicità l\’opera mi appare molto equilibrata e “armonica”. Mi spiego,raffigurando pochi elementi il mio sguardo è concentrato sul bambino e sul tavolo cogliendo subito l\’intera scena(a differenza nell’opera di Bruegel, Giochi di fanciulli nel quale il mio sguardo vaga da un dettaglio all’altro). Per quanto riguarda la coerenza per me Renoir ha dato chiaramente l’idea generale dei bambini sereni e tranquilli mentre si concentrano sul gioco. Dai lineamenti del bambino infatti mi appare rilassato e molto assorto nel suo gioco (potrei dire che ha lo sguardo quasi in “trance”). Il bambino dipinto non è un bambino a caso ma il suo terzogenito da questo si capisce a come ad Renoir piacesse osservare il mondo dell\’infanzia e osservare affascinato i suoi figli durante il processo di crescita. Forse proprio perchè lui ha vissuto molte difficoltà nella sua vita. Personalmente il quadro mi colpisce molto per la presenza di colori chiari e semplici (sopratutto della parete e del bambino). L’unica cosa che mi lascia un pò perplessa è il bambino che sembra una bambina.

  • Il pittore utilizza nel ritrarre il proprio figlio, linee morbide,continue ed avvolgenti che si estendono in diverse direzioni. Le forme sono tondeggianti, si veda per esempio, il maglioncino del piccolo Renoir, la sua faccia paffutella ed i suoi capelli voluminosi. L’utilizzo di colori caldi ed espressivi ci conferisce tutta la gioia, la felicità e la naturalezza del momento del gioco. Vi sono rappresentati i movimenti del bambino mentre sposta, anima i suoi soldatini. La luce è incentrata sul volto, suoi dolci e puerili lineamenti, i quali ci restituiscono l’affettuosità propria di un padre. Le linee del tavolo e dello schienale della sedia conferiscono profondità all’opera, inoltre vi è presente l’ombra della mano del piccolo e dei suoi giocattoli. Questo quadro mi piace molto, sia per i tratti tipici dell’impressionismo sia per ciò che rappresenta. A mio parere restituisce perfettamente il momento del gioco, in cui il bambino è perso nella fantasia e nell’immaginario. Rappresenta infine, anche l’amore e il bene di un padre nei confronti di un figlio. A partire da questo quadro, si potrebbero analizzare altri tipi di giochi utilizzati dai bambini in quegli anni e confrontarli con quelli di oggi, oppure concentrarsi sul modo di rappresentare i fanciulli, sui loro indumenti e molto altro. E’ come se si trattasse di una fotografia che immortala e ricorda Renior in un momento della sua infanzia, se ci pensiamo anche tutti noi ne possediamo molte della nostra.

  • In quest’opera Renoir ha ritratto il suo terzogenito mentre giocava con i soldatini. La scena è dipinta con i tratti caratteristici dell’Impressionismo:il colore è sparso a pennellate, l’accostamento di colori diversi crea sfumature e numerosi punti luce nel quadro, i contorni non sono netti e ben definiti ma rarefatti. I tratti sono morbidi: nei capelli, nella veste del bambino, nell’espressione sul suo volto. I colori utilizzati sono quelli caldi per il bambino, la veste rosso acceso risalta e focalizza l’attenzione dell’osservatore proprio sul bambino,mentre lo sfondo è caratterizzato da diverse sfumature d’azzurro che ricorda molto le camerette dei bambini e contribuisce a trasmettere un senso di serenità all’intera scena.
    La scena trasmette un senso di calma e tranquillità, è un momento di gioco sereno, silenzioso, in cui il padre-pittore è solo lo spettatore attento.
    Il volto del bambino è attento e concentrato nel suo gioco, è completamente rapito da quello che sta facendo.
    A mio avviso questo quadro rappresenta perfettamente quello che per me è idealmente l’infanzia: una dimensione in cui il bambino è davvero se stesso e in cui il gioco è il suo modo per espimersi.
    Inoltre il modo particolare in cui il pittore ha rappresentato il bambino, con tratti che normalmente sono associati alle bambine come capelli lunghi e un nastro nei capelli, suscita curisità e domande sul perchè di certe scelte e può anche diventare stimolo di riflessione in classe.

  • P. A RENOIR – “CLAUDE RENOIR MENTRE GIOCA”

    “Claude Renoir mentre gioca” è un’opera risalente al 1905, in un periodo in cui l’artista, a seguito di un viaggio a Roma che lo porta ad approcciarsi nuovamente al disegno e alla linea, si allontana in parte dalla matrice impressionista (che infatti si concentra sempre di più sul paesaggio) per dedicarsi alla riproduzione di figure umane, in particolare donne e bambini.
    L’artista conserva tuttavia uno stile impressionistico nell’uso puro del colore, per cui i volumi dei personaggi ritratti si dilatano e le pennellate assumono un andamento incurvato, ricco di materia pittorica.
    Renoir raffigura con grande sensibilità il proprio figlio mentre gioca, riuscendo a rendere attraverso l’uso del colore steso puro e in moti circolari sullo sfondo, il momento di estrema concentrazione ludica in qui il bambino è immerso, quasi fosse in uno spazio indefinito, determinato dalla sua sola fantasia. Il bambino è infatti ritratto con i suoi giocattoli, intento in un gioco di invenzione in cui è estremamente coinvolto.
    L’azzurro sullo sfondo, mescolato a tinte bianco rosate disposte “in spirali”, richiama una sensazione di calma e serenità, un colore che per questa ragione ben si accosta alla dimensione infantile (richiamo in proposito le mie considerazioni sull’opera di Mirò “La siesta”).
    Credo che l’artista sia riuscito perfettamente nell’intento di rendere non tanto la fisiognomica del figlio (che rimane per lo più poco definita) quanto piuttosto il suo stato mentale, il suo inconscio, potemmo dire. È proprio per questo che ho scelto di accostare quest’opera alla Siesta di Mirò, poiché ritengo che entrambe rappresentino molto bene il mondo dell’infanzia.

  • ANALISI DELL’OPERA ( 4 PUNTI )

    – COESIONE: la composizione, è nell’insieme, equlibrato, il primo piano della bambina occupa l’intera composizione lasciando poi uno spazio di margine ai giochi e al colore forte dello sfondo.

    – COERENZA: il titolo ” renoir mentre gioca” non è rappresentato nel quadro, in quanto a giocare, è una bambina e non un bambino ( il possibile Renoir da piccolo ). questo lascia margine a varie interpretazioni e non mi è chiaro il perchè il pittore abbia fatto questa scelta.

    – SITUAZIONALITA': il quadro mi fa venire in mente situazioni di classe, m anche di gioco e di allegria, momenti di spensieratezza per i bambini, di svago, ma anche di apprendimento. i soldatini con cui la bambina gioca, mi fanno pensare ad una battaglia.

    – AMBIGUITA': il quadro non mi piace particolarmente, quello che emerge però a livello culturale è la serenità dell’infanzia, dei bambini che giocano e di quanto sia importante e fondamentale lasciarli fare ciò.

  • “Claude Renoir mentre gioca” di Renoir
    L’opera è stata realizzata nel 1906 seguendo la corrente artistica degli impressionisti francesi, nella quale la materia, le tecniche ed il linguaggio artistico del lavoro, basilari per il tradizionale mondo dell’arte accademico, passano tutte in second’ordine in rapporto all'”impressione” che il pittore deve fissare sulla tela, catturando un particolare tipo di luce, trasmettendo l’idea di un momento specifico e fugace del tempo.
    Renoir a causa di problemi di salute si trasferì in campagna, ma qui, a differenza di molti altri pittori, egli si discostò dalla regola di prendere in un primo tempo gli schizzi “en plein air” per poi svilupparli nello studio in un secondo tempo. Egli scelse di dipingere direttamente sulla tela con colori ad olio quello che vedeva nel momento stesso che dipingeva, considerando il lavoro ottenuto, anche a livello di schizzo, come lavoro finito.
    Questa opera è intrisa della caretteristica peculiare del pittore di volersi cimentare nel ritratto, in particolare di donne e bambine, come possiamo notare dal soggetto raffigurato: la sua terzogenita di cinque anni. La scelta del pittore è dipesa dal suo interesse verso i bambini, i suoi figli in particolare per cui produce una serie di ritratti aventi loro come principali soggetti. Vuole probabilmente trasmettere l’amore per i propri figli ma anche la semplicità del mondo infantile in scene naturali e spontanee ome un momento di gioco, o mentre apprendono per la prima volta qualcosa di nuovo, leggono o scrivono. Momenti in cui i bambini sono impegnati e concentrati nel scovare quanti e quali modi con cui potersi esprimere. “Renoir ama vedere i sui figli fare quello che lui, affrontando anche serie difficoltà, ha cercato di fare per tutta la vita” questa frase riassume in breve quello che lui vuole effettivamente trasmettere: una sorta di invidia verso quel qualcosa, anche solo il periodo di spensieratezza che caratterizza l’infanzia, che non potrà più avere e che per questo vuole impremersi e impremerlo per chi come lui ne sente nostalgia.

    L’opera è una miscela di colori sia freddi che caldi. Specialmente nello sfondom questi sono mischiati fra loro senza un criterio particolare, quasi disordinatamente come se volesse mettere in risalto il soggeto(il primo piano) indebolendo lo sfondo. Infatti questo è sottolineato da questo “vortice” di colori, nè da linee precise nè da particolari immagini. Sembra a mio parere che la bambina sia circondata da un alone indefinito e impreciso, invisibile ai suoi occhi, ma visibile ai nostri, a quelli degli adulti perchè intenta a giocare mentre noi che la osserviamo possiamo cogliere questo particolare. L’alone potrebbe significare tante cose: la spensieratezza dell’infanzia, il mistero che la circonda, questo senso di ignoto e di sconosciuto che sentimo quando osservaimo i bambini negli occhi qui potrebbe essere richiamato dall’alone. Comunque è secondo me un richiamo all’infanzia. Non a caso la bambina è in un momento di gioco e risce a liberare la sua immaginazione che “fuoriesce” da lei e impregna l’aria che la circonda. E grazie a questa sua fantasia galoppante crea mondi altri in cui si addentra con la mente. Così comincia il gioco, un semplice gesto per noi, ma un complesso e coinvolgente processo mentale per i bambini.
    La bambina è raffigurata con colori caldi e morbidi evidenziati dalle ciocche bionde che incorniciano un volto paffutello e rotondo, labbra sorridenti e sguardo attento accentuato dalle linee scure in contrasto con quelle chiare del vestito e della pelle. Lo scopo del quadro è quella di raffigurare l’azione del gioco quindi oggetti secondari come i giocattoli o l’ambientazione vengono messi in secondo piano, poco arricchiti di dettagli quasi come se il pittore avesse voluto tralasciarli per accentuare il momento ritratto.
    Il tratto è definito da colori naturali, solari e brillanti, con discreti tocchi di pennello con colore puro, anche contrastante, evocnado così le variazioni di colore. Renoir si cimenta nel uso di effetti di luce e ombra per ammorbidire il soggetto, sfumando i contorni nello spazio e nella luce.
    Personalmente ho scelto il ritratto per il soggeto che riatrae: il bambino e il mondo dell’infanzia. Un mondo a sè stante, difficile da interpretare appieno e in cui è vietato l’accesso per gli adulti, ben lontani da comprenderne le regole. Precedentemente ho scritto che il pittore ha voluto raffigurare la spensieratezza di questo mondo, tuttavia in una seconda lettura ho noato un secondo differente messaggio: la solitudine dell’infanzia, la quale deve affrontare un mondo sconosciuto abitato dagli adulti e sottomettersi ai loro principi e alle loro usanze, un po’ come quando si viaggia in un altro continente e bisogna imparare le nuove usanze e abitudini locali per potersi adattare. I bambini devono vivere un processo analogo e colgono nella fantasia, nel gioco una via di fuga a questo mondo che non sempre gli apre la porta con facilità. Attraverso il gioco si sento protetti e a proprio agio poichè difficilmente vedremo un adulto mettersi nei panni dei bambini, trovare anche solo il tempo per giocare e fantasticare.

  • L’opera “Claude Renoir mentre gioca” di Renoir è un olio su tela del 1906 in cui l’autore rappresenta uno dei suoi figli all’età di cinque anni mentre gioca.
    Il quadro è un esempio eclatante dell’arte impressionistica a cui Renoir appartiene e ciò è testimoniato dalla grande specificità del linguaggio pittorico nell’uso del colore e della luce.
    I colori utilizzati per lo sfondo sono prevalentemente chiari, con varie tonalità di azzurro e di blu, eseguite con delle pennellate leggere e sfumate l’una con le altre per dare un senso di grande profondità e di infinito.
    Renoir è rappresentato suo figlio utilizzando colori più scuri per poter meglio attirare l’attenzione dell’osservatore.
    I contorni del fanciullo sono così ben delineati che sembrano staccare il soggetto dallo sfondo, come a dare testimonianza del fatto che per un bambino il gioco rappresenta il suo modo di estraniarsi dal mondo circostante e ciò è coerente con quello che tutti noi abbiamo fatto da bambini.
    Grande attenzione viene data alla rappresentazione del volto in cui la luce data alla scena permette a Renoir di illuminare con una luce splendente lo sguardo e le labbra, lasciando quasi neutro il trattamento del resto del viso.

  • ANALISI FORMALE:

    -COESIONE: L’opera di Pierre Renoir, secondo il mio modesto parere, ha un notevole equilibrio della composizione. Il protagonista dell’immagine è il figlio del pittore ed è la prima cosa che cattura l’occhio dell’osservatore. Inoltre emana una luce incredibile che attira l’attenzione, rendendo il quadro molto armonico. Il primo piano dell’opera è composto dal bambino che gioca e dai suoi giocattoli, mentre lo sfondo è confuso e non definito così da non distogliere l’attenzione. In conclusione posso dire che l’opera ha un notevole equilibrio nella composizione.
    -COERENZA: Per coerenza si intende il collegamento con il significato originario che l’autore voleva dare intitolando l’opera. Il titolo è “Claude Renoir mentre gioca” e, non essendo un titolo astratto, rispetta totalmente quello che sarà il risultato finale. Leggendo qualche informazione sull’opera, infatti, si scopre che quella che sembra una bambina, sia in realtà il suo terzogenito.
    -SITUAZIONALITA': Come ho già detto nel commento precedente, questo quadro lo ricollegherei ad un lavoro ritrattistico da far fare ai bambini. Quindi si potrebbe, partendo dall’osservazione dell’opera, realizzare un lavoro che permetta ai bambini di dare una interpretazione personale dell’immagine, esponendo le proprie opinioni, per poi farli diventare osservatori “attivi” nel realizzare loro stessi delle opere.
    -AMBIGUITA': Ho scelto di commentare di nuovo quest’opera perchè tra le mie preferite su Mode. La prima cosa alla quale ho pensato una volta vista l’opera, è una fotografia che mi è stata scattata quando avevo ancora pochi anni, seduta in cima al seggiolone, mentre giocavo con delle bamboline di pezza di piccola dimensione. Forse, quindi, sono stata influenzata nella scelta dell’immagine, perchè, ricollegandola a quell’avvenimento preciso, mi ha trasmesso un senso di serenità tipica della tenera età dove non bisogna fronteggiare nessun tipo di problema, ma crescere senza pensieri.

  • Analisi formale:
    Coesione: trovo che la coesione dell’opera sia raggiunta attraverso un calibrato accostamento di colori caldi e freddi, di linee morbide. Si percepisce equilibrio dalla dolcezza dell’espressione della bambina, i suoi lunghi e morbidi capelli, le manine paffute.
    Il movimento non è particolarmente presente ma si può intuirlo dall’atto stesso del gioco: il gioco è sempre azione..del corpo o della monete.
    La profondità si percepisce da qualche ambreggiatura nella figura della bambina e dalla prospettiva utilizzata nella rappresentazione della scatola sul tavolo.
    La luminosità è particolarmente accentuata nei tratti della bambina, in particolare il viso e le manine ma sembra trasparire anche dallo sfondo con questo tratto di colore azzurro tipico della tecnica impressionista.
    Coerenza: Se l’obiettivo del’artista è rappresentare “bambini sereni concentrati nel gioco di esprimersi” (Cit. approfondimento) direi che l’opera è assolutamente coerente. La bambina assorta nel gioco probabilmente sta dando voce ai piccoli oersonaggi che ha davanti e probabilmente sta intessendo una storia e sta provando emozioni intense. Mi viene da notare che difficilmente i bambini di oggi starebbero seduti con questa compostezza mentre giocano; Claude forse è stata abituata ad una maggiore disciplina in linea con il pensiero educativo del suo tempo.
    Situazionalità: Il gioco dei fanciulli è stato oggetto di molte rappresenazioni artistiche. Questo link che ho rintracciato sul web racconta in modo preciso come è stato affrontato artisticamente questo tema nel corso dei secoli e come ogni autore abbia dato la sua particolare interpretazione e lettura del gioco dei fanciulli (http://www.pitturaomnia.com/rivista_pittura_00015c.htm), purtroppo non ci sono le indicazioni di tutti i titoli e gli autori delle opere raffigurate per potere collocarle temporalmente e spazialmente in un contesto e rendere così più preciso il confronto con l’opera che sto commentando di Renoir.
    Ambiguità: Pocanzi ho scritto che la bambina ha un’espressione “assorta”…in realtà osservando più volte il viso di Claude colgo soprattutto l’indecifrabilità della sua espressione, non c’è un abbozzo di sorriso, gli occhi non trasmettono emozioni particolari, la bocca non sembra stare pronunciando qualcosa…si può osare dire che la bambina sembra un poco triste e pervasa da un senso di solitudine…è un aspetto senz’altro ambiguo dell’opera, che mi ricorda un pò il dibattito sul viso della Gioconda di Da Vinci (chi la vede sorridere, chi la vede seria, chi con lo sguardo non ben direzionato ecc…).
    Non si capisce dove ci si trovi, temporalmente e spazialmente (al chiuso, all’aperto, in camera in salotto…di sera, di mattina…) non c’è indicazione sull’ambiente al di fuori della situazione rappresentata.
    Come già detto, la compostezza della bambine, l’ordine dei suoi capelli, del suo vestito, nonchè la manina destra appoggiata con garbo sul tavolo mi trasmettono un forte senso di disciplina e forse una innaturalezza dei gesti compiuti.

  • Ho scelto di commentare l’opera di Renoir perché esprime realisticamente “i giochi dei fanciulli”. Con pennellate veloci egli ha rappresentato ciò che si vede e si prova guardando un bambino giocare. Infatti Renoir ha ritratto il figlio come se fosse orgoglioso di mostrarlo a tutti, è proprio suo figlio il solo protagonista dell’opera e, come ha fatto suo padre più di un secolo fa, anche noi oggi dedichiamo a lui tutta l’attenzione. La luminosità dei colori mette in risalto i tratti sereni del viso di Claude e la posizione del bambino nella scena, fa sembrare l’opera una fotografia scattata in primo piano all’insaputa del soggetto. Dal modo in cui Claude dispone i soldatini sul tavolo si capisce che è un bambino tranquillo ed educato. Gli artisti impressionisti nelle loro opere vogliono proprio far emergere non solo le caratteristiche fisiche del soggetto ma anche il periodo storico a cui essi appartengono.

  • Il quadro riprende un momento di quotidianità della vita del pittore. Ricordiamo che dipingere, per Renoir, era molto più di un lavoro: era la sua occupazione preferita, il suo modo di rilassarsi e negli ultimi anni divenne la sua unica ragione di vita.
    La pittura per lui è espressione gioiosa della vita, amava dipingere. In quest’opera data l’età avanzata del pittore vediamo un accentuarsi di queste sue motivazioni.
    Il ritratto fatto alla figlia mentre gioca, trasmette tranquillità e dolcezza, quasi come fosse una fotografia famigliare, fatta al giorno d’oggi.
    Possiamo notare anche qui le spennellate dell’impressionismo, che in questo caso, sembrano richiamare il gioco in atto, visto con gli occhi della bambina.
    Il ritratto in primo piano è prevalentemente caratterizzato da colori caldi che risaltano, emettendo amore per la bambina. Mentre nel fondo vi si aggiunge anche un colore freddo che crea un distacco dal soggetto ritratto.
    Un’attività che si potrebbe fare con i bambini potrebbe essere il confronto del modo di giocare nel passato, e quello di oggi… che a me sembra non aver subito notevoli cambiamenti.
    Partendo da questo quadro, si potrebbe richiedere ai bambini di disegnare come loro oggi giocano, o semplicemente come vedono il gioco.

  • siamo a lezione e proviamo a creare una sala

  • 2° COMPITO: prima opera scelta da commentare: RENOIR – “Claude Renoir mentre gioca”
    CONTESTUALIZZAZIONE
    Questo dipinto fu realizzato da Renoir nel 1906, quando aveva 65 anni. Da tempo viveva sulla Costa Azzurra, e nell’ultima parte della sua vita dipingeva anche i suoi figli durante il loro gioco e nella quotidianità. Renoir è uno dei fondatori dell’Impressionismo.
    ANALISI FORMALE
    COESIONE
    Dall’opera si può percepire una serenità, evocata dal ritratto delicato del nipotino concentrato nel suo gioco, e dallo stile tipico dell’impressionismo, dalle pennellate leggere e sfumate. Anche dai colori morbidi, la composizione è molto equilibrata ed evoca anche la tranquillità, la spensieratezza dell’infanzia.
    COERENZA
    Tra l’immagine e il significato che vuole trasmettere l’autore vi è coerenza. Renoir vuole rappresentare la tranquillità e la spensieratezza del bambino, assorto nel suo gioco, e questo viene trasmesso dal quadro. Appena lo vediamo possiamo sentire tranquillità e anche un senso di cura e di affetto, che anche lui provava per la sua famiglia.
    SITUAZIONALITA’
    Questo ritratto si può collegare a tutta l’infanzia e a quanto sia importante il gioco, non solo per momenti rilassanti e spensierati ma è importante anche per la concentrazione. Infatti qui il bimbo Claude non è solo tranquillo nel suo gioco ma è anche concentrato.
    AMBIGUITA’
    Il quadro, collegando a come dicevo prima, mi fa pensare a quanto sia importante il gioco nell’infanzia, e quanto esso sia spesso da una parte troppo messo in risalto (es. “i bambini devono solo essere liberi di giocare senza altri pensieri”) e quanto sia invece anche, paradossalmente sottovalutato (es. “il gioco libero non serve a niente”; “con il gioco non si impara veramente”). Penso che il gioco sia importante per lo sviluppo della persona a tutti i livelli, sotto diversi aspetti. Il gioco infantile è la prima attività di concentrazione, di pensiero, in cui il bimbo è attivamente partecipe in maniera costruttiva e cognitiva. Nel gioco il bambino è coinvolto fisicamente e cognitivamente. Tratta lo spazio e il tempo, pensa e quindi riflette, anche se non si esprime con parola. Dal gioco poi la concentrazione si evolve in momenti diversi. Mi fa pensare anche a quanto si può imparare, giocando. E quanto sia a volte denigrato questo termine, in quanto tanti pensano che giocando non si impara. Quando un bimbo si diverte, non si sta realmente imparando cose serie e difficili. Invece nel gioco, cioè nell’attività coinvolgente, interessante, attiva, si impara invece forse molto di più, e più profondamente.
    In fine, collego questo quadro, il gioco che è ritratto, al laboratorio didattico, anche artistico, in quanto sono entrambi attivi e costruttivi. Il laboratorio può essere visto come un gioco, o anche percepito dagli alunni come tale, a volte, anche se è ben strutturato e non semplicemente attività libera.

    LABORATORIO
    Con qualsiasi età si possono fare diversi percorsi di laboratorio collegati a questo quadro. Per esempio, con una classe di alunni della quarta o quinta elementare, si può prendere spunto dal ritratto per riflettere sul che cosa è rappresentato e i sentimenti ed emozioni che si provano guardandolo, così collegando questo all’intento dell’autore. Da una riflessione con gli alunni si può poi ognuno scegliere di ritrarre una persona e cercare di conferire la propria emozione nel ritratto. Per esempio tranquillità e serenità come in questo quadro, o rabbia o tristezza.

  • Ho scelto il quadro de Renoir, Claude Renoir mentre gioca perché mi fa pensare nell’imaginazione dei bambini, aspetto importante nella sua educazione. Noi vediamo una bimba che gioca con tre semplici bambole in un tavolo, ma lei si imagina molto di piú, non solo vede quello che c’é nel tavolo. Nella faccia della bambina possiamo vedere che lei è concentrata nell suo gioco guardando i bambole.
    Credo che l’immaginazione dei bambini è un aspetto molto importante. Dobbiamo lasciare che loro giocano libremente e rispettare la sua imaginazione.

  • “CLAUDE RENOIR MENTRE GIOCA” (P. A. Renoir)
    L’arte è espressione di una determinata cultura e una determinata società, in un certo periodo storico. Testimonianze di bambini che giocano si hanno praticamente in ogni periodo storico…la cosa interessante, a mio avviso, è vedere come lo fanno, e come il gioco è cambiato nel tempo. Anche oggi, quindi, i bambini giocano. Ma un dipinto centrato su questo tema, oggi, credo avrebbe una iconografia del tutto diversa rispetto quella presentataci da Renoir. Claude, bambino di inizio ‘900, gioca con dei soldatini, dei pupazzetti, e sembra totalmente immerso nella sua attività. Il bambino è raffigurato con i capelli lunghi, raccolti da un nastro, al punto che, abituati noi ai nostri standard estetici, a primo impatto può sembrarci addirittura una bambina… Lo sfondo non presenta elementi figurativi: i suoi colori, freddi, sembrano trasportare il bambino in un’altra dimensione, quasi onirica: quella del del distacco del bambino dalla realtà che lo circonda e dell’immersione totale nel contesto di gioco che sta svolgendo. La stesura del colore a pennellate mi dà l’idea di qualcosa in evoluzione, che muta, si trasforma, come è probabile che il bambino stia mutando e trasformando la storia dei suoi pupazzetti. Lo sguardo rivolto verso i giocattoli, che sta muovendo con la mano, e la bocca semiaperta favoriscono la percezione del bambino come coinvolto attivamente la sua attività: il piccolo è estasiato da essa, mi dà la sensazione che potrebbe passare ore ed ore a portarla avanti, senza stancarsi. Sensazione molto diversa da quella che si può avere osservando giocare molti bambini di oggi, le quali attività ludiche sono caratterizzate da ritmi frenetici, cambi repentini di interessi e, spesso (a causa di molti giochi a mio avviso eccessivamente precostituiti) anche poca creatività.

    Rossella

  • Mi ha colpito veder raffigurato un bambino che “semplicemente” gioca con i soldatini, perché temo che oggi si avrebbe un’immagine totalmente diversa se si volesse ritrarre un fanciullo di quell’età intento a giocare; probabilmente oggigiorno capeggerebbero sui quadri di padri premurosi come Renoir, figlioletti con in mano i-pad o davanti al computer, e credo che questo apra a numerose riflessioni e sollevi notevoli problematiche. Inoltre, come non notare che il bambino e i suoi giochi appaiono totalmente decontestualizzati inseriti in un placido fondo celeste, e a mio parere vi è in questa rappresentazione un richiamo voluto, e quasi onirico, alla dimensione della creatività e dell’immaginazione che avvolgono un bambino impegnato a mettere in atto un gioco di finzione come quello di prestare la propria voce a pupazzi diversi per creare una storia. Infine, vorrei concludere con un interrogativo: non sono certa che la base su cui poggia i soldatini Claude sia un libro, ma nel caso lo fosse, vi è forse un messaggio nascosto che suggerisce “prima il piacere e poi il dovere” come sarebbe tipico dell’irriverenza che contraddistingue l’infanzia?

  • Ciò che colpisce a prima vista di questo dipinto è il tratto caratteristico della pittura impressionista: Renoir dipinge i volti di donne e bambini con una luce splendente che accentua lo sguardo e le labbra, lasciando neutro il trattamento del resto del viso. Dal dipinto emerge il bisogno naturale del bambino di esprimersi attraverso il gioco, un gioco simbolico, del far finta di, attraverso cui il bambino rappresenta il proprio mondo interiore. Questo quadro mi trasmette tanta spensieratezza, il bambino sembra non vedere altro che i suoi giochi, ignorando la presenza del padre, quasi come se fosse un momento di scoperta e sperimentazione per esso. Le guance paffute, il delicato colorito,i lunghi capelli legati con un fiocco e i colori caldi usati dal pittore mi fanno percepire lo stato di serenità e di tranquillità che il bambino sta vivendo. Questo sfondo senza definizioni fa ben capire che attraverso il gioco il bambino entra in una dimensione alternativa, di colori propri, dove la stanza dove ci si trova si disperde, non esiste più, e lascia spazio a un mondo proprio.
    In riferimento all’ambiguità, questo quadro mi ha portato immediatamente al ricordo di quando ero io bambina e i tantissimi momenti passati a giocare. Credo che ognuno di noi nell’osservare questo dipinto si soffermi a pensare alla propria infanzia. Per quanto riguarda la coesione, trovo ci sia equilibrio della composizione. Elemento centrale dell’opera è il bambino e la sua attività di gioco, attorno è presente uno sfondo azzurro che riveste minore importanza. Soffermandomi ora alla situazionalità, questo quadro, realizzato nel 1906, ritrae il terzo figlio del pittore all’età di cinque anni. Renoir dipinge il quadro all’età di 65 anni, periodo in cui è un pittore molto affermato. Egli, nell’ultima parte della sua vita, dipinge con interesse i suoi figli mentre giocano, dipingono, leggono o fanno musica. Come viene riferito nell’approfondimento :“Bambini concentrati nel gioco di esprimersi”. Infine c’è coerenza con il significato, in quanto emerge chiaramente cosa il bambino stia facendo, e quale sia l’intento dell’autore

  • La composizione del quadro a mio parere è ben equilibrata in quanto lo spazio è occupato dalla bambina che gioca (messa in primo piano) in modo proporzionale e ben definito anche grazie all’utilizzo dei colori che rendono il contrasto tra giochi, bambina e sfondo.
    “Claude Renoir mentre gioca” è il titolo dell’opera: un pò ambigua come cosa dato che rappresenta una bambina mentre gioca e non se stesso ma credo che la spiegazione si possa ritrovare nel fatto che Renoir vorrebbe essere quella bambina, con quella spensieratezza e giocosità che trasmette.
    Questa scena potrebbe essere vista e ritratta in qualsiasi momento della giornata in cui un bambino abbia la libertà di giocare con se stesso e con la propria fantasia e lo faccia in modo sereno e spensierato entrando in un mondo tutto suo dove esistono lui e la sua storia, lasciando il resto al di fuori, senza accorgersi di altro.
    Ritrarre un momento così “comune” e “scontato” dà importanza a ciò che in realtà non è poi così comune e scontato. Ci fa soffermare sulle cose che forse sono realmente importanti e che diventando grandi perdiamo, quando invece potrebbero salvarci dalla caoticità di tutti i giorni e ricondurci a tornare un pò bambini. In fondo non è così sbagliato.

  • CLAUDE RENOIR MENTRE GIOCA (P.A. Renoir)
    Tra le altre, sono rimasta colpita da quest’opera: la sensazione iniziale che essa ha provocato in me è stata quella di essere trasportata in un altro mondo, un mondo fatto di giocattoli, che rimanda alla mia infanzia e alle mie attività ludiche con l’amichetto del cuore. Mi sono soffermata altresì su quella che mi è sembrata, in un primo momento, una contraddizione: la rappresentazione di una figura con connotati femminili il quale, tuttavia, si chiama Claude… .
    Tutto ciò ha creato in me un sentimento di curiosità tale per cui ho sentito il bisogno di leggere la scheda del dipinto per analizzarne meglio i significati.

    ANALISI FORMALE
    Siamo in Francia, a Parigi, negli anni ’60 del XIX secolo; la corrente culturale realista affonda le sue radici, facendo porre l’attenzione sui contesti di realtà quotidiana. In contemporanea, alcuni studi sul contrasto simultaneo e l’invenzione della macchina fotografica portano gli artisti a riflettere sul concetto di “luce” nelle loro opere. Un gruppo di pittori si ribella ai rigidi canoni dell’arte accademica: si allonta dal mero esercizio tecnico e dall’imitazione dei grandi maestri dell’arte e rivolge l’interesse verso la natura, verso le attività quotidiane, verso un rinnovamento artistico che vada nella direzione di “fissare sulla tela le loro percezioni dirette, senza alcuna trasposizione” (cit. Renoir). Di qui, la scelta di dipingere en plein air, attività resa possibile anche dall’introduzione dei colori a olio sintetici (quindi in tubetto: colori più vivaci e semplici nel trasporto e nell’utilizzo), che questi pittori usarono in grande misura. In particolare, gli impressionisti si dimostrano molto sensibili al colore, specialmente per quanto riguarda le zone d’ombra, trattate cromaticamente come quelle di luce (mentre l’insegnamento accademico prevedeva l’uso del bitume).Tra loro: Monet, Sisley, Manet, e anche Renoir. Gli anni successivi a questa decisione furono difficili per questi pittori, posti continuamente sotto al fuoco della critica. Tuttavia, Renoir, già dalle prime esperienze, sembrava prediligere il ritratto alla rappresentazione di paesaggi: saranno proprio le sue straordinarie capacità nell’arte del ritratto a salvarlo dalla rovina. Egli affinerà e modificherà nel tempo la sua tecnica: anche grazie ad un viaggio in Italia e all’incontro con la pittura rinascimentale (in particolare, quella di Raffaello), egli si dimostrerà non più attento unicamente al colore ed alla sua stesura in modo frazionato, quanto anche alla linea e alla forma. Sceglierà tinte più tenui ed utilizzerà una pennellata più ordinata e lineare. Di qui in avanti la sua fama crescerà sempre di più, fino a quando, nei primi anni del ‘900, il suo critico stato di salute lo costringerà ad all’invalidità fisica. Determinato a dipingere fino alla fine dei suoi giorni, egli comincerà a scegliere come soggetti sua moglie ed i suoi tre figli (bambini e donne continueranno ad essere indiscussi protagonisti delle sue opere). Il dipinto di Claude si colloca proprio all’interno di questi anni: Renoir è rapito dalla gioiosa inconsapevolezza dell’età infantile, che carica di un grande valore simbolico, di una sacralità e una innocenza che emergono attraverso il racconto di attività quotidiane. È così che dipinge il suo ultimogenito, Claude, intento a giocare e con lunghi capelli dorati.
    Da un punto di vista compositivo, gli elementi del dipinto sono abbastanza equilibrati, anche se la figura del bambino fa spostare lo sguardo dell’osservatore leggermente a sinistra. D’altra parte, è proprio il bambino il protagonista dell’opera: chi la osserva è immediatamente attratto da lui, ed è tramite lo sguardo del piccolo che si giunge a considerare gli altri elementi inseriti nell’opera. Il tavolo e i giocattoli si notano quindi ad un secondo sguardo, che comunque non sarà definitivo, in quanto il maglione rosso di Claude, essendo dipinto di un colore caldo, si pone in contrasto con gli altri (prevalentemente freddi), richiamando l’attenzione continuamente sul bambino e sulla sua “estasi ludica”. A rendere Claude protagonista del dipinto è anche l’assenza di elementi contestuali sullo sfondo: l’interpretazione del dipinto incomincia dal bambino e si conclude con lui, in un rimando di sguardi che va dal piccolo ai giocattoli e da questi ultimi al bambino, trascinandoci in un’aura poetica, quasi magica; calata, tuttavia, nel quotidiano.
    L’esperienza emozionale personale di questo dipinto è stata potente: oggi i bambini non giocano più in questo modo, semplice e allo stesso tempo rapito, estasiato, preso dall’ideazione di un mondo fantastico e creativo cui solo i bambini possono partecipare e starvi dentro con spensieratezza.

  • ANALISI FORMALE:

    -COESIONE: Questo quadro secondo me ha un notevole equilibrio della composizione si per quanto riguarda la disposizione dei soggetti nello spazio, sia per quanto riguarda i colori.
    Il soggetto rappresentato emana una luce incredibile che attira l’attenzione, rendendo il quadro molto armonico. Il primo piano dell’opera è composto dal bambino che gioca e dai suoi giocattoli, mentre lo sfondo è confuso e non definito così da non distogliere l’attenzione. In conclusione posso dire che l’opera ha un notevole equilibrio nella composizione.

    -COERENZA: Il titolo “Claude Renoir mentre gioca” rispetta totalmente quello che è stato rappresentato infatti, quella che a prima impressione sembra una bambina è in realtà il suo terzogenito del pittore
    .
    -SITUAZIONALITA’: Questo ritratto si può collegare all’idea di infanzia e all’importanza del gioco in questa fase dello sviluppo.

    -AMBIGUITA’: questo quadro mi fa venire in mente un video che ho ritrovato recentemente a casa, nel quale si vede che sono seduta su un seggiolone a giocare e che qualcuno mi chiama per farmi guardare in telecamera ma sono talmente presa dai miei giochi che non distolgo lo sguardo. Anche il bambino rappresentato in questo quadro mi sembra concentrato a giocare e sembra che niente e nessuno lo potrà mai distrarre.

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