Classe di Danza, Degas

Registrati per inserire questo documento nella tua sala


Titolo: Classe di Danza

Autore: Edgar Degas

Anno: 1872

Tecnica di realizzazione: Olio su tavola

Provenienza: Metropolitan Museum, New York


←Ritorna alla galleria delle opere

Approfondimento

La Classe di danza è un dipinto realizzato nel 1872 dal pittore francese Edgar Degas. Egli ritrae scene di elegante ed estatica bellezza e ci regale immagini delicate che prendono le distanze da meri giochi di luce ed evanescenze tipiche del periodo, e sono ancorate al reale. La scena dell’interno, qui rappresentato, risulta molto ampia grazie alla visuale prospettica dall’alto, fortemente accentuata dalla via di fuga offerta dal parquet che, con la sua diagonale, inquadra perfettamente l’opera. Degas si sofferma particolarmente sugli aspetti coloristici legati alla luce, nel definire le particolarità degli abiti, nel descrivere il movimento delle ragazze danzanti e nel cogliere un attimo importante della lezione stessa.
Classe di danza
è tra le prime opere del pittore a mostrare il tema delle ballerine; il dipinto ne rappresenta un gruppo colto in uno dei tanti momenti della lezione impartita da un anziano maestro che suona il violino. In tale lezione emerge  una pluralità di movimenti e di comportamenti esibiti da ciascuna allieva che per un osservatore interessato all’educazione rappresenta un esempio della ricchezza dei rapporti costruiti in un contesto di classe-laboratorio differente da una classe scolastica tradizionale. Il quadro propone espressioni naturali e spontanee, come il parlare fitto delle ragazze sulla sinistra o, ancor più marcato, lo sconforto della ragazza con la testa appoggiata al muro sulla destra.

Tag (parole chiave)
danza classica – ballerine – lezione – musica

Mostre
Degas classico e moderno,
Complesso Vittoriano, Roma, ottobre 2004-martedì febbraio 2005

La Danza delle Avanguardie. Dipinti, scene e costumi: da Degas a Picasso, da Matisse a Keith Haring, Mart, Rovereto, dicembre 2005-maggio 2006

Bibliografia
Loumaye J., Degas. Il gesto che dipinge, Stoppani, Bologna, 1993

Merberg J., Bober S., Ballando con Degas, Cooper, Roma, 2008

Minervino F. (a cura di), L’opera completa di Degas, Rizzoli, Milano, 1970

Mori G., Degas. Tra antico e moderno, Giunti, Firenze, 2004

Fonte
Minervino F, L’opera completa di Degas, Rizzoli, Milano, 1978

41 Commenti to “Classe di Danza, Degas”

  • Mi ricorda molto i momento dei miei allenamenti di ginnastica ritmica. Tante ore in palestra con le stesse scene: le chiacchere, lo sconforto quanto un pasaggio dell’eserrcizo non viene, l’ insegnante e la musica. Lo sport è un’attività che mi ha fatto molto riflettere sulla Bellezza, sul corpo e sull’arte. In particolare quello che ho fatto io unisce la musica, l’eleganza, il movimento del corpo. Tutti gli allenamenti che ho fatto sono stati laboratori attivi di apprendimento e di riflessione sulle relazioni umane, sulla geometria, sulla fisica, sulla storia dell’arte, sull’anatomia del corpo, sulla medicina e la fisioterapia, sulla musica, sull’estetica.
    Per cui…sarebbe meglio che a scuola si stesse molto più a contatto con le discipline artistiche e con lo sport!

  • Questo dipinto mi trasmette un senso di delicatezza e di grazia, non solo per la disciplina rappresentata, ma anche per il modo di dipingere e per i colori che Degas utilizza. Il pittore è riuscito a riportare, in modo molto realistico, tanti dettagli che solo un osservatore attento e paziente è in grado di cogliere.
    Detto ciò, mi viene da riflettere a proposito della grande attenzione che un insegnante dovrebbe avere nei confronti di un proprio alunno, e in questo caso soprattutto a proposito dell’interpretazione di un disegno di un bambino. Penso che a volte potrebbe essere più facile interpretare e cogliere dettagli in un disegno di un adulto, piuttosto che in uno di un bambino. Questa distanza è forse dovuta alla distanza di età, quindi di esperienze, fantasie e sogni, che vi è tra un adulto e un fanciullo.
    Per questo, probabilmente, è necessario cercare di sintonizzarsi empaticamente con i più piccoli: per poter cogliere i veri e soggettivi significati delle loro opere d’arte.

  • A prima vista questo dipinto molto conosciuto, mi trasmette la quotidianità, come tante altre opere di Degas. La particolarità del suo dipingere, è a mio parere il risalto dei dettagli, soprattutto nelle scene di danza (rappresentate più volte).
    Questo è dovuto notevolmente alla luce sfruttata dall’autore, ma anche dalle diversità dei personaggi che appaiono intenti in diverse attività. Quello che mi attrae a prima vista, è il fatto che ogni soggetto sia intento in espressioni e pose differenti.
    Questo penso sia proprio il punto forte del pittore: saper cogliere l’attimo e la spontaneità.

  • Questa opera mi colpisce soprattutto per il suo realismo e per la cura dei dettagli. Sembra che l’autore voglia far conoscere il carattere di ogni ballerina, rappresentandola in un atteggiamento diverso, con un’espressione particolare, in un momento di impegno, di svago o di sconforto. Tutto questo in una cornice di leggerezza e armonia che rende la dimensione della classe un luogo sereno.

  • Mi colpisce in modo particolare di quest’opera l’attenzione e la resa dei particolari. Il pittore, molto attento all’uso delle luci e dei colori, riprende scene di vita quotidiana proprio come questa lezione di danza. Tale modo di procedere dovrebbe essere anche quello tipico degli insegnanti, i quali di fronte ad una classe composta da più alunni, dovrebbe cercare di riguardare la soggettività di ciascuno di loro senza trascurare nessuno. Infatti proprio come in questo quadro, in un’aula scolastica vi saranno bambini che conversano, altri che si esercitano, altri ancora afflitti da qualche insuccesso e così via. Il pittore ha uno sguardo d’insieme di una realtà complessa e composita colta nella sua quotidianità e naturalezza.

  • Avevo visto questo quadro altre volte, ma non mi ero mai soffermata a rifletterci, ad osservarlo nel dettaglio; a primo impatto emerge subito l’atmosfera che si respira, quella di una comune lezione, anche se differente da quella presente nel contesto scolastico.
    Traspare l’idea dell’artista di voler carpire un momento fuggevole, viene colto un attimo a caso dove è possibile trovare espressioni naturali e spontanee nei volti delle ballerine e nei loro movimenti; vi sono ballerine silenziose, alcune distratte, altre affaticate. La scena rappresentata è ricca di particolari, è come una fotografia istantanea.
    I colori tenui e le pose delle ballerine danno un senso di serenità e delicatezza all’opera.

  • Ho scelto questo quadro, perché tra quelli proposti è quello che mi piace di più. La scena disegnata è molto semplice e chiara e guardandola non si hanno dubbi su cosa si sta osservando: bambine che sono a lezione di danza. L’opera è della seconda metà del 1800, ma la scena raffigurata potrebbe benissimo essere dei giorni nostri. La danza, infatti, ha continuato nel corso dei secoli ad essere il tipico sport praticato dalle bambine, e anche gli atteggiamenti delle singole bimbe potrebbero essere gli stessi di bambine di oggi: chi si impegna e fa l’esercizio davanti alle altre, chi è scoraggiato perché non riesce a fare l’esercizio, chi si sistema la scarpetta, le chiacchiere tra amiche…

  • L’aspetto che mi colpisce di questo quadro è la scelta dell’artista di non creare una scena impostata, ma di lasciare le cose come stanno. E’ come se scattasse una fotografia del momento, cogliendo l’immagine così com’è. Probabilmente se ci mettessimo nei panni dell’anziano maestro vorremmo intervenire per gestire in qualche maniera la lezione: andremmo dall’allieva con la testa appoggiata al muro per consolarla o faremmo tacere il chiacchiericcio proveniente dall’angolo a sinistra. Tuttavia, l’artista preferisce non intromettersi e in questo modo fa apprezzare anche a noi la spontaneità della lezione.

  • Quest’opera è una delle varie in cui Degas rappresenta le ballerine, una delle mie preferite. Mi riconosco in ognuna di quelle ballerine: quella in pliè, quella che fa il rond de jambe, quella che chiacchiera, quella che si scoraggia. Il fatto che ogni figura esegua un movimento differenziato mi ricorda tutti i vari momenti del mio percorso di danza: la soddisfazione, l’impegno, lo sforzo, la gioia, lo sconforto, i legami con le mie compagne, la musica. Le varie mosse di ogni ballerina rappresentano per me non solo i vari momenti all’interno del percorso suddetto, ma caratterizzano qualsiasi percorso educativo-formativo, a partire dal corso di aerobica per arrivare alle aule di scuola. Rappresentano la loro varietà e ricchezza: in ogni classe ci sono un insieme di emozioni, di personalità, di caratteri diversi. La maestra deve tener conto di queste risorse e riflettere criticamente sulla unidirezionalità che tradizionalmente ha caratterizzato i percorsi educativi. E’ il caso di adottare una didattica multimediale e che si serva di più linguaggi se vogliamo fare in modo che ogni bambino venga valorizzato nella sua “posa” caratteristica. La danza può essere una grande opportunità: unisce musica, movimento, pensiero, razionalità, controllo e sentimento.

  • CLASSE DI DANZA

    Che bella questa scena!
    Guardandola sembra di assistere realmente alla lezione.
    Ho come l’impressione di veder ballare le ragazze e di osservare i singoli movimenti.
    L’ artista rappresenta il momento in cui una ballerina sta provando dei passi di danza sotto l’occhio vigile del maestro mentre le altre ragazze osservano attendendo a loro volta il proprio turno di prova. I gesti delle ballerine sono indagati con attenzione quasi ossessiva: cogliere gli aspetti marginali ma significativi del quotidiano è una scelta precisa dell’artista. Degas ricostruisce l’atmosfera della sala con garbo e raffinatezza, inserendo le sue fanciulle in una luce morbida che ne ingentilisce ulteriormente le già eleganti movenze.

  • Il fatto che ad impartire la lezione sia un musicista e non un insegnante tradizionale, è molto positivo secondo me.
    Viene dato un taglio all’opera che supera la concezione di insegnamento tradizionale e anche durante una semplice lezione viene data molto libertà di espressione alle allieve.
    Mi ha colpito molto la rappresentazione dell’allieva che ha la testa appoggiata al muro. Ecco che quindi vi è anche la libertà di esprimersi a livello emozionale.
    I colori secondo me scelti vogliono sottolineare la delicatezza che caratterizza la danza.

  • Adoro i dipinti delle ballerine di Degas!

    Classe di Danza è poi il mio preferito perchè ho sempre pensato che pur essendo un quadro del 1872 può ricordare momenti comuni per qualsiasi ragazza, di qualsiasi epoca, che studia danza. Nel quadro infatti vengono rappresentati gli esercizi alla sbarra, le prove dei passi davanti allo specchio, le chiacchiere, la musica e lo sconforto che si prova quando il passo non viene.
    Apprezzo molto i lavori di Degas perchè cura quasi in maniera ossessiva i dettagli dei movimenti del corpo e le mimiche facciali, riuscendo a far comprendere, quasi in modo immediato, lo stato d’animo di chi sta rappresentando.

  • “Classe di danza”: ho scelto questo dipinto per due motivi, per primo perchè il movimento artistico dell’impressionismo mi colpisce in ogni sua sfaccettatura, la luce e il colore, sempre mutevoli, veri protagoniste di tutti i dipinti appartenenti al movimento pittorico parigino, il tratto assente, le figure prendono vita dal colore steso con movimento rapido per cogliere la prima impressione che l’artista percepisce. Per secondo perchè sono sempre rimasta affascinata dall’attenzione con cui Degas cura minuziosamente i dettagli di ciò che sta raffigurando sulla tela e dal suo taglio fotografico. Tra tutti i dipinti presenti in “lezioni nell’arte” è quello che mi ha trasmesso maggiormente la fatica, ma anche la piacevolezza della lezione che sia di danza in questo caso, ma anche di musica, pittura ecc ecc…il collaborare gli uni con gli altri per un obiettivo comune con l’insegnante. Inoltre in questo dipinto vere protagoniste sono le ballerine, che spiaccano immediatamente all’occhio di chi osserva il dipinto, mentre risalto minore ce l’ha l’insegnante; questo mi ha subito portato alla mente l’insegnante che deve rendere protagonisti i propri alunni nel percorso educativo-didattico scolastico.

  • Quqesto quadro, l’esordio del pittore in merito al tema delle ballerine, è uno dei miei preferiti; i colori tenui, le forme morbide, l’atmosfera serena, la tranquillità sui volti..sono tutti elementi che rendono questo dipinto un qualcosa che mi trasmette pace. Le ballerine, sinonimo di bellezza e sinuosità, ma anche di rigidità e compostezza assoluta, sono in qualche modo dipinte in un momento di intimità, di ” fuori onda” da cui emerge ancor di più il loro animo e l’animo del pittore.

  • Guardando il quadro sembra di essere dentro la stanza, tanta è la naturalezza dei movimenti. Il maestro si accinge a suonare, alcune allieve fanno un esercizio, altre in disparte parlano, una si sistema le scarpette… Viene voglia di danzare con loro! La mia attenzione è catturata dalla ballerina al centro della sala: probabilmente si sta mettendo in posizione per iniziare a danzare; il maestro e altre allieve la guardano, in attesa. Fare esercizio, infatti, è fondamentale, ma non basta: osservando un altro all’opera si può imparare molto. Questo mi si è chiarito al tirocinio: più di tante parole, sono stata corretta dal vedere una maestra in azione, in classe, e dal vedere che le sue azioni erano efficaci, utili allo scopo.

  • questo quadro ritrae delle ballerine nel momento prima (o dopo) della loro lezione di danza. Si può vedere negli sguardi dei personaggi tutta la concentrazione nei movimenti, ma anche la naturalezza e la spontaneità tipiche dell’età infantile. C’è un aria libera, leggera. Il clima è sereno. La luce soffusa e i contorni non definiti sembrano collocare la scena in un sogno o in una visione.

  • Degas affermava: “Bisogna rifare dieci volte, cento volte lo stesso soggetto. Nulla in arte deve sembrare casuale, nemmeno il movimento.” Questo ci fa capire quanta precisione e minuziosità utilizzasse l’autore per rappresentare quello che sembra essere un semplice gesto colto in un attimo a caso dei tanti possibili della lezione.
    Interessanti sono i giochi di colore e gli effetti di luce che si creano soprattutto sugli abiti delle ballerine, tendono ad esaltare anche i più piccoli particolari.

  • Quest’opera a mio parere potrebbe essere una fotografia di un qualsiasi momento di allenamento di danza, anche al giorno d’oggi (se non forse per il suonatore di violino).
    Per questo mi sembra molto reale, ogni personaggio trasmette la sua concentrazione nell’attività che sta svolgendo. Attenzione molto accurata del pittore ai particolari, ed è questo che aiuta, a mio parere, chi osserva a entrare dentro quella stanza di danza, sentire la musica del violinista e vedere i passi di danza dellA ballerinA in primo piano

  • Questo dipinto è assolutamente bellissimo. Mi ha colpito per la naturalezza con la quale viene rappresentata la scena: sembra una foto scattata in un momento qualsiasi della lezione, senza che nessuno se ne accorga. Infatti si notano bene tutte le emozioni delle ballerine: la ragazza al centro è concentrata nell’eseguire bene tutti passi, la ragazza appoggiata al muro è sconfortata (probabilmente perché non le è riuscita bene la performance), le ragazze che devono ancora esibirsi sono alla sbarra a provare, mentre quelle più tranquille chiacchierano senza troppo preoccuparsi di quello che sta succedendo attorno o guardando la riuscita della ballerina al centro. Particolare è anche l’anziano maestro che è tranquillamente seduto a suonare il violino mentre osserva attentamente i passi della ballerina che si sta esibendo.

  • Degas utilizza colori tenui delicati: la luce è pallida, molto diseguale e illumina dolcemente l’ambiente, le vesti chiare, la pelle bianchissima delle allieve. I contorni e le forme sono sfumati, e la prospettiva non è centrata. Questo dipinto mi ha colpito per la naturalezza con la quale viene rappresentata la scena: sembra una foto scattata in un momento qualsiasi della lezione, senza che nessuno se ne accorga. Infatti si notano bene tutte le emozioni delle ballerine: la ragazza al centro è concentrata nell’eseguire bene tutti passi, la ragazza appoggiata al muro è sconfortata (probabilmente perché non le è riuscita bene la performance), le ragazze che devono ancora esibirsi sono alla sbarra a provare, mentre quelle più tranquille chiacchierano senza troppo preoccuparsi di quello che sta succedendo attorno o guardando la riuscita della ballerina al centro. Particolare è anche l’anziano maestro che è tranquillamente seduto a suonare il violino mentre osserva attentamente i passi della ballerina che si sta esibendo. Il quadro trasmette sensazioni coerenti con quello che è raffigurato: nel guardarlo provo tranquillità, dolcezza, quasi sento la melodia del violino. La scelta di inserire questo quadro nella mia sala è legata al fatto che una volta ero ballerina, poi però, a causa di un infortunio ho dovuto smettere. Dunque mi ricorda moltissimo la sensazione che provavo, una sensazione di estrema leggerezza.

  • Ho scelto di inserire quest’opera nella mia sala bianca poiché, dal punto di vista della coesione, è quella che mi restituisce più di tutte una sensazione di equilibrio, caratterizzata da linee morbide,luminosità, colori tenui e numerosi particolari. Quest’opera senza dubbio suscita nell’osservatore una sensazione di grande armonia e delicatezza, un’idea di bellezza e naturalezza. L’intento dell’autore era probabilmente quello di rappresentare e “fotografare” in maniera realistica gli attimi diversi di una lezione, ed i movimenti differenti di ciascun soggetto. Dunque la coerenza secondo me è notevole: Degas aveva l’intenzione di rappresentare la realtà, di “catapultare” chi guarda in quella stanza, ci è riuscito molto bene. Inoltre dal quadro emerge il collegamento tra tutte le pose assunte dalle ballerine e la ricchezza di rapporti e personalità nel contesto educativo: questo era un altro probabile messaggio del pittore, ed il nesso è immediato. Infine,l’intento di Degas era non solo quello di restituire una sensazione di varietà e diversità, ma anche di ricordare ed evocare a ciascun osservatore i momenti ed i percorsi di formazione a lui cari, ricchi di emozioni e fasi diverse. Le varie mosse di ogni ballerina rappresentano per me non solo i vari momenti all’interno del mio percorso di danza, ma quelli che caratterizzano qualsiasi percorso educativo-formativo. Da questa percezione dell’opera si intuisce la situazionalità: il collegamento con il contesto scolastico. Nasce quindi una riflessione: l’insegnante deve valorizzare la ricchezza e diversità di ogni allievo, tenendo conto che in ogni classe ci sono un insieme di emozioni, di personalità, di caratteri diversi. Ne deriva la ripercussione sulla didattica ed un quesito fondamentale: una didattica passiva e unidirezionale o una didattica più stimolante e che rende attivo il bambino, quindi multimediale? In questo senso il pittore ci dà una risposta ed un consiglio: bisogna valorizzare il soggetto con una didattica che coinvolga differenti “pose” e linguaggi, come quella proposta dalla danza. Quest’opera è stata dipinta da Degas quando frequentava l’ambiente dell’Opera di Parigi, egli era affascinato dalle ballerine, quindi di certoil dipinto ha delle connessioni forti con il suo vissuto personale.

  • Nella mia sala bianca ho inserito l’opera di Edgar Degas ” Classe di danza”.
    Questa opera è stata realizzata nel 1872.
    Il movimento artistico a cui era particolramente legato questo artista è l’Impressionismo.
    E’ una delle prime opere di questo artista che presenta il tema delle ballerine.
    Vi è molta coesione all’interno di questa opera.
    L’ equilibrio nella composizione è dato dalla delicatezza delle immagini e soprattutto dai colori utilizzati dal pittore che danno vita a particolari “giochi “di luce.
    I soggetti rappresentati sono disposti in modo ordinato e creano una determinata armonia all’interno dell’opera.
    La lezione viene colta in uno dei momenti centrali e ci fa comprendere quella che era l’intenzione dell’artista di presentare un momento didattico, dove in questo caso le allieve apprendono attivamente e sono protagoniste dei loro apprendimenti.
    La figura dell’anziano violinista dà ancora di più significato a tutto ciò, che si differenzia moltissimo dalla lezione tradizionale.
    Si possono intravedere anche gli stati d’animo della ballerine, dalle loro espressioni, dai loro movimenti e dai loro comportamenti.
    La prospettiva da cui vediamo l’immagine è piuttosto particolare, da questo aspetto si potrebbero prendere spunti per lavorare con i bambini nella scuola.

  • Nella mia sala bianca ho deciso di inserire “Classe di danza”, un dipinto realizzato nel 1872 dal pittore francese Edgar Degas, il quale riporta una scena di vita quotidiana.
    Subito, all’occhio, appaiono numerosi particolari, una complessità di elementi che è propria della stessa realtà. Se non fosse infatti per il fatto che si nota la tecnica pittorica di Degas, contorni, forme e colori sfumati tipici dell’Impressionismo (corrente pittorica in cui l’artista si inserisce appieno), sembrerebbe proprio che quest’opera sia una fotografia.
    A prima vista l’osservatore “fotografa” percettivamente in generale tutti gli elementi che vede. Solo successivamente coglie i dettagli e scattano quei processi di differenziazione che permettono di notare tutti i particolari di questa scena di vita. Allora, scansionando l’intera opera, si vedrà il gruppetto di ballerine intente a chiacchierare tra loro, il maestro che suona il violino, le ragazze alla sbarra, la ballerina al centro pronta per iniziare il balletto, lo sconforto di una giovane con la testa appoggiata al muro…
    In questo modo Degas riesce pienamente a trasmettere ciò che dipinge: una lezione quotidiana di danza in cui sono riportati tutti i dettagli reali.
    In classe quest’opera può dare il via a una riflessione sui diversi comportamenti di ogni ballerina, i quali possono esser fatti corrispondere successivamente al particolare atteggiamento di ciascun alunno in un dato momento della lezione. A questo punto sarebbe interessante far disegnare agli stessi scolari un momento di quotidianità a scuola, e insieme a loro continuare questo processo di metariflessione sul come ci si può sentire a scuola nel rispetto delle emozioni e degli stati d’animo di ciascuno.

  • Un’opera che ispira morbidezza e grazia. Il taglio prospettico inusuale, come è tipico di Degas, consente all’artista di dipingere una scena ampia e l’utilizzo di colori chiari stesi con le pennellate impressioniste restituiscono perfettamente all’occhio le vibrazioni luminose degli abiti delle ballerine, così come del pavimento lucido e del riflesso degli specchi. Questi ultimi, ampliando i confini della stanza, contribuiscono a dare un più ampio respiro alla rappresentazione. Le linee sono morbide, la composizione nel complesso risulta armonica ed equilibrata e si addice perfettamente alle caratteristiche dello stesso soggetto dipinto, una classe di ballerine, la quale non può che esprimere delicatezza ed eleganza. Degas coglie a caso uno dei tanti momenti della lezione e ciò fa sì che la scena risulti assolutamente spontanea e che il fruitore possa concentrarsi sulle singole ballerine raffigurate nelle pose più naturali. Mentre il maestro suona il violino e la ballerina al centro del quadro è concentrata sui passi di danza, è possibile osservare una molteplicità di atteggiamenti differenti assunti dalle diverse allieve: alcune sono intente ad osservare la loro compagna che danza al centro della sala, altre si perdono in un chiacchierare sommesso senza prestare attenzione al resto, mentre è interessante notare la ragazzina sullo sfondo a destra che, scoraggiata, si appoggi al muro con lo sguardo rivolto al pavimento, probabilmente stanca di provare e riprovare un movimento che non le riesce. Sarebbe illuminante, in un’ottica educativa paragonare la lezione di danza di Degas ad una svolta in un’aula scolastica in cui la stessa organizzazione spaziale estremamente più rigida non permette agli alunni della classe una grande espressione corporea. La classe di ballerine di Degas è invece più libera e si inserisce in una dimensione più laboratoriale, che permette alle singole allieve di muoversi liberamente, di scegliere il proprio posto all’interno della stanza e di esprimersi più liberamente e ciascuna secondo i propri interessi e ritmi personali. Sebbene questa sostanziale differenza, nel paragonare i diversi tipi di classe si colgono numerose somiglianze: infatti mentre l’insegnante è concentrato nello svolgere diligentemente il suo compito, alcune ballerine sono attente alla compagna che si esercita, altre preferiscono parlare tra loro e un’ultima risulta demoralizzata, e il maestro non sembra accorgersi di tutto questo. Quest’opera può infatti offrire uno stimolo per riflettere sul ruolo dell’insegnante che, ancor prima di concentrarsi sul suo ruolo, dovrebbe prestare attenzione ai suoi alunni e all’attirare su di sé il loro interesse.

  • Ho scelto di inserire nella mia Sala Bianca l’ opera “Classe di danza” di Edgar Degas (1872).
    Si tratta di uno dei primi dipinti dell’ artista appartenenti alla serie delle ballerine. Il mondo del teatro è infatti uno dei temi più cari a Degas: dagli inizi degli anni 70 molte delle sue opere raffigurano scene di orchestre e di danza. Inoltre il tema delle ballerine risultava a lui congeniale in quanto era un assiduo frequentatore di opere e spettacoli teatrali.
    In “Classe di danza” viene raffigurata al centro una ballerina intenta a provare dei passi di danza sotto l’ occhio vigile del maestro. Nella sala poi vi sono anche le altre ballerine, i cui gesti sono indagati da Degas con grande precisione. Quella sulla destra che apparentemente scoraggiata, appoggia la testa alla parete. Due chiacchierano tra loro mentre provano alcuni esercizi alla sbarra. Sulla sinistra, dietro al pianoforte, alcune ballerine vengono ritratte mentre osservano la compagna danzare, forse aspettando il loro turno di prova. Degas crea quindi un’ atmosfera rilassata, informale, come in ogni classe scolastica sul finire della lezione.
    La stanza sembra aprirsi a “forbice” verso l’ osservatore. Lo spazio è reso più ampio, a mio parere, dal fatto che vengono rappresentati degli specchi e vetri riflettenti nella parete, in cui si riflettono le immagini delle ballerine. Ciò amplia lo spazio raffigurato, come a sinistra dove le figure sembrano uscir fuori dall’ inquadratura.
    Osservando il dipinto si può cogliere l’ atmosfera vivace, movimentata della lezione.
    Tre invece sono gli elementi fissi che hanno una funzione di equilibrio: l’ innaffiatoio, il pianoforte e la fessura luminosa della porta. Tutti questi sono neri, come la cornice dello specchio e servono a rafforzare la giovane leggerezza delle ballerine. Leggerezza conferita dai loro candidi tutù bianchi che risaltano tra i gialli oro del parquet e delle pareti.
    Tutta l’ opera conferisce una sensazione di forte realismo: Degas infatti, nonostante partecipasse a molte delle mostre impressioniste, persiste nel definirsi un “realista”, piuttosto che un “impressionista”.
    Il suo intento era quello di “fotografare” la lezione e di trasmetterne all’ osservatore il clima vivace.
    Dall’ opera si coglie il collegamento con la classe scolastica. Non si tratta della classica lezione formale dove gli alunni sono seduti ai loro banchi con le braccia conserte intenti ad ascoltare la lezione impartita dall’ insegnante. Una lezione dove le conoscenze, i contenuti sono trasmessi unicamente dall’ insegnante e assimilati passivamente dai bambini. Si tratta piuttosto di un contesto scolastico e di vita in cui gli alunni mostrano il loro modo di essere e il loro personale modo di apprendere che deve essere valorizzato. Vengono quindi messi in luce, attraverso il dipinto, i diversi modi con cui i bambini all’ interno di una classe affrontano i problemi: c’ è chi si scoraggia e c’ è chi si mette alla prova per superare le difficoltà.

  • Edgar Degas (1834-1917) studia presso la Scuola delle Belle Arti per circa sei mesi, poi la abbandona per intraprendere lunghi soggiorni in Italia frequentandone i musei e acquisendo così un enorme consapevolezza pittorica e dei propri mezzi ai quali però per contrasto si affiancano anche i limiti.
    Questa sua insoddisfazione della propria arte lo porterà ad affiancarsi dapprima allo studio dei grandi artisti del Rinascimento poi agli artisti classici e del romanticismo.
    Degas sostiene che sia preferibile rappresentare la realtà “che non si vede più,se non nella memoria” in modo tale da non riprodurre ciò che si vede nell’immediato ma ciò che è rimasto impresso nella mente, ciò che ci ha colpito: pertanto la tecnica di Degas non è legata alla rappresentazione della realtà derivante dall’immediata sensazione visiva, ma il frutto di complessi studi, riflessioni e accomodamenti.
    Le ballerine, come soggetti delle sue opere, derivano dalla grande passione di Degas per le opere, balletti e spettacoli teatrali.
    Le bambine sono rappresentate in un momento di lezione, in cui alcune tra loro sono intente a ripassare i passi di danza, altre ascoltano diligentemente il violinista ed osservano le compagne e altre sembrano chiacchierare tra di loro.
    Più di tutte alta all’occhio la ballerina che è rivolta verso il muro, quasi come fosse in castigo o affranta per qualcosa.
    La ricchezza di dettagli conferisce un’impronta quasi fotografica all’opera: il riflesso nello specchio, il cappello con gli spartiti del violinista e la custodia del violino sul parquet,la meticolosità con cui sono rappresentati i piedi della ballerine.
    Tutto conferisce movimento all’opera e regala una rappresentazione più che reale di una classica lezione di danza.

  • “Classe di danza”, Edgar Degas
    In questo dipinto è rappresentata una lezione di danza classica, la scena è vista da un angolo della stanza, la quale ci appare molto ampia grazie alla visuale prospettica dall’alto. Il colore protagonista del quadro è il bianco degli abiti delle ballerine, che si ripete e si fortifica nelle immagini riflesse dagli specchi e che è in forte contrasto con i colori scuri della porta, del pianoforte, dell’abito del maestro e della custodia del violino appoggiata a terra. In generale i colori non sono perfettamente definiti: i tulle degli abiti bianchi sono leggermente sfumati e sullo sfondo le figure si confondono appena. Le posizioni e gli attegiamenti dei personaggi sono legati a un momento di spontaneità della lezione, in cui ognuno è mosso da un’intenzione particolare. Non c’è quindi un movimento comune o un atteggiamento collettivo: alcune allieve “parlottano” in un angolo, un’altra appoggia la testa al muro, presa da sconforto, un’altra ancora sembra sistemarsi la scarpa, il maestro osserva seduto, senza richiamare su di sè l’attenzione. E’ proprio questo l’elemento che mi colpisce maggiormente:l’attaccamento al reale. L’artista lascia spazio alla naturalità del momento, quasi scattando una fotografia di quell’istante preciso, che ad alcuni può anche apparire come imperfetto, ma credo che sia proprio questo il suo bello.

  • Ho scelto di inserire nella mia sala bianca “Classe di Danza” di Edgar Degas realizzato nel 1872.
    L’autore è uno dei maggiori esponenti dell’Impressionismo, corrente artistica basata sulla soggettività e sulle emozioni dell’artista che rappresenta la realtà mediante tocchi di colore e luce.
    In questo dipinto viene raffigurato un momento di una lezione di danza, e l’autore riesce a cogliere il movimento ma soprattutto lo stato d’animo di ogni ballerina.
    Sulla destra è evidente una ballerina sconfortata con la testa appoggiata al muro; spostandosi verso il centro si nota invece un’altra ballerina intenta ad eseguire alcuni passi.
    Sullo sfondo a destra alcune danzatrici si riscaldano alla sbarra e sulla sinistra invece vi sono un guppo di ballerine intente a chiaccherare e a sistemarsi.
    Il maestro è concentrato a suonare il violino ma allo stesso tempo è attento a tutto ciò che accade nella stanza.
    I colori del quadro sono toni neutri, tutt’altro che tinte forti, e la luce naturale sembra provenire da una finestra presente nella stanza. Il clima è quello quieto e tranquillo di una lezione di danza.
    Osservando il dipinto si ha subito un’impressione di dinamismo e fluidità, data dal movimento delle ballerine nella stanza.
    Si nota come nella composizione, guardando da sinistra verso destra, diminuisca il numero di personaggi, c’è come un calando: il gruppo di sinistra è infatti più numeroso, composto da sei persone, quello centrale da tre fino ad arrivare alla ballerina solitaria più lontana sulla destra.
    Riguardo al tema della danza, ci si può certamente collegare ad un altro impressionista, Pierre-Auguste Renoir, il quale ha eseguito vari dipinti sul tema del ballo e della danza, in particolare “Ballerina” del 1874.
    Sarebbe interessante presentare questo quadro a una classe di bambini di una scuola primaria per portare la loro attenzione sull’importanza dello sport e della disciplina, del benessere che apporta, e fare un’attività di gruppo su quali attività fisiche gli alunni preferiscono o praticano.

  • La maggior parte delle opere di Degas possono essere attribuite al grande movimento dell’Impressionismo, nato in Francia verso la fine del diciannovesimo secolo. Gli impressionisti riuscirono a rivoluzionare la pittura, accorgendosi che l’occhio umano non riceve dalla realtà un’immagine dettagliata, ma un insieme di colori che poi la mente rielabora in forme distinte. Così la prima impressione visiva divenne fondamento e scopo dell’impressionismo.
    Anche se Degas fece parte ufficialmente degli impressionisti, non era però a loro unito per i tratti distintivi della pittura: non trovava un giusto posto nel movimento che asseriva la libertà di dipingere. Ai dipinti all’aperto egli preferiva «ciò che non si vede più nella memoria».
    Degas è un pittore che non ama i paesaggi nè, di conseguenza la loro rappresentazione. Le sue ambientazioni fanno sempre riferimento ai caratteristici interni parigini.
    Sin dagli inizi degli anni settanta del XIX secolo, le ballerine raffigurate alla sbarra, alle prove o a riposo diventano il soggetto preferito di Degas, ripreso con una quantità incredibile di varianti nei gesti e nelle posture, in molte sue tele.
    “Classe di danza” è uno dei primi dei grandi dipinti appartenente alla serie delle ballerine. Realizzato nel 1872, in esso l’artista rappresenta il momento in cui una ballerina sta provando dei passi di danza seguita dall’occhio del maestro, mentre le altre ragazze attendono il loro turno. Le altre ragazze osservano attentamente aspettando il loro turno, oppure si rilassano, chiacchierano tra di loro, ect.
    Degas ha osservato con attenzione i gesti più spontanei, naturali e abituali delle prove di danza, ma anche dei momenti di pausa in cui la concentrazione si allenta ed il corpo si rilassa, dopo lo sforzo di una estenuante lezione condotta con ferrea disciplina.
    Degas utilizza colori tenui delicati: la luce è pallida, molto diseguale e illumina dolcemente l’ambiente, le vesti chiare, la pelle bianchissima delle allieve… Si nota la grande sicurezza con la quale Degas stende il colore fino quasi a renderlo translucido (osservare per esempio l’efficacia nel rappresentare la sottigliezza e leggerezza dei vestiti di ballo), sfumando i contorni e le forme.
    Quest’opera dà numerosi spunti per accostare i bambini all’arte; l’insegnante infatti, potrebbe suggerire attività didattiche-artistiche come per esempio riproporre il quadro (o anche altre opere d’arte) facendo diventare alcuni bambini i soggetti e altri gli artisti che osservano e dipingono.

  • La Classe di danza è un dipinto realizzato nel 1872 dal pittore francese Edgar Degas. Egli ritrae scene di elegante ed estatica bellezza e ci regale immagini delicate che prendono le distanze da meri giochi di luce ed evanescenze tipiche del periodo, e sono ancorate al reale. La scena dell’interno, qui rappresentato, risulta molto ampia grazie alla visuale prospettica dall’alto, fortemente accentuata dalla via di fuga offerta dal parquet che, con la sua diagonale, inquadra perfettamente l’opera. Degas si sofferma particolarmente sugli aspetti coloristici legati alla luce, nel definire le particolarità degli abiti, nel descrivere il movimento delle ragazze danzanti e nel cogliere un attimo importante della lezione stessa.
    Classe di danza è tra le prime opere del pittore a mostrare il tema delle ballerine; il dipinto ne rappresenta un gruppo colto in uno dei tanti momenti della lezione impartita da un anziano maestro che suona il violino. In tale lezione emerge una pluralità di movimenti e di comportamenti esibiti da ciascuna allieva che per un osservatore interessato all’educazione rappresenta un esempio della ricchezza dei rapporti costruiti in un contesto di classe-laboratorio differente da una classe scolastica tradizionale. Il quadro propone espressioni naturali e spontanee, come il parlare fitto delle ragazze sulla sinistra o, ancor più marcato, lo sconforto della ragazza con la testa appoggiata al muro sulla destra.

    Le sue differenze con gli altri impressionisti sono legate soprattutto alla costruzione disegnata e prospettica dei suoi quadri. Le forme non si dissolvono e non si confondono con la luce. Sono invece rese plastiche con la luce tonale e non con il chiaroscuro, e in questo segue la tecnica impressionista. Ciò che contraddistingue i suoi quadri sono sempre dei tagli prospettici di tipo fotografico. L’attimo fuggente della pittura impressionista ha analogie evidenti con la fotografia. Anche la fotografia coglie un’immagine della realtà in una frazione di secondo. Analogamente, gli impressionisti prendono la velocità della sensazione e i particolari tagli di inquadratura, che danno alle loro immagini particolare sapore di modernità.
    Linee, forme, colori, danno nel loro insieme, equilibrio alla composizione, nonostante la zona in basso a destra risulti “più vuota” rispetto al resto del quadro.

    Esiste coerenza tra elementi e significato: Degas ha osservato con attenzione i gesti più spontanei, naturali e abituali dei momenti di pausa in cui la concentrazione si allenta ed il corpo si rilassa, dopo lo sforzo di una estenuante lezione condotta con ferrea disciplina.
    Tra i suoi soggetti preferiti ci sono le ballerine, (che costituiscono un tema del tutto personale), e le scene di teatro. Anche in questo, Degas coincide con l’impressionismo: la scelta poetica di dar immagine alla vita urbana, con i suoi riti e i suoi miti, a volte borghesi, a volte bohemiène.

    Partendo dall’osservazione e analisi del quadro di Degas, potrebbe essere proposti percorsi nella scuola dell’infanzia sul corpo e movimento invitando i bambini a riprodurre in prima persona i movimenti dei personaggi rappresentati in alcuni quadri di Degas oppure sperimentandoli attraverso la realizzazione di manichini in fil di ferro.

    Personalmente ritengo l’opera interessante in quanto inserita nella sezione “Lezioni nell’arte”. L’insegnante rappresentato osserva le allieve anche in quello che sembra essere un momento di pausa della lezione, durante il quale emergono le emozioni di ciascuna ballerina, le relazioni tra esse. Penso possa fornire uno spunto di riflessione a noi insegnanti sull’importanza dell’osservazione come strumento per comprendere meglio i propri alunni.
    Le opere di Degas sul tema delle ballerine inoltre, mostrano anche, a mio parere, la dicotomia tra “apparire” (scene di ballerine sul palcoscenico “in posa” come per esempio ne “La prima ballerina sulla scena”) ed “essere” (scene di ballerine dietro le quinte o durante le pause nelle lezioni di ballo in espressioni ed atteggiamenti più naturali e spontanei come in “Ballerine”).

  • Classe di danza, Degas
    -Degas ci spiega una lezione di danza del finale del S.XIX composta delle alunne e il professore,
    seduto suonando un violini.
    -Secondo l’approfondimento i colori de l’opera sono tipici dell’epoca nella quale è composta. Rispetto alle righe posso dire che mostrano movimento e attività.
    -Tutto questo fa che i colori e le linee dell’opera siano coerente con la scena che si vede.
    – Secondo me, l’autore ha fatto un buon lavoro e a rappresentato bene una lezione di danza.

  • Classe di danza, Degas
    Per quanto riguarda la coesione dell’opera, credo che la composizione abbia un suo equilibrio, grazie ai colori e alla prospettiva utilizzata dall’artista anche se, allo stesso tempo, questo equilibro contrasta minimamente con le eleganti ballerine sparse nell’aula, prese a svolgere gli esercizi in una pluralità di movimenti o a parlare vicino al maestro. Degas rappresenta realisticamente questa scena comune di una lezione di danza, infatti, è ricca di particolari, attenti dettagli da parte dell’autore che permettono all’osservatore di entrare nel quadro e di assistere a una vera e propria lezione di danza classica. Il taglio che dà all’opera è di tipo fotografico, nessuno è in posa per lui, ognuno svolge il proprio “lavoro” senza sentirsi osservato; ciò si può notare dalle espressioni spontanee e naturali delle ballerine. Dell’aula si può vedere solo uno scorcio, come se l’autore volesse richiamare la nostra attenzione solo su questa scena: una scena che può rappresentare il percorso di ognuno di noi, nel quale ci sono momenti di sconforto, come quello che prova la ragazza con la testa appoggiata al muro sulla destra, di grande impegno, di divertimento; un percorso a più livelli, nel quale bisogna “allenarsi” per raggiungere le tappe successive, proprio come il percorso scolastico.

  • Classe di Danza
    Autore: Edgar Degas
    Degas appartiene alla corrente impressionista ma conserva dei suoi tratti caratteristici non accomunabili all’ impressionismo , è stato uno dei primi a rappresentare il dietro le quinte della danza, dedicando a questa numerose tele. L’ immagine si apre su una sala dove le ballerine sono immortalate durante le prove , nel dipinto è rappresentato un maestro che mentre suona il violino impartisce la sua lezione , ogni allieva è ritratta in una posa differente, sono da notare i tocchi precisi del pittore e l’illuminazione diffusa.
    Nel dipinto è evidente il contrasto tra gli abiti candidi delle ballerine e l’abito nero del maestro ,che si confonde con il pianoforte, si evidenzia successivamente anche il contrasto tra la custodia nera del violino e il pavimento color ocra su cui è poggiato .L’occhio di chi guarda focalizza la figura centrale della ballerina in primo piano, si sofferma in direzione della ragazza appoggiata alla parete, per poi muoversi verso lo specchio e ciò che accade dietro , solo alla fine si posa sul maestro.
    Per una possibile attività didattica si potrebbero paragonare le ballerine di Degas a quelle ritratte da altri artisti, discutere sulle varie reazioni che una lezione può scatenare: noia, interesse, …in relazione all’ atteggiamento delle ballerine ritratte nel dipinto.

  • Classe di Danza, Degas (opera inserita nella mia sala)

    La corrente dell’impressionismo interessa in particolare la Francia tra il 1860 e il 1880, si sviluppa in seguito alla trasformazione urbanistica della città di Parigi.
    Il gruppo impressionista nasce spontaneamente e nient’altro è che un gruppo di amici che hanno in comune un’unica passione, l’arte.
    Le loro tecniche si basavano sullo studio della luce e del colore, usando solo colori puri accostati a contrasto per dare loro più luminosità. Inoltre, le loro pennellate erano rapide e dirette, senza ricorrere ad un disegno preparatorio, cercavano di cogliere l’impressione momentanea e sfuggente.
    Il pittore francese Degas viene considerato una figura di primo piano del movimento impressionista, Degas si distingue dagli altri protagonisti mantenendo una posizione distinta, a parte, lontana dai problemi del gruppo impressionista: il plein-air; egli infatti rimane uno che afferma “l’aria che si respira in un quadro non è la stessa che si respira fuori” e la natura di Degas non è mai quella immediatamente derivante dalla sensazione visiva, ma il frutto complesso di studi, riflessioni e revisioni in momenti successivi.
    Nella sua opera “Classe di danza” osserviamo un gruppo di ragazze partecipanti a un corso di ballo disposte intorno ad un vecchio maestro, probabilmente alla fine degli esercizi, o durante una pausa, dal momento che nessuna sembra prestare molta attenzione all’insegnante: ognuna tiene una posizione diversa, nel disordine tipico che segue la conclusione di una lezione.
    Degas sceglie un angolo decentrato per inquadrare la scena e il forte scorcio è accentuato, oltre che dalla disposizione delle giovani, anche dalle linee oblique delle tavole del parquet e dalla superficie delle pareti.
    Degas utilizza colori tenui delicati: la luce è pallida, molto diseguale e illumina dolcemente l’ambiente, le vesti chiare, la pelle bianchissima delle allieve.
    Il tema delle ballerine è molto caro a Degas e rappresenta l’esigenza di fissare l’istantaneo, l’effimero, di cercare di cogliere il gesto al culmine della sua tensione insieme dinamica ed espressiva.

  • Ho scelto questo lavoro, prima di tutto chiarezza imaen e la cura che l’autore ha posto in ciascuno dei dettagli, lo specchio, i ballerini, il maestro con il violino, ballerine, … e in secondo luogo, dalla mia ignoranza di questo autore che mi ha portato a ricercare la sua vita e capire perché ha fatto quel lavoro.
    Per quanto riguarda l’insegnamento di disegno ed evidenziare nel mio punto di vista, i seguenti dati:

    Il dettaglio dello specchio nella foto è ciò che più mi colpisce come l’autore mostra come il maestro si deve prendere in considerazione, come vedono i loro studenti che insegnano ai loro studenti.

    D’altra parte, è visto come l’attenzione campione master personalizzato per ogni studente.

    Infine, va rilevato che sia arte e danza all’interno della scuola non sono molto introdotte perché sarebbe interessante che attraverso altri metodi acercarselos studenti.

  • Egar Degas con questa pittura realistica ci mostra un ambiente pulito, un tipo arte perfezionista. L’autore usa una tecnica pittorica molto elaborata che rende tutto questo quasi reale.
    L’opera rappresenta un particolare tipo di insegnamento e di apprendimento, in questo caso attraverso la danza. Tuttavia, tutto cio’ viene rappresentato rompendo con il tradizionale insegnamento. L’insegnante non è un semplice trasmettitore di conoscenze, ma dà la libertà ai suoi studenti, permette improvvisazione e dinamismo.

  • Edgar Degas con le sue ballerine ha ispirato e fatto sognare molte persone.
    Appena vista l’opera mi sono tornati in mente i pomeriggi in sala, la fatica l’impegno ma anche le amicizie che si sono create, la condivisione, questo mi fa riflettere su quanto in uno sport sia educativo e su quanti possano essere i contesti educativi che si presentano davanti al bambino e di come possa esser diversamente affrontato da ognuno.

  • Ho sempre pensato che i ballerini, per la loro dedizione e determinazione, fossero un emblema del concetto di impegno e costanza, componenti necessarie in educazione. Inoltre, è lecito notare, come al giorno d’oggi la danza, come gli sport più in generale, siano sicuramente tra i pochi ambiti in cui permane un forte senso della disciplina, auspicabile almeno in minima parte per qualunque situazione che si prefigga di instaurare una dinamica di insegnamento-apprendimento. La classe mostrata è sicuramente di tipo eterogeneo e proprio per questo offre un grande esempio di realismo: vi sono le “perfezioniste”, che non perdono un attimo per continuare ad esercitarsi, le “popolari”, che intrattengono con tutte le ragazze del corso ampi rapporti sociali, e le “isolate”, in particolare una ragazza presa dallo sconforto con la testa appoggiata al muro. Infine vorrei sottolineare come la situazione presentata nel quadro ci restituisca una perfetta immagine multisensoriale dell’educazione vista in un contesto di tipo laboratoriale: vi è la musica del violino dell’insegnante, gli abiti di un bianco candore quasi accecante e i movimenti sinuosi delle ballerine.

  • Classe di Danza, analisi formale

    Gli elementi che costituiscono il dipinto creano una composizione equilibrata: le ballerine sono rappresentate su diversi piani prospettici ed occupano quasi interamente la sala che le ospita. Le porte si trovano alle due estremità della rappresentazione offertaci da Degas e gli specchi sono situati al centro dell’opera in secondo e terzo piano rispetto alla ballerina intenta nella prova del balletto.
    C’è perfetta coerenza tra ciò che viene raffigurato ed il significato dell’opera: il dipinto, quasi come una foto scattata durante una lezione di danza, mostra uno spaccato della quotidianità di uno dei maggiori diletti di quel tempo dell’artista. Non è semplice rappresentazione ma riproduzione del reale in tutte le sue sfaccettature: non vengono dipinte infatti solo ballerine danzanti, ma anche quelle che riposano, si riscaldano o vivono un momento di sconforto per le difficoltà intrinseche della danza classica. Si scorge l’intento dell’artista di rendere i movimenti e le espressioni giusti, i volumi equilibrati, i colori e la luce intensi.
    La danza come anche i caffè-concerto, l’opera e la vita quotidiana erano temi molto cari all’artista che contraddistinguevano la sua pittura di genere un po’ lontana dalla corrente cui ufficialmente apparteneva, ovvero quella degli impressionisti. I suoi intenti non erano quelli di eseguire dipinti all’aperto ma quelli di ritrarre gli ambienti che lo affascinavano di più e di cui diventava un assiduo frequentatore tanto da divenire per lui familiari, oggetti di schizzi, di studi, di dipinti che ricreassero la situazione come se fosse stata “osservata dal buco della serratura”.
    Tutti i dipinti di Degas ritraenti “momenti di danza” mi hanno da sempre colpita perché rievocano sensazioni e ricordi del periodo in cui ballavo: le prove, la musica, il maestro, la stanchezza, il gruppo, la sala da ballo…. Penso, così, alle differenze tra questo tipo di scuola e quella dell’obbligo e fatico a trovarle: la disciplina, le conoscenze, le teorie, la pratica, gli obiettivi, i maestri, i compagni, le relazioni, l’aula, le regole dello stare insieme, il lavoro di gruppo nel quale il successo individuale dipende sempre dal successo dell’insieme dei suoi membri, l’impegno…
    Riflettendoci, non sono due mondi così distanti….o almeno non lo sono teoricamente….

  • Classe di danza, Degas.
    Dopo le prime lezioni del corso, non possiedo ancora sufficienti criteri per leggere un’opera d’arte con competenza.
    Grazie alle lezioni ho capito che un’opera d’arte, prima di tutto, attira l’osservatore perchè suscita sia la sua parte emotiva sia quella cognitiva.
    Ho scelto questo quadro non per mie conoscenze in merito all’artista, alla tecnica o al contesto storico in cui è stato dipinto, ma perchè mi ha fatto riaffiorare piacevoli ricordi.
    La prima volta che ho visto dal vivo opere di Degas è stato nella mia città, Ferrara, al Palazzo dei Diamanti, più di dieci anni fa. Ero abituata a vedere immagini sacre, primi piani di personaggi importanti o scene di eventi storici. Mi ha affascinato come l’artista avesse scelto di raffigurare giovani ragazze anonime, situazione più vicina alla mia.
    Dopo anni ho ri-incontrato l’artista a Parigi, al Musèè d’Orsay, attraverso quadri simili a questo.
    Questo quadro raffigura per me il connubio tra danza (rappresentato dalle ballerine) e musica (rappresentato dal signore con il violino).
    Posso dire che questo dipinto mi piace, secondo canoni prettamente soggettivi: mi piace rivivere attraverso le immagini scene che ricordano la mia vita: anche io ho passato tante ore a provare con miei amici scene di ballo prima di spettacoli e ho faticato con il violino sulla spalla e una custodia aperta sul pavimento. Se chiudo gli occhi sento il vociferare delle ragazze che aspettano di provare i loro passi mentre si sistemano il vestito.
    Sono consapevole che serve molta conoscenza per leggere un quadro, ma prima di tutto è importante – e noi futuri insegnanti non lo dobbiamo dimenticare – che un’opera d’arte seduca l’osservatore, noi come il bambino.
    Dopo sarà possibile leggerla secondo schemi più precisi e decodificati.

  • Questo quadro mi piace molto perchè mi trasmette un senso di armonia e delicatezza. Non l’ho scelto perchè mi ricorda qualche evento particolare della mia vita ma perchè mi hanno colpito molto la pluralità degli comportamenti delle ballerine. Questa moltitudine di atteggiamenti e movimenti, mi ricorda un pò quello che succede a scuola: questo quadro infatti è un esempio della ricchezza dei rapporti costruiti in un contesto di classe-laboratorio differente da una classe scolastica tradizionale.

Inserisci un commento