Donna che legge, Picasso

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Titolo: Donna che legge (Marie-Thérèse)

Autore: Pablo Picasso

Anno: 1932

Tecnica di realizzazione: Olio su tela

Provenienza: Pasadena, Norton Simon Foundation

Collegamenti:

Museo Picasso Malaga

Museo Picasso Barcellona

Museo Picasso Parigi

Picasso Administration

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Approfondimento

I dipinti di Picasso della metà degli anni Trenta hanno lo spirito ambivalente e poliedrico che contrassegna tutte le fasi della sua arte dopo il Periodo Rosa. Infatti in questi anni nell’universo picassiano prendono vita tauromachie e corse di tori, di volta in volta affrontate in stile e tecnica differenti, accanto a scene di vita intima e privata, come ragazze sole davanti allo specchio, o ragazze che scrivono e leggono come in questo Donna che legge del gennaio 1935.
Questa tela, che riprende i temi cari all’iconografia tradizionale, trae ispirazione da quadri con analogo soggetto di Matisse, visti in occasione della sua retrospettiva del 1931 presso le Galeries Georges Petit a Parigi. Decisamente matissiani sono quei fiori sparsi nel vestito della donna.
Nel quadro la donna è in una pausa di riflessione. La mano è rilassata, il libro è aperto ma non su una pagina particolare, lo sguardo è rivolto all’interno di sé. La mano che regge il libro sembra il libro stesso; la donna non legge più: è già altrove, la lettura è diventata esperienza.

Tag (parole chiave)
libro – donna – cubismo – geometrie

Mostre
Picasso 1917-1937. L’Arlecchino dell’arte, Complesso Vittoriano Roma, ottobre 2008-febbraio 2009

Pablo Picasso. Retrospettiva, Kunsthaus Zürich, Zurigo ottobre 2010-gennaio 2011

Bibliografia
Bonito Oliva A., Conoscere Picasso. Opere, documenti, Electa, Napoli, 1998

Dalì S., Lettere a Picasso, Archinto, Milano, 2006

De Carpi L. G., Trueba J. A. (a cura di), Dalì, Mirò, Picasso e il surrealismo spagnolo, Skira, Milano, 1995. Catalogo della mostra tenutasi a Verona, Palazzo Forti, luglio-ottobre 1995, curatore per l’Italia Cortenova G.

Fonte
Mantura B.,  Picasso. Da Guernica al Massacro in Corea,  Giunti, Firenze, 1999

27 Commenti to “Donna che legge, Picasso”

  • Nel dipinto Picasso propone alcuni dei tratti tipici del cubismo, utilizzando linee curve, geometriche che si ritrovano nell’intero quadro; gli stessi colori vivaci, dai toni forti e decisi richiamano lo stile pittorico tipico picassiano. Rilevante è il messaggio che l’artista trasmette: il momento della lettura, come pausa per la donna protagonista del quadro, attimo in cui evadere con la propria mente dalla realtà, ma anche importante occasione di riflessione. Si tratta di un’esperienza molto significativa, un’opportunità di apprendimento e di arricchimento interiore, per conoscere meglio se stessi e riflettere sulla propria vita. Ciò che si intende trasmettere non è, quindi, l’idea di lettura come pura “evasione” passiva dalla realtà, ma un entrare metaforicamente nel libro per poter, poi, tornare nella vita reale arricchiti di quegli insegnamenti che tale lettura ha suscitato nell’animo del lettore. Tale aspetto viene ben evidenziato dall’espressione del viso della donna dipinta: i suoi occhi non sono sul libro, intenti alla lettura, ma sono “catturati” dalle riflessioni che le pagine lette hanno suscitato in lei: è la mente che ora viaggia, pensa e rielabora gli insegnamenti che la lettura le ha trasmesso.

  • In questo dipinto si colgono i tratti caratteristici della pittura picassiana: le linee curve, geometriche, i colori forti che riprendono anche la pittura di Matisse.
    Nel dipinto è raffigurata una donna mentre legge, si coglie lo sguardo sfuggente della donna che non è più sulle pagine ma in un altrove in cui si perde.
    Il libro, la lettura sono intesi come momenti di fuga, di evasione dalla realtà per rifugiarsi in un altrove fantastico dove si ha la possibilità di riflettere sulla propria vita, sulla propria esperienza.
    Una lettura da cui si torna arricchiti per gli insegnamenti che il libro ha suscitato in noi, non è solo un momento di evasione dal reale ma anche una occasione di riflessione sulla propria vita, è un dialogo interiore, con la parte più profonda di noi stessi.

  • In ‘donna che legge’ Picasso, col suo tipico stile compositivo, cattura il momento intimo e privato della lettura restituendoci il processo che essa scaturisce all’interno della protagonista. Ho scelto di commentare questo quadro perché,a mio parere, trasmette molto soprattutto attraverso le linee e i colori utilizzati. Un particolare che mi attira sono le mani della donna, le quali si confondo con il libro fino a divenire esse stesse pagine. La lettura è un momento evasivo che ci apre un’altro mondo, che ci permette di far viaggiare il nostro cervello nel possibile e nell’immaginario. Questo è un messaggio molto importante da trasmettere soprattutto ai più piccoli affinché non vedano il leggere come un’attività noiosa, imposta o subita ma come una scelta per dedicarsi un po’ a se stessi e per aprire la mente.

  • “La lettura è il viaggio di chi non può prendere il treno” (De Croisset).
    ….e di sicuro questa donna sta viaggiando con la mente. I colori forti e accesi è come se perdessero forza di fronte al suo viso dolce dall’aria sognante. Il libro piccolo, mezzo aperto, quasi insignificante, perchè semi nascosto dalla mano e dalla veste, in realtà è forte, fondamentale, potente: cattura nel suo vortice la donna, la porta altrove e noi non solo la guardiamo, ma le vorremmo chiedere dove si trova in quell’istante per poterla raggiungere.

  • Leggendo l’approfondimento mi ha colpito la frase “La mano che regge il libro sembra il libro stesso; la donna non legge più: è già altrove, la lettura è diventata esperienza.”.
    Guardando l’immagine del quadro mi ero soffermata maggiormente, o quasi solamente, sull’espressione della donna e sul suo modo di appoggiare le dita della mano destra su guancia e tempia: mi ricordava me quando mi”perdo” tra pensieri o riflessioni, in questo caso magari nate/suscitate proprio dalla lettura di un libro o anche solo da una frase o una parola in particolare. Poi, allo stesso tempo mi son detta “Beh potrebbe anche non essere così! Magari questa donna potrebbe anche pensare a qualcosa di totalmente slegato dalla lettura fatta. Magari stava cercando di distogliere i suoi pensieri da qualcos’altro, e pur provando a leggere scopre che ciò non è possibile…. la lettura non basta, non “funziona”, forse anzi amplifica quel desiderio o quella preoccupazione che stava tentando di dimenticare o annullare, almeno per un pò. Ancora potrebbe anche essere che stava leggendo o stava per leggere e d’improvviso si ferma a guardare da tutt’altra parte…”.
    Invece poi, leggendo e riosservando la figura e tutto l’intero quadro, mi sono accorta di certi particolari in più: la mano che sembra un tutt’uno col libro, il suo continuo, potrebbero proprio indicare una fusione tra i due Soggetti: l’uno si è legato inscindibilmente con l’altro di modo che non c’è un soggetto ed un oggetto ma due soggetti distinti eppure, da quel momento, legati tra loro. Anche la posizione tenuta dalla donna sembra come accogliere il libro sul proprio grembo, in un certo modo inglobarlo teneramente con l’ “abbraccio” del proprio corpo.
    Certamente la mia è una lettura forse un pò “a sentimento” e mi rendo conto che davvero è importante saper guardare ed anche osservare le opere, le persone, i fatti che ci accadono: non solo da un proprio punto di vista-“punto di vista” in senso riduttivo, in un modo cioè che porti a notare e considerare solo certi aspetti o parti di un’intera “cosa” diversa dalla persona che la osserva più o meno attentamente- ma anche e sopratutto considerando l'”essere” di quella cosa che ho davanti che per prima mi interpella con la sua unicità e diversità rispetto a quello che io sono (credo, penso, desidero, ecc). Risulta quindi fondamentale osservare ed aiutare ad osservare ciò che si ha di fronte considerando l’unicità propria di entrambe “le parti”.

  • Lo sguardo della donna e la sua posizione ci fanno pensare a un momento di pausa e di riflessione dalla lettura, ma il suo volto rivolto all’orizzonte fa riflettere sulla capacità dei libri e della lettura di farci catapultare in un mondo immaginario, altro, sospeso dalla realtà. Un mondo dove le nostre speranze e sogni diventano animati e spesso si uniscono in un vortice ai destini dei protagonisti dei libri che leggiamo, creando un atmosfera di coinvolgimento molto personale e privata.
    Una dimensione nella quale ognuno di noi può sperimentarsi e, nello stesso tempo, sentirsi se stesso, dove si può rifugiare, ogni qual volta la realtà e la quotidianità sembrano non essere all’altezza dei proprio sogni.

  • In quest’opera la lettura viene vissuta come un momento di evasione dalla realtà quotidiana, come un momento di riflessione. Da questa scena emerge un sentimento d’intimità e tranquillità che in parte contrasta con i colori forti e vivaci utilizzati e con le figure contornate di nero. La luce soffusa, le linee rotonde contribuiscono a creare un’atmosfera di pace, un momento di riflessione personale; il quadro inoltre mi suscita la curiosità di sapere i contenuti del libro.

  • L’aspetto che più mi colpisce di questo dipinto è l’uso dei colori: sono molto accesi e intensi, soprattutto il blu e il rosso. Mi piace molto anche il libro aperto, senza un segno in un punto preciso. Lo sguardo della donna è rivolto altrove, forse perchè perso in una riflessione suscitata dal libro stesso o forse (perchè no?) potrebbe essere semplicemente distratta o stanca, o addirittura annoiata. Di certo, la lettura in questo quadro è associata a un contesto di tranquillità e di intimità. Osservandolo, direi quasi con certezza che la donna si trova sola nella stanza, non penserei mai ad altri con lei. Questo perchè è visibilmente tranquilla e colta in un momento molto personale.

  • Nel dipinto “Donna che legge” ,appartenente al periodo del “cubismo sintetico”, Picasso gioca sugli incastri e i contrasti di forme e fa abbondante uso dei tre colori primari, giallo, rosso, blu. Ho scelto questo dipinto per la connotazione intima e profonda che l’artista associa al momento della lettura. Quel che mi colpisce maggiormente tra linee curve, geometriche e colori vivaci e decisi è lo sguardo della donna, uno sguardo fisso nel vuoto, la donna sembra così essere completamente immersa e catturata dal contenuto del libro; a dimostrazione del fatto che i libri hanno la capacità di attrarre completamente la nostra mente e i nostri sentimenti, quasi nel sentirsi un’ unica cosa con essi. Questa unione tra libro e persona emerge anche dalla fusione che avviene tra la mano della donna e le pagine del libro che si confondono e si compenetrano.

  • Questo quadro è una bellisima opera di un splendido pittore spagnolo chiamato Pablo Picasso. Penso che la lettura in questo dipingo rappresenta un momento di riflessione e intimità, dove la donna, mentre legge, può rifugiare dei problemi dalla vita reale, immergersi nel mondo delle illusioni, dei sogni, ecc. In sintesi, nel meraviglioso e fantastico mondo della lettura.

  • Quest’opera mi trasmette il piacere per la lettura. Una donna assorta nei propri pensieri con un libro aperto in mano.Lo sguardo è lontano…Leggere infatti ci porta a riflettere sulla nostra vita, sulle nostre esperienze. L’autore si sofferma sui dettagli: il braccio piegato, l’abito della donna, il quadro appeso al muro, la poltrona…I colori sono accesi, vivaci e le linee morbide.

  • La giovane del dipinto sta leggendo o sta sognando? riflettendo? Probabilmente la lettura è necessariamente entrambe le cose. Credo che questo quadro possa essere un ottimo pretesto per stimolare una discussione collettiva sulla lettura individuale, così da far condividere ai partecipanti le emozioni che provano quando affrontano le loro letture preferite. Lo sceglierei come arredo per un angolo biblioteca.

  • Quest’opera appartiene alle opere create da Picasso negli anni ’30. In questi anni Picasso torna ad utilizzare uno spirito ambivalente e poliedrico che contrassegna tutte le fasi della sua arte dopo il breve periodo rosa (1905-1907 : stile più allegro ravvivato dai colori rosa e arancione; i soggetti raffigurati sono principalmente arlecchini, saltimbanchi, acrobati).
    Durante questi anni Picasso crea opere riguardanti momenti di vita intima e privata, rappresentando ragazze sole davanti allo specchio oppure donne che leggono o scrivono.
    In questa tela Picasso ritrae una donna che legge: in particolare l’autore in questo quadro vuole rappresentare la riflessione dopo una lettura, la lettura che diventa esperienza e che si integra con la nostra esperienza. Osservando il quadro notiamo infatti che la donna non sta guardando il libro, aperto sulle sue gambe ma non su una pagina particolare. La testa della donna è appoggiata sulla mano, lo sguardo è assente: si capisce perfettamente che la donna sta riflettendo. A questo proposito direi che il quadro mostra una perfetta coerenza.
    Analizzando questo quadro si potrebbe affrontare uno studio delle forme e dei volumi e anche uno studio sull’espressività del colore.
    I fiori del vestito della donna ricordano i fiori di Matisse; in particolare il viso della donna assomiglia leggermente al viso della donna ritratta da Matisse in “Blue Nude”.

  • Il dipinto di Picasso “Donna che legge” è del 1932, anni in cui l’artista, superata la fase del Periodo Rosa, mostra diverse tecniche e stili. Egli nella metà degli anni ’30 si concentra anche su scene di vita intima e privata, come questo quadro in cui è rappresentata una donna seduta sul divano assorta nei suoi pensieri con in mano un libro. In questo quadro si nota l’influenza di Matisse: la scelta del soggetto, i fiori sull’abito della donna. L’artista usa dei colori caldi e accesi, in particolare i colori primari: rosso, giallo e blu. Le linee sono morbide e curve. Sullo sfondo appare un quadro e delle ombre sul muro, ma la luce e l’attenzione è centrata sulla donna in primo piano. Il titolo dell’opera è coerente con ciò che è rappresentato, inoltre il significato che questo quadro ci vuole trasmettere è: la lettura come momento di riflessione sulla nostra vita e sulle nostre esperienze. Leggere infatti ci fa “viaggiare” con la mente; lo sguardo della donna lontano rivolto altrove e il braccio piegato rappresentano questo. Il quadro potrebbe essere mostrato ai bambini per riflettere con loro sul piacere della lettura, in particolare su quella individuale.

  • CONTESTUALIZZAZIONE e ANALISI FORMALE
    Il quadro del 1932 eseguito da Picasso fa parte della fase tardiva del cubismo denominata “cubismo sintetico”. Nella fase immediatamente precedente, “cubismo analitico”, le opere di si caratterizzano da soggetti scomposti e analizzati nei loro singoli frammenti, risultando quasi quadri astratti. Nel quadro che osserviamo sopra invece il soggetto è ricomposto nella sua fisionomia essenziale e rappresentato come una sintesi di tutti gli elementi che lo compongono. La composizione risulta così verosimile benché libera dai vincoli di prospettiva e profondità. La figura di donna domina la tela occupandola quasi esclusivamente. Il soggetto è ritratto in un ambiente familiare e in una situazione quotidiana vista la posizione rilassata, quasi sdraiata che assume sulla poltrona. Le linee usate sono molto morbide e sinuose per quanto riguarda la donna e la poltrona, mentre il libro che regge in mano e il quadro alle sue spalle spiccano per la rigidità della loro forma. I colori sono molto contrastanti: lo sfondo e l’abito della donna sono scuri mentre la sua pelle e il volto del dipinto sulla parete sono estremamente chiari. Questo uso dei colori pone lo spettatore a riporre maggiore attenzione alle zone più chiare, più illuminate, ovvero le braccia della donna e il volto dall’espressione ambigua. La scelta dei vari elementi della composizione fa dedurre che lo stesso autore desiderasse concentrare lo sguardo dello spettatore sul volto della donna. La donna guarda un punto non visibile all’interno del quadro e rimanda alla libera interpretazione. Lo stesso libro è anonimo. Nell’osservare il quadro mi sono chiesta “cosa avrà letto questa donna? A cosa starà pensando?”. Ho iniziato ad immedesimarmi nel soggetto del quadro, ritengo infatti che ogni lettura, se effettuata in un momento intimo e di relax come quello raffigurato da Picasso, inviti il lettore a riflettere, fantasticare.

  • Ho scelto di inserire nella mia Sala Bianca il dipinto “Donna che legge” realizzato da Picasso nel 1932.
    L’ opera appartiene al periodo del cosiddetto “cubismo sintetico”: si creano sulla tela forme geometriche semplici e variamente composte, in intersezione, orientate in vario modo e in questo modo l’artista arriva a creare forme che non hanno più alcun rapporto con quelle già note, anche se di esse conservano a volte alcune caratteristiche distintive e in qualche modo sempre ben riconoscibili.
    Come dice lo stesso titolo dell’ opera, viene rappresentata una donna con un libro appoggiato sulle gambe, seduta su una poltrona, probabilmente nel salotto di casa.
    La donna occupa gran parte del dipinto. Non c’ è prospettiva e senso di profondità. Picasso usa colori forti e vivaci: blu, giallo e rosso. Tonalità più scure sono state utilizzate per i lati della parete, mentre la parte centrale di questa, più chiara, mette in evidenza lo specchio collocato dietro la donna. Questa è seduta su una poltrona tondeggiante, arancione e rossa, che quasi priva di volumi sembra non sorreggerla.
    Il viso della donna è pallido e i color tenui utilizzati risaltano il color rosso delle sue piccole labbra. La veste della donna è viola e blu, decorata con piccoli fiori sulle spalle.
    Ciò che colpisce immediatamente è lo sguardo della donna, immerso nei suoi pensieri, in un altrove a noi sconosciuto. Non possiamo sapere se le fantasie della donna sono suscitate dalla lettura del libro, oppure se sono i suoi intimi pensieri a distrarla dalla lettura. Però quello che è certo che ogni lettura, soprattutto se vissuta intensamente ci permette di evadere la realtà, di immaginarci in un altro mondo, tutto nostro, liberi da quei vincoli e restrizioni che spesso caratterizzano la vita reale.
    Significativo è infatti l’ immagine del libro che quasi si confonde con la mano della donna. Le pagine del libro e la mano della donna, così come i suoi pensieri, si fondono e si compenetrano.

  • L’opera di Picasso la trovo perfettamente in situazione e cioè inserita nel tempo in cui è prodotta e coerente a ciò che lui vive: tutte le donne con cui lui entra in relazione hanno a che fare con la sua produzione, la sua è un’arte che è specchio fedele della sua realtà quotidiana e in tutto questo Marie Therese ne fa parte.
    La DONNA è sempre presente nella sua vita (madre, moglie, figlia, innumerevoli amanti), come modella della sua arte e come musa del suo pensiero e leggendo la sua biografia si può proprio intuire come la figura femminile a 360 gradi sia il filo conduttore di tutta la sua opera: musa, modella, donna da amare, da odiare, da usare, da scomporre, da ricomporre.
    Tra le tante forme possibili di ritratto, Picasso ha scelto di presentare la ragazza seduta: l’essere seduti rappresenta un momento di pausa nel quale rilassarsi, guardare il pittore negli occhi oppure come in questo caso, lasciare andare il pensiero libero e tutto questo richiede una complicità e un certo grado di intimità e confidenza che possono avere solo il pittore con la persona ritratta.
    La figura è data da linee curve e sinuose che contribuiscono a sottolineare la femminilità della ragazza, inoltre creano forme geometriche irregolari contornate di nero dallo spessore variabile che accentuano la differenza tra il colore della donna e tutto il resto del dipinto: Marie Therese viene ritratta con colori tenui, il rosso della bocca e del seno è l’unica nota accesa della sua figura come per sottolinearne la sensualità; il resto della tela è giocato su contrasti di colori di grande vivacità che sono in contrasto con un sentimento d’intimità e tranquillità che potrebbe sprigionarsi da questa scena.
    Ritengo che a livello visivo non ci sia coesione per il contrasto netto dei colori, ma a livello comunicativo c’è coerenza, perchè la figura è raccolta al centro del quadro, è su di lei, sulla sua posa e sul suo sguardo sognante che cade il nostro occhio: le linee rotonde e la luce che la illumina danno all’opera un’atmosfera di pace e magia.
    Il libro aperto sulle gambe e lo sguardo proiettato in un altrove sconosciuto non lasciano spazio a nessuna ambiguita: il potere della lettura di aprire innumeroveli porte che solo un pittore ci può spalancare.

  • Quest’opera creata nel 1932, periodo denominato “periodo sintetico”, fa parte di una numerosa serie di opere svolte dall’autore: raffiguranti donne nell’atto della lettura. In questi anni il pittore, vive un periodo difficile segnato dalla separazione dalla moglie. Molte ipotesi pensano sia proprio la moglie di Picasso quella raffigurata nel dipinto. La donna, tiene in mano un libro, ma non è raffigurata nel momento della lettura di questo. Infatti essa pare averne finito l’atto da poco, e di essere immersa in pensieri svolazzanti. Starà probabilmente pensando al marito? Forse non è un libro quello raffigurato, ma una lettera di addio? Sono tutte domande plausibili, lasciate aperte dagli studiosi.
    Le forme geometriche contornate di nero e i colori aggressivi sono in contrasto con un sentimento d’intimità e di tranquillità, che potrebbe sprigionarsi da questa scena. La protagonista sembra quasi perdersi nell’ambiente colorato, non sembra ci sia un primo piano (al primo colpo d’occhio) ed uno sfondo nella profondità della prospettiva.
    Nel muro dietro alla lettrice, si può intravedere un quadro raffigurante un lineamento di un volto. A mio parere non è stato inserito a caso nel contesto, ma probabilmente vuole comunicare il pensiero della donna rivolto ad un uomo, forse l’autore?
    Quest’immagini, come molti altre opere di Picasso ci lascia davanti ad un enenigma da risolvere ed interpretare. Non ne è chiara l’identità della donna, e non ne è chiaro il significato.
    Una possibile attività da svolgere con i bambini: sarebbe quella dell’individuazione dei colori caldi, e colori freddi, in quanto l’opera li contiene entrambi distintamente.

  • Fascino di Picasso per le donne può essere visto in questa sua opera, in cui vi è una donna che legge un libro con una scollatura molto pronunciata.
    I colori sono molto intensi e caratteristici di Picasso e le forme geometriche e molto esagerata. La opera ha un sacco di luce, e possiamo vedere come la donna ha ombra nella parte sinistra del viso.

  • “Donna che legge” Pablo Picasso
    ANALISI FORMALE
    L’opera raffigura una donna con in mano un libro, seduta su di una poltrona, che occupa la quasi totalità dello spazio sulla tela.
    Non vi sono spazi vuoti, ma tutto il quadro è riempito da colori intensi e segni marcati.
    Gli elementi della scena vengono scomposti per essere ricomposti da una molteplicità di punti di vista e di aspetti, così da ricomporre i soggetti in un tutto che comprende anche il fattore tempo.
    Questo è lo stile tipico cubista, che fraziona i piani dell’immagine così da farci entrare perfino nella vita interiore del modello.
    Il protagonista dell’opera, la donna, non ci colpisce infatti per il suo aspetto esteriore, ma per l’intensità dello sguardo, che è altrove, come a suggerirci che il libro che sta leggendo lo sta portando in un viaggio che scava nella sua interiorità e che lo fa viaggiare con la mente al di là della realtà.

  • Ho inserito nella mia sala bianca l’opera La donna che legge di Picasso: Analisi formale

    Sia l’opera che il pittore si pongono in una corrente artistica nota come cubismo, di cui Picasso stesso ne è uno dei maggiori esponenti, tale corrente sorta nella prima metà dell’ novecento si preoccupa di esaminare la realtà sotto una concezione spazio temporale nettamente divergente dalle concezioni più realistiche dell’ epoca.
    L’opera la donna che legge è stata realizzata nell’1932, anno in cui l’artista aveva già tralasciato la fase del periodo rosa, caratterizzata da uno stile allegro in cui prevalgono i colori dell’rosso e dell’arancione e i soggetti privilegiati sono saltimbanchi e acrobati, seguirà un periodo africano influenzato da Matisse in cui le idee sviluppate porteranno al cubismo.
    Il soggetto dell’opera la donna che legge, è una donna seduta su una poltrona con un libro in mano in atteggiamento pensante , la mano sinistra della donna sorregge il libro, mentre le sue dita si fondono e si confondono con il libro quasi a diventare esse stesse pagine, l’altra mano poggia sulla guancia e sulla tempia in un atteggiamento pensante, lo sguardo della donna non è sulle pagine del libro ma sembra perso in un altrove regalato dalla lettura.
    La figura della donna domina quasi interamente l’opera, ed è raffigurata in una posa rilassata che fa pensare si trovasse in un ambiente familiare.
    I colori sono molto accesi ed intensi e sembra prevalere il giallo,il blu e il rosso, le linee sono oblique e curve e sono presenti contrasti di forme, non c’è prospettiva e il minimo senso di profondità viene reso attraverso lo specchio o il quadro alle spalle della donna.
    Solamente il viso e le braccia della donna sono raffigurati con colori chiari e questo sembra far puntare l’attenzione sullo sguardo della donna, che non legge più ma sembra trovarsi lontano con la mente, forse in un attimo di riflessione o in un’altrove a cui ha condotto la lettura.

  • Quest’opera, “Donna che legge”, appartiene alla storia del Cubismo, che si fa convenzionalmente cominciare al 1907, anno nel quale Picasso dipinge “Les demoiselles d’Avignon”.
    Il soggetto della tela è una donna, avvolta da uno scialle fiorato, seduta su una poltrona con in mano un libro e lo sguardo assorto.
    L’esuberanza dei colori e i fiori coi quali viene ornato lo scialle ricordano quasi immediatamente lo stile matissiano che qui Picasso intelligentemente reinterpreta all’interno di un’opera che presenta caratteristiche palesemente cubiste, come ad esempio le linee curve, la capacità di cogliere diversi aspetti, le proporzioni irregolari.
    Interessante notare come le dita della mano sinistra sembrano proprio le stesse pagine del libro: questo può voler significare che la donna, completamente immersa nella lettura, è ormai un tutt’uno col libro, col mondo che esso sprigiona, in un Altrove vago, misterioso, e, per questo, ancora più affascinante.
    Un altro elemento figurativo significativo può essere il quadro (lo specchio?) dalla cornice gialla insieme accanto e indietro alla donna (tipico del Cubismo): potrebbe rappresentare la parte complementare, segreta e forse inconfessabile della donna.

  • Dov è custodito questo quadro?.

    • c’è scritto sulla pagina, sotto l’immagine. In ogni caso qui

  • La cosa che mi ha colpito di questo quadro, all’inizio, è stato lo sguardo della donna, un po’ ”spostato”, non rivolto all’osservatore ma alla destra dell’osservatore…Poi i colori, il quadro dietro la donna con un profilo, e la confusione di forme della donna, il seno, il vestito e la poltrona in un tutt’uno…Ammetto che, prima di aver letto l’approfondimento non avevo notato le mani confuse con le pagine.. Ho scoperto che questa ”confusione” si chiama cubismo. Inoltre, c’è qualcosa che mi aveva sorpreso, e cioè dal titolo mi sarei aspettata ”una donna che legge”…Qui invece mi sembra che sia una donna colta nell’attimo dopo aver letto, che riflette guardando sia dentro che fuori di sé. L’approfondimento mi ha incuriosito sul ”periodo rosa”, che ho scoperto che si contrappone al ”periodo blu” per l’intimismo e la rappresentazione di scene quotidiane, mentre il periodo blu era caratterizzato dalla rappresentazione di povertà…e di morte. Inoltre, sono voluta andare a vedere il quadro citato di Matisse…Ed ho trovato un quadro diverso, senza i colori accesi di Picasso ma con colori tenui, e con una donna che legge ad occhi bassi sul libro, come altri quadri, visti su Google images, di Fragonard, Renoir,Toma,Faruffini, Botero…Il quadro di Picasso è diverso, lo trovo sempre intimista, ma il cubismo del quadro è come se interrompesse questo intimismo mettendoci anche del colore, dell’allegria, non intima ma ”rumorosa”…Ultima cosa, son voluta andare a vedere altri quadri di donne negli anni 30…E le ho trovate sicure di sé, come qui: http://www.wsimagazine.com/it/diaries/agenda/arti/anni-trenta-arti-in-italia-oltre-il-fascismo_20121110194741.html#.UwkLNmeYbmI,alcune volta anche ”spavalde’,come anche qui:’http://www.arteneisensi.it/moda-arte/moda-anni-30/#!prettyPhoto.Ebbene, anche la donna che legge di Picasso, mi sembra sicura di sé, ed anche un po’ spavalda.

  • Il dipinto rappresenta una donna immersa nelle riflessioni che il libro le ha sollecitato. Il suo sguardo non rivolto verso il libro che tiene in mano esprime il suo raccogliersi in un momento intimo e privato, d’evasione.
    La mano sembra far parte del libro stesso, la donna dunque pare fondersi con esso formando un’unica entità. Ognuno può rivedere se stesso in questo momento d’evasione e d’introspezione che può essere oggetto di riflessione in chiave educativa.
    La lettura infatti, è un momento in cui può avvenire l’esplorazione del sè, la riflessione sulla propria vita e può inoltre essere occasione di fuga in un altrove immaginario.
    Il dipinto trasmette quindi un importante messaggio educativo sulla lettura come opportunità di arricchimento conoscitivo e profonda esperienza emotiva.

  • Picasso, Donna che legge

    L’opera appartiene chiaramente alla corrente del cubismo. Le geometrie nette e definite sono fortemente sottolineate da un grosso segno nero e dall’uso di colori accesi. Il quadro è pieno, saturo di segni e colori che coprono ogni centimetro della tela, senza lasciare spazi.
    Trovo interessante il contrasto apparente tra il titolo e il soggetto dell’opera. Il titolo, che allude ad un’azione ancora in corso, è “incoerente” con il soggetto raffigurato. La donna sta meditando, il suo sguardo non è rivolto al presente e il libro è messo da parte, semichiuso sul grembo della donna.
    Nonostante ciò, un amante della lettura, riconosce in questo quadro un naturale espressione del processo di lettura. Chiunque abbia letto un libro si sarà ritrovato nella situazione rappresentata, un momento che pur allontanandosi dall’oggetto è centrato e fortemente presente nel processo di lettura.

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