L’educazione di Maria, Rubens

Registrati per inserire questo documento nella tua sala


Titolo: L’Educazione di Maria

Autore: Pieter Paul Rubens

Anno: 1622-25

Tecnica di realizzazione: Olio su tela

Provenienza: Museo del Louvre, Parigi

←Ritorna alla galleria delle opere

Approfondimento

Quest’opera raffigura Maria de’ Medici, futura regina di Francia, in sembianze ancora giovanili, intenta alla stesura di uno scritto. Si tratta di una delle più celebri tele realizzate da Rubens per Maria de’ Medici e relative al ciclo allegorico sulla sua vita. Si tratta di una commissione complessa e monumentale – ventuno dipinti – che rappresenta l’apice della carriera artistica del pittore fiammingo, la cui formazione, presso le principali corti italiane del primo Seicento, resta il marchio evidente di tutte le sue opere.  La formazione di Maria passa attraverso un’educazione all’arte, al bello e alla grazia da perseguire secondo modelli ispirati a un classicismo maestoso e sublime. Maria, per redigere il suo testo, si appoggia alle ginocchia di Minerva, ben riconoscibile dall’elmo e dall’armatura che indossa. Minerva, rappresentando la Saggezza, diviene modello a cui la giovane aspira e a cui si inspira. Le sta a fianco Apollo, dio delle Arti, che suonando il violoncello  stimola la giovane allieva. Sulla destra del dipinto sono le tre Grazie che offrono a Maria una ghirlanda di fiori, mentre, piombando dall’alto, Mercurio, il messaggero celeste, influenza i presenti.  Tutte le figure mitologiche sono rappresentate con proporzioni maggiori rispetto a Maria. In terra, in primo piano, sono gli attributi che simboleggiano le Arti: la Pittura, in un ritratto dipinto entro un ovale, la Scultura, rappresentata da un busto scolpito e la Musica, da un liuto.

Tag (parole chiave)
educazione  femminile – scrittura – musica

Mostre
Rubens, i fiamminghi. Il maestro, l’atelir e il suo mondo, Villa Olmo, Como, marzo-luglio 2010

Bibliografia
Bellori G. P., Vite dei pittori, scultori ed architetti moderni, Roma, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1976

Jaffé M., Rubens and Italy, Oxford 1977

Jaffé M., Rubens, in «Enciclopedia Universale dell’Arte», volume XII, Venezia-Roma, 1964

Müller-Hofstede J., Rubens in Italien, catalogo della mostra, Köln, 1977

Müller-Hofstede J., Rubens und Tizian: das Bild Karls V, in «Neue Zürcher Zeitung», n. 266, 1º ottobre 1966, p. 19 sg.

Von Bode W. (a cura di), Peter Paul Rubens, Meister, München-Berlino, 1922

Zeri F., Un ritratto di Pietro Paolo Rubens a Genova, in «Paragone», n. 67, 1955

Fonte
Jaffé M., Rubens, catalogo completo  Rizzoli, Milano, 1989

17 Commenti to “L’educazione di Maria, Rubens”

  • Il primo elemento che mi salta agli occhi osservando questa opera è la dimensione religiosa, in questo caso mitologica, del dipinto. La luce, in particolar modo, che si diffonde nell’ambiente attrverso le tre Grazie e che dona loro un rilievo particolare rispetto agli altri soggetti rappresentati. Maria Dé Medici, l’apprendista, viene educata all’arte e sostenuta in questo percorso di apprendimento da tre figure mitologiche: Minerva, Apollo e Mercurio. Tutti i soggetti circondano Maria, quasi a volerla proteggere. Ma, gli elementi preponderanti, a mio avviso, rimangono sempre le tre Grazie, con i loro corpi nudi e rotondeggianti, espressione della belezza e dell’armonia femminile che vegliano su Maria come se fossero i suoi angeli custodi. Anche Mercurio, dall’alto, parrebbe quasi un santo che illumina l’intelletto di Maria e la guida. Purtroppo, il dipinto in questa immagine e tagliato in basso e non si vedono bene gli attributi che simboleggiano le Arti e che, osservandoli in altre immagini della stessa opera, mi sembrano un pò tetri.

  • Di questo quadro mi ha colpito subito la luminosità, che riesce a catturare immediatamente la mia attenzione, invogliandomi a prestare maggiore attenzione. L’idea della lezione, anche se una lezione atipica, la ritrovo nella composizione. Mi piacciono le figure, mi piace il ricorso alla mitologia, mi piace il classicismo e mi piace il fatto che sia tutto un simbolo. Il fatto che Maria venga rappresentata più piccola degli altri personaggi è emblematico, mi ricorda infatti un bambino in mezzo agli adulti che devono istruirlo.

  • Tra le opere presenti nella sezione “Lezioni nell’arte”, ho scelto “L’educazione di Maria”, perché rappresenta, attraverso i canoni classicisti dell’epoca, il modello ideale di educazione artistica “integrata”, nella quale i saperi della musica, della pittura e della scultura hanno la stessa dignità e concorrono in egual misura alla formazione dell’individuo.

  • Rubens – L’educazione di Maria
    A primo impatto questo dipinto non mi ha interessato per niente, sempre avendo in mente l’educazione, la scuola, i bambini, la didattica, ecc… Non mi piaceva per niente. Però poi ci ho pensato e devo dire che questo quadro mi pone dei quesiti importanti. Guardando questo quadro, rispetto ad altri, ma fa venire in mente delle domande che mi devo chiedere e purtroppo devo dare anche delle risposte adeguate. Mi chiedo domande che toccano diversi temi, sempre legati all’educazione. Per esempio, mi chiedo: trattiamo la religione nell’Arte? Come possiamo farlo? Perchè non trattare l’Arte anche di altre credenze? E altre culture? Perchè non lavorare anche su un bassorilievo del Tempio di Borobudur? E poi, come possiamo trattare con la nudità? Quando, cioè a che età/classe possiamo proporre la vista di questo? Possiamo trattare la nudità nell’arte solo legata alla fede? Come possono reagire genitori in quest’epoca dove bisogna stare attentissimi a quello che si fa a scuola? E poi penso più in generale, siccome l’Arte tocca molti ambiti e temi (diciamo pure tutti quelli della vita, e morte…), quali temi si possono trattare con gli alunni bambini? e come?
    Alla fine questo quadro mi interessa molto profondamente.

  • ho scelto questo quadro perchè mi ha stupito. Quando lo studiai a scuola non mi piacque, poi, al Louvre, attirò la mia attenzione e mi fece cambiare idea. Quello che più ha catturato la mia attenzione è la prospettiva e la sinuosità che è stata realizzata dal pittore attraverso il drapo rosso che porta l’angelo, oltre che il candore dei corpi delle fanciulle sulla destra. I pochi colori utilizzati rendono il quadro unitario e pulito e, a mio avviso, molto raffinato.

  • Questo quadro è arte per eccellenza. L’arte della quale ciascuno, anche il più impreparato, può cogliere il valore.
    Il gioco di luci, la grazia delle figure, la valenza simbolica dei personaggi e della situazione, sono le cose che più mi fanno apprezzare l’opera.
    Elevano l’atto educativo a qualcosa di sublime, divino..(forse vicino al pesniero educativo idealista?)
    Di sicuro invece oggi la centralità dell’atto educativo ritorna al bambino che si fa principale protagonista del suo percorso di formazione…. una trasposizione moderna dell’opera vorrebbe Maria di dimensioni maggiori rispetto a tutte le altre figure che l’aiutano nel suo percorso educativo!

  • Durante le scorse lezioni sono stata colpita dal quesito sulla possibilità di educare o meno all’arte, ad un principio estetico; in questo dipinto colgo un parallelismo con tale interrogativo, in quanto in esso si celebra l’importanza dell’educazione all’arte, al bello e alla grazia. Quest’opera mostra che, già dagli inizi del Seicento, si riteneva fosse possibile educare ad un principio estetico. Sono presenti, inoltre, diversi elementi significativi che rimandano all’importanza di stimolare i vari sensi del soggetto che apprende, per favorirne il processo di educazione al bello: le tre arti (pittura, scultura e musica) in primo piano, Apollo che suona il violoncello, le figure mitologiche raffigurate con proporzioni maggiori rispetto a quella umana, Maria che si apppoggia sulle ginocchia di Minerva.

  • ANALISI FORMALE:
    Questo quadro risalta agli occhi per la sua maestosa bellezza e per la grazia che traspare dalla delicatezza dei colori e dalla morbidezza delle figure.
    Si nota subito un perfetto equilibrio realizzato tra zone d’ombra e zone luminose. Le luci quasi abbagliano l’occhio dell’osservatore e permettono alle tre figure femminili sulla destra di emergere dallo sfondo.
    L’ombra che invece riempie lo sfondo sembra mettere maggiormente in evidenzia la luminosità delle figure quasi “distaccandole” dal resto.
    I colori sono molto caldi, avvolgenti, a prevalere infatti è la tonalità del rosso, come per sottolineare una dimensione celebrativa , vitale e dinamica.
    La continuità, la proporzione e l’armonia che traspare dai colori e dalle forme sembrano voler esaltare il momento educativo che assume un carattere quasi sacro e questo lo conferma il fatto che tutti gli elementi di cui la giovane Maria è circondata (generando una specie di cerchio) sono stati rappresentati in proporzioni diverse e appaiono molto più grandi di lei, quasi a voler espletare l’importanza della loro funzione.
    La grandezza dei personaggi mitici e degli dei sembra mettere in luce i valori e le virtù di cui i soggetti stessi sono portatori, virtù che diventano le vere protagoniste dell’opera .
    Il modo in cui l’opera è stata realizzata inoltre assume tendenze neoclassiche quasi nostalgiche, l’autore sembra cercare un ricongiungimento con i vecchi ideali rinascimentali e ben riflette la ricerca del gusto e dell’estetico, un senso del bello realizzato attraverso la delicatezza dei toni, la grazia dei movimenti e le espressioni pacate dei volti; tutti questi elementi sembrano realizzare un equilibrio perfetto.

  • Nell’opera Maria de’ Medici, la futura regina di Francia, in sembianze ancora giovanili, è raffigurata intenta nella stesura di uno scritto.
    Si appoggia sulle ginocchia di Minerva ben riconoscibile dall’elmo e dall’armatura che indossa: rappresentando la Saggezza, Minerva è la divinità più indicata per l’istruzione della sovrana.
    Le sta di fianco Apollo, dio delle Arti, che suonando il violoncello può ispirare la giovane allieva.
    Sulla destra del dipinto sono le tre Grazie che offrono a Maria una ghirlanda di fiori, mentre, piombando dall’alto, Mercurio, il messaggero celeste, ispira i presenti.
    Tutte le figure mitologiche sono rappresentate con proporzioni maggiori rispetto a Maria.
    In terra, in primo piano, sono gli attributi che simboleggiano le Arti: la pittura ( con un ritratto dipinto entro un ovale) la scultura ( con un busto scolpito) e la musica (con un liuto).
    Un possibile collegamento che si può fare con l’opera è legato all’uso del colore che è usato come qui per dare risalto a certe parti, per ribadire certi significati.

  • Quest’opera di Pieter Paul Rubens risale ai primi anni del seicento ed appartiene al ciclo di Maria de Medici. La composizione è armonica, i tratti sono dolci e morbidi, prevalgono forme tondeggianti; i personaggi sono tutti in primo piano, e risaltano sullo sfondo scuro. La luce non è uniforme in tutta l’opera: le donne sulla destra sono maggiormente illuminate rispetto agli altri, forse toccate da un raggio di sole che penetra da un’apertura sul soffitto. Credo che la scelta di illuminarle di più non sia causale, ma nasca dal desiderio dell’autore di soffermare sulle tre donne la nostra attenzione. L’opera rappresenta l’educazione della regina, e ad una prima occhiata sembra trattarsi di educazione musicale. Questa scena mi rievoca l’educazione così com’era nell’antichità, quando ragazzi e ragazze ricevevano due impostazioni diverse: le ragazze si dedicavano alle arti come il canto, la danza, il cucito, i ragazzi curavano maggiormente la forza fisica.

  • ANALISI FORMALE:

    COESIONE: tutto a mio parere conferisce all’opera equilibrio ed eleganza; le linee morbide, il senso di movimento dato dai drappi e dalle posizioni delle figure raffigurate, i giochi di colori e di chiaroscuri, la profondità che si coglie dalla presenza dello sfondo. Ancora la delicatezza e leggerezza delle figure delle Tre Grazie e della Bambina, unitamente alla virilità di Mercurio ed Apollo, la luce che sembra sprigionarsi dalle Grazie e il rosso acceso del drappo di Mercurio: seppur apparentemente in antitesi queste componenti non stridono tra loro ma insieme conferiscono equlibrio e completezza all’opera.

    COERENZA: Il legame col significato attribuito all’opera dall’autore e è evidente: nulla di più legato all’educazione può essere la raffigurazione di una bambina che legge circondata da mentori illustri, in questo caso più che illustri..divini. La carica simbolica delle divinità rappresentata e la scelta dello stile tipicamente classico seicentesco contribuiscono poi a rendere sublime, quasi soprannaturale questo atto educativo…sarebbe interessante accertarsi se questa fosse la visione dell’educazione effettiva dell’autore oppure se fosse quella di chi gli ha commissionato l’opera.

    SITUAZIONALITA': il primo collegamento che mi viene spontaneo è quello legato alle altre raffigurazioni delle Tre Grazie che conosco: Botticelli e Raffaello per la Pittura e Canova nella scultura. Ognuna di queste rappresentazioni si avvicina molto a quella fatta da Rubens. La figura della divinità che scende dal cielo è un tema ricorrente in molte opere che ho visto in luoghi sacri o palazzi, talvolta si tratta di un angelo, altre volte di un santo.
    Altri collegamenti che si possono fare legati al significato dell’opera sono con L’Educazione di Cupido del Correggio (http://it.wikipedia.org/wiki/Educazione_di_Cupido).

    AMBIGUITA': a chi si accinge a una prima lettura dell’opera può apparire ambiguo il ruolo degli adulti presenti nella raffigurazione; si apprende chi sono solo leggendo la scheda dell’opera, eccetto forse che per le Tre Grazie, le sembianze delle quali sono note ai più. Non è chiaro quale sia la collocazione spaziale in cui si svolge l’azione: una grotta? La sponda di un fiume? E’ acqua quella che pare scendere dalla montagna sullo sfondo o sono raggi di luce? Ancora…Maria è di dimensioni più piccole per la sua tenera età o perchè l’autore ha voluto dare una valenza simbolica alle dimensioni dei personaggi raffigurati? A terra, sul pavimento si vede un viso..di chi è? Quest’ultima a mio parere è una delle ambiguità più inquietanti..

    • mi era sfuggita l’ultima riga dell’approfondimento dove si chiariva chi è raffigurato a terra..In ogni caso la posizione di questo viso e la sua posizione restano comunque particolari un poco inquietanti.

      • n.b. intendevo dire: l’espressione e la posizione del viso

  • Esta obra de Rubens es ciertamente engañosa puesto que a pesar de que la obra viene a expresar la educación de María, es la niña la que en esta imagen aparece en un segundo plano, aprendiendo a escribir en el regazo de Minerva. El arte, la belleza y la gracia que acompañar a María durante el transcurso de su educación vienen representados en esta característica obra del artista flamenco. Los personajes del cuadro son los encargados de representar tales cualidades y aunque aparecen indiferentes los unos de los otros, todos ellos forman una simbiosis comprensible a ojos de un aficionado de la pintura. A la izquierda tenemos a un joven tocando el violonchelo en representación del Arte, a la derecha a las tres Gracias representando la belleza carnal de la mujer en que algún día se convertirá María y presidiendo el cuadro, arriba, como eje de estructura, encontramos a la Gracia que parece caer del cielo intentado aferrarse a una tela de rojo espesor. Por otra parte, considero que la belleza de las tres mujeres desnudas y con un cáliz de luz en sus cuerpos que consigue atraer todo atisbo de atención. Mientras que en la esquina izquierda con el apoyo y la comprensión del ser mitológico de Minerva, encontramos a María concentrada y atenta que tanto empeño y con tantas inspiraciones como tiene, se dedica a aprender.

  • Il lavoro di “Educare Maria” mi ha colpito il nome del lavoro e ciò che è rappresentato, le figure nude nel gioco sono contrastando quelli che sono vestiti.
    Il lavoro è Surrealismo figurativo, “Il tradimento delle immagini” perché è così poco coerente situazione nella foto con la scrittura.
    Se lo porto a scuola può includere in un modo che prevede un insegnante di insegnare la loro disciplina e come realizzarlo, alla fine, perché una classe è molto eterogenea e il contenuto è che si devono adeguarsi a questi studenti e non per il contenuto e il processo è l’insegnante responsabile della sua realizzazione.

    • questo commento è l’opera chiave dei sogni

  • 2° COMPITO: seconda opera scelta da commentare: RUBENS – “L’educazione di Maria”
    CONTESTUALIZZAZIONE
    Questo maestoso dipinto di Rubens del 1600 è parte di un insieme di opere realizzate per Maria de Medici e relative al ciclo allegorico sulla sua vita. Ritrae la formazione di Maria ispirati ad un classicismo maestoso. Maria è ritratta con Minerva e altre figure a cui si ispira.
    ANALISI FORMALE
    COESIONE
    Si può vedere che l’opera è coesa e piena di equilibrio e maestosità. Si può notare subito la bellezza maestosa delle linee morbide e la delicatezza delle figure. Le zone d’ombra e le zone di luce si fondono in un equilibrio delicato. La luminosità delle tre grazie le mette in risalto rispetto al resto del quadro senza rompere la grazia dell’insieme. Inoltre, i colori sono molteplici ma morbidi, non stridono uno contro l’altro. L’opera traspare coesione ed equilibrio sotto il profilo della luce e ombre, dei colori, e della linea morbida. È maestosa e allo stesso tempo delicata.
    COERENZA
    A mio parere l’impatto percettivo dell’immagine è pienamente coerente al significato dell’opera. Si percepisce la dimensione celebrativa e dinamica con una forte armonia nei colori, le forme, e la posizione delle figure. Si percepisce la grandezza delle figure che educano Maria, a livello anche spirituale, dalla loro grandezza fisica, in quanto sono dipinti con dimensione maggiore ed accerchiano Maria, come per accompagnarla nella sua formazione.
    SITUAZIONALITA’
    Posso subito collegare la raffigurazione delle divinità che scendono dal cielo (in questo caso Mercurio) con diverse opere anche sacre. Spesso ho visto angeli e santi che scendono dal cielo. In secondo luogo, penso alla raffigurazione delle tre Grazie dipinte anche da Botticelli e Raffaello. In tutti i dipinti le Grazie trasmettono maestosità, equilibrio ed eleganza.
    AMBIGUITA’
    Non è del tutto facile capire chi sono tutte le figure rappresentate, a primo impatto, se non si legge l’approfondimento. Forse si può capire subito che le tre figure in luce sono le tre Grazie ma le altre non sono subito comprensibili. Per dei bambini invece si può lavorare sull’osservazione dei particolari per indagare e ipotizzare l’identità delle raffigurazioni.
    LABORATORIO
    Io proporrei un laboratorio sull’osservazione di un’opera per comprenderla. In una classe quarta o quinta si può osservare l’opera, senza che gli si spieghi il contesto né il significato. Questo per attivare la capacità dei bambini ad osservare e indagare, pensare e ragionare sui dettagli, a provare a leggere un’opera e pensare al significato. In primo luogo si può riflettere sul che cosa è raffigurato e cercare di capire chi sono i personaggi raffigurati, osservando i particolari del loro abbigliamento, per esempio. Poi si può riflettere sulla loro posizione nello spazio e nella luce/ ombra e il perché sono stati dipinti in quella posizione. Per esempio, perché Mercurio scende dall’alto? Questo li aiuta nella metariflessione, ad agire il pensiero da soli invece che ricevere tutte le informazioni in modo tradizionale. In seguito ogni alunno da solo o in gruppo possono fare loro stessi una raffigurazione e decidere chi raffigurare e come raffigurarli. Questo per portarli a fare decisioni ragionate sulla pianificazione di un’opera, collaborare tra di loro e cooperare. Possono decidere insieme quali caratteristiche dei personaggi mostrare per meglio identificarli, o meno per nascondere la loro identità.

Inserisci un commento